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L’ascesa della dinastia Patrushev sul trampolino del dopo Putin

Il vecchio sodale del leader russo partecipa al Consiglio di sicurezza: secondo gli analisti continuerà ad essere molto influente. Il figlio Dmitrij è stato nominato vice premier: per molti la rampa di lancio per diventare il delfino del capo del Cremlino
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Alla prima riunione del Consiglio di Sicurezza dopo il rimpasto di governo deciso da Vladimir Putin all’inizio del suo quinto mandato presidenziale, in videocollegamento c’erano entrambi: l’ex ministro della Difesa diventato nuovo segretario dell’organo consultivo costituzionale, Sergej Shoigu, e il suo predecessore sollevato dall’incarico «in connessione con il trasferimento ad un altro lavoro», Nikolaj Patrushev. La nuova posizione di quest’ultimo non era indicata, ma la sua presenza alla riunione indicava che il fedelissimo del presidente russo non è stato defenestrato.

A dispetto dei suoi 72 anni (gli stessi di Putin), un suo pensionamento sembra dunque fuori discussione. Un altro segnale che non sia caduto in disgrazia è il fatto che il figlio Dmitrij Patrushev da ministro dell’Agricoltura è stato nominato vice primo ministro: una promozione attesa e da alcuni considerata un possibile trampolino verso il ruolo di delfino di Putin.

Il riserbo sul futuro di Patrushev senior,…

Alla prima riunione del Consiglio di Sicurezza dopo il rimpasto di governo deciso da Vladimir Putin all’inizio del suo quinto mandato presidenziale, in videocollegamento c’erano entrambi: l’ex ministro della Difesa diventato nuovo segretario dell’organo consultivo costituzionale, Sergej Shoigu, e il suo predecessore sollevato dall’incarico «in connessione con il trasferimento ad un altro lavoro», Nikolaj Patrushev. La nuova posizione di quest’ultimo non era indicata, ma la sua presenza alla riunione indicava che il fedelissimo del presidente russo non è stato defenestrato.

A dispetto dei suoi 72 anni (gli stessi di Putin), un suo pensionamento sembra dunque fuori discussione. Un altro segnale che non sia caduto in disgrazia è il fatto che il figlio Dmitrij Patrushev da ministro dell’Agricoltura è stato nominato vice primo ministro: una promozione attesa e da alcuni considerata un possibile trampolino verso il ruolo di delfino di Putin.

Il riserbo sul futuro di Patrushev senior, però, non fa che alimentare le più disparate ipotesi. «Data la vicinanza di Patrushev a Putin e le sue ambizioni, non potrà essere una posizione da poco», ha commentato il politologo Fjodor Krasheninnikov interpellato da Novaja Gazeta Europe. Una congettura è che l’ex direttore dell’Fsb diventi il capo dell’amministrazione presidenziale al posto di Anton Vajno. «Considerando tutte le capacità, i talenti e l’esperienza di Nikolaj Patrushev, l’unica opzione possibile è che assuma un ruolo nell’amministrazione presidenziale. D’altronde mi è difficile immaginarlo come vice di qualcuno», ha detto ad esempio il politologo Konstantin Kalachiov a News.ru.

Si tratterebbe però di una posizione troppo amministrativa per un uomo che ha fatto carriera nei servizi di sicurezza Kgb, poi Fsb, prima che Putin lo nominasse a capo del Consiglio di Sicurezza nel 2008. Il ruolo di consigliere presidenziale per la politica estera, carica oggi rivestita dal 77enne Jurij Ushakov, sembrerebbe invece marginale per il fedelissimo di Putin. L’unica promozione sarebbe in realtà una nomina come primo ministro, ma il premier uscente, Mikhail Mishustin, è stato riconfermato. Non resta dunque che la teoria che Patrushev venga nominato a capo di un organismo creato ad hoc. «Una cosa per me è ovvia: è la persona che crea una posizione e non viceversa», ha sottolineato Kalachiov sostenendo che non cambierebbe nulla neppure se a Patrushev venisse semplicemente assegnato un seggio da senatore nel Consiglio della Federazione, la Camera alta dell’Assemblea Federale russa.

«Qualunque cosa gli offriranno, manterrà la stessa mentalità di Vladimir Putin e non perderà la sua influenza e il suo peso politico». Della stessa idea la politologa indipendente Tatjana Stanovaja. «Il famigerato falco non scomparirà. Il posto di Nikolaj Patrushev è Nikolaj Patrushev. Ha svolto un ruolo ideologico importante, ma non come segretario del Consiglio di sicurezza, ma come vecchio sodale di Putin ed ex capo dell’Fsb. E continuerà a ricoprire questo ruolo indipendentemente dalla posizione ufficiale che assumerà».

Del resto, è quello che è successo nei 16 anni in cui Patrushev ha rivestito l’incarico di segretario del Consiglio di sicurezza. Sebbene si trattasse di un ruolo costituzionalmente relativamente irrilevante, grazie ad abili manovre burocratiche e alla sua personale amicizia con il vecchio collega del Kgb Putin, Patrushev ha reso la posizione uno degli incarichi più centrali del governo. Il sistema russo, come ha osservato l’analista Mark Galeotti, non prevede né un consigliere presidenziale per la Sicurezza nazionale, né un direttore dell’intelligence nazionale e da segretario del Consiglio di Sicurezza Patrushev era diventato entrambe le cose svolgendo un ruolo cruciale nel plasmare la visione del mondo di Putin. Una possibilità è che adesso venga nominato proprio a capo di un megaconglomerato dei servizi d’intelligence. «Ma se non ci sarà nessuna nomina, sarà una fregatura interessante», ha concluso Krasheninnikov. «Ci sarà di che discutere».

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