Putin alla vigilia del viaggio in Cina: “Aperti al negoziato sull’Ucraina, ma vanno tenuti presenti gli interessi di tutti i paesi coinvolti”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Xi Jinping è un leader saggio e visionario. Ci siamo incontrati per la prima volta nel marzo 2010 e da allora ci vediamo e ci telefoniamo regolarmente”. Tesse le lodi pubblicamente del suo “vecchio amico” - e come potrebbe fare altrimenti - Vladimir Putin. Che alla vigilia della sua visita in Cina, domani e dopodomani, rilascia un’intervista scritta all’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua. Editoriali e “interviste” sui media dei Paesi ospitanti che non sono una novità: pratica comune ormai quando Xi viaggia in Russia o quando Putin arriva qui.
Il leader del Cremlino sottolinea che il coordinamento delle politiche estere tra i due Paesi sta promuovendo la creazione di un ordine mondiale multipolare equo. Aggiunge che la Russia e la Cina “rifiutano i tentativi occidentali di imporre un ordine basato sulla menzogna e sull'ipocrisia, su alcune regole mitiche create da non si sa chi”. Che “le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto il livello più alto della storia e, n…
PECHINO - “Xi Jinping è un leader saggio e visionario. Ci siamo incontrati per la prima volta nel marzo 2010 e da allora ci vediamo e ci telefoniamo regolarmente”. Tesse le lodi pubblicamente del suo “vecchio amico” - e come potrebbe fare altrimenti - Vladimir Putin. Che alla vigilia della sua visita in Cina, domani e dopodomani, rilascia un’intervista scritta all’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua. Editoriali e “interviste” sui media dei Paesi ospitanti che non sono una novità: pratica comune ormai quando Xi viaggia in Russia o quando Putin arriva qui.
Il leader del Cremlino sottolinea che il coordinamento delle politiche estere tra i due Paesi sta promuovendo la creazione di un ordine mondiale multipolare equo. Aggiunge che la Russia e la Cina “rifiutano i tentativi occidentali di imporre un ordine basato sulla menzogna e sull'ipocrisia, su alcune regole mitiche create da non si sa chi”. Che “le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto il livello più alto della storia e, nonostante la difficile situazione internazionale, continuano a svilupparsi”. Che i due Paesi “hanno posizioni simili o identiche su questioni chiave dell'agenda internazionale”. E che condividono una lunga e forte tradizione di amicizia e cooperazione (tralasciando accuratamente gli screzi del passato tra la Cina di Mao e l’Urss) e lanciandosi in ricordi storici: "Durante la Seconda guerra mondiale, i soldati sovietici e cinesi si sono opposti insieme al militarismo giapponese. È stata la Cina a frenare i giapponesi rendendo possibile all'Unione Sovietica di concentrarsi sulla sconfitta del nazismo in Europa”. Parola nazismo che ritorna anche quando parla della situazione attuale: "Le élite occidentali si ostinano a voler punire la Russia, isolarla e indebolirla, rifornendo le autorità di Kiev di denaro e armi. Chiudono gli occhi sulla rinascita del nazismo e sugli attacchi terroristici sponsorizzati dall'Ucraina nel nostro territorio".
Il leader russo arriverà in Cina domani (oltre a Pechino tappa anche a Harbin per l’inaugurazione dell’ottava edizione dell’Expo Cina-Russia) nella speranza di ottenere dal suo "caro amico" un più chiaro sostegno al suo sforzo bellico in Ucraina. Sulla “crisi ucraina”, Putin elogia i cinesi. Dice che Pechino “comprende chiaramente le radici della crisi e il suo impatto geopolitico globale, come si evince dalla ‘Posizione della Cina sulla soluzione politica’ (il documento in 12 punti presentato nel febbraio 2023, erroneamente chiamato piano di pace): i concetti e i suggerimenti indicati nel documento dimostrano il sincero desiderio della Cina di stabilizzare la situazione”. Nel documento, la Cina chiede il rispetto dell'integrità territoriale di tutti i Paesi (compresa dunque l'Ucraina), ma esorta anche a tenere conto delle preoccupazioni di tutti in materia di sicurezza (dunque anche della Russia). “Siamo aperti al dialogo sull'Ucraina, ma tali negoziati devono tenere conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti nel conflitto, compreso il nostro”, afferma il russo.
Xi ha promesso agli occidentali che la Cina non venderà armi alla Russia e che controllerà il flusso di beni a doppio uso per le sue forze armate. Ha accontentato Macron dicendosi favorevole ad una tregua olimpica durante i Giochi di Parigi. Non si è spinto molto in là.
Resta da vedere come Xi vorrà usare la sua influenza su Putin per porre fine alla guerra in tempi brevi, sempre che voglia farlo. Potrebbe non sentirne la necessità, commentano alcuni analisti: Xi è convinto di poter continuare a tenere ancora questo difficile equilibrismo, vicino a Mosca ma continuando a fare affari con l’Occidente.
Putin sa bene che Pechino è determinata a sostenere Mosca e a presentare così un fronte unito di fronte a quella che denuncia come egemonia americana. Sarà dunque l’ennesimo show pubblico di unità e forza tra i due quello che andrà in scena. Ma ci sono vari nodi e difficoltà da sciogliere. L'amicizia "senza limiti" (che di limiti invece ne ha) verrà ulteriormente messa alla prova. È vero che il commercio bilaterale tra i due Paesi ha raggiunto i 240 miliardi di dollari, con un aumento del 26% rispetto all'anno precedente. Dall’invasione dell’Ucraina Pechino è diventata il più grande mercato per il petrolio e il gas russi, nonché una fonte di importazioni di beni di consumo e di componenti necessarie all’equipaggiamento bellico di Mosca. Ma i cinesi devono far fronte alle minacce delle sanzioni occidentali secondarie: cercare un modo per scongiurarle sarà punto che sarà centrale nei colloqui. Minacce che hanno già avuto l’effetto di diminuire le esportazioni cinesi verso Mosca negli ultimi due mesi. E anche le banche cinesi sono diventate più caute. A marzo circa l'80% dei pagamenti tra Cina e Russia è stato sospeso. Il nuovo ministro della Difesa Andreij Belusov, che ha sostituito Sergeij Shoigu, il vice primo ministro Alexander Novak, il ministro degli Esteri Sergeij Lavrov e la governatrice della Banca di Russia Elvira Nabiullina sono tra gli altri funzionari che parteciperanno ai colloqui con i cinesi.
Pechino deve stare molto attenta a non alienarsi troppo l’Europa e gli Stati Uniti, che restano di gran lunga molto più importanti commercialmente (550 miliardi di dollari le esportazioni cinesi verso l’Ue, 427 miliardi quelle verso gli Usa). E almeno per i prossimi anni il Paese dovrà dipendere dalle esportazioni per superare le sue difficoltà economiche. Le priorità di Putin e quelle di Xi in questo momento potrebbero non essere completamente allineate. La visita di Putin è delicata, molti commenti sui social cinesi non sono visualizzabili e quelli che si possono vedere esprimono soltanto il "benvenuto a Putin in Cina”.
Nella sua intervista il russo conclude affermando che con i cinesi "cercheremo di stabilire una cooperazione più stretta nell'industria e nell'alta tecnologia, nello spazio e nell'atomo pacifico, nell'intelligenza artificiale, nelle energie rinnovabili e in altri settori innovativi”. "Sono sempre desideroso di scoprire le tradizioni uniche e autentiche della Cina. Conosco bene le vostre arti marziali. Ho rispetto per la filosofia cinese. Anche i miei familiari sono interessati alla Cina e alcuni di loro stanno imparando il cinese”.