Spagna, lo scisma di sedici monache clarisse: in rivolta per un’operazione immobiliare bocciata dalla diocesi
di Alessandro OppesLa disputa non è di carattere dottrinale, ma piuttosto immobiliare, cioè qualcosa di molto più terreno. Ma lo scontro tra un gruppo di sedici monache clarisse e il loro vescovo è sfociato in un clamoroso scisma, fatto senza precedenti in Spagna. La ribellione guidata dalla battagliera Sor Isabel de la Trinidad, madre badessa dei conventi di Belorado (provincia di Burgos) e Orduña (Bilbao) ha portato alla rottura con la Chiesa di Roma, annunciata in un comunicato in cui si specifica che non riconoscono legittimità a Papa Francesco e a tutti i suoi predecessori fino a Pio XII, morto nel 1958.
Una svolta preconciliare, insomma, che sanciscono con l’adesione alla Pia Unión de San Pablo Apostol, una setta coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, religioso di 42 anni scomunicato nel 2019 da monsignor Mario Iceta Gavicagogeascoa, che all’epoca era il vescovo di Bilbao e oggi lo è di Burgos. Per questo è diventato l’obiettivo delle frecce avvelenate delle clarisse che, tra preghiera e a…
La disputa non è di carattere dottrinale, ma piuttosto immobiliare, cioè qualcosa di molto più terreno. Ma lo scontro tra un gruppo di sedici monache clarisse e il loro vescovo è sfociato in un clamoroso scisma, fatto senza precedenti in Spagna. La ribellione guidata dalla battagliera Sor Isabel de la Trinidad, madre badessa dei conventi di Belorado (provincia di Burgos) e Orduña (Bilbao) ha portato alla rottura con la Chiesa di Roma, annunciata in un comunicato in cui si specifica che non riconoscono legittimità a Papa Francesco e a tutti i suoi predecessori fino a Pio XII, morto nel 1958.
Una svolta preconciliare, insomma, che sanciscono con l’adesione alla Pia Unión de San Pablo Apostol, una setta coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, religioso di 42 anni scomunicato nel 2019 da monsignor Mario Iceta Gavicagogeascoa, che all’epoca era il vescovo di Bilbao e oggi lo è di Burgos. Per questo è diventato l’obiettivo delle frecce avvelenate delle clarisse che, tra preghiera e affari, si muovono fra le due province. Iceta, oltre ad aver scomunicato il loro nuovo leader spirituale - seguace del vescovo scismatico vietnamita Ngo Dinh Thuc - che ora le monache considerano un “vescovo legittimo della santa Chiesa cattolica”, ha bloccato la complessa operazione immobiliare alla quale lavoravano da tempo.
Il progetto era quello di comprare, per 1,2 milioni di euro il monastero di Orduña finanziando in parte l’acquisto con la vendita del monastero di Derio, nella stessa provincia basca di Vizcaya (Bilbao). Secondo la versione di monsignor Iceta, le clarisse hanno pagato un acconto di 100mila euro, impegnandosi poi a una serie di pagamenti successivi, che però non sono mai avvenuti. E qui nascono i primi sospetti delle gerarchie ecclesiastiche.
“Sor Isabel dichiara di avere un benefattore – rivela in un comunicato l’arcidiocesi di Burgos – che comprerà e metterà a suo nome il monastero, arriveranno a un accordo d’uso e lo rivenderanno alla comunità di Belorado una volta ottenuto l’importo della vendita del monastero di Derio, sollevando il sospetto che questa persona sia estranea alla Chiesa cattolica”. La diocesi decide così di rescindere il contratto di compravendita ipotizzando che dietro l’operazione ci sia proprio il leader della setta Pablo de Rojas.
A questo punto sor Isabel va su tutte le furie, chiede un risarcimento di 1,6 milioni di euro per le opere realizzate dalla sua comunità nel monastero di Orduña e spara a zero contro la gerarchia ecclesiastica, accusandola di “smontare comunità di linea tradizionale e appropriarsi dei suoi immobili per venderli”. E conclude con un avvertimento: “Ci chiameranno eretiche e scismatiche, pazze e molte altre cose molto calunniose e sgradevoli. Non credeteci, almeno per questa volta, che non vi ingannino”.