Tigri morte tenute in freezer e orsi ridotti all’immobilità: scandalo in Cina per lo zoo degli orrori
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Uno zoo degli orrori. Freezer pieni di tigri morte, animali tenuti in condizioni spaventose, in gabbie esposte alle intemperie o troppo piccole. È stata un’inchiesta del China Philanthropist - magazine di proprietà della statale China News Service - a fare luce su quanto avveniva al parco faunistico di Fuyang, nella provincia cinese dell’Anhui. Un caso che ha scatenato grande indignazione nel Paese (oltre 100 milioni di visualizzazioni sui social mandarini): ora si chiede che i proprietari del parco subiscano conseguenze legali.
Tra gli animali morti per cause innaturali ci sono 20 tigri siberiane (specie protetta in Cina), due leoni, tre giraffe, orsi e macachi. I giornalisti del China Philanthropist hanno scoperto che i corpi di alcuni cuccioli di animali erano conservati in congelatori all'interno del parco. “Corpi di tigri adulte, leoni, giraffe, orsi e altri animali sono stati accatastati in un altro frigorifero di circa 10 metri quadrati in attesa di essere smaltiti”,…
PECHINO - Uno zoo degli orrori. Freezer pieni di tigri morte, animali tenuti in condizioni spaventose, in gabbie esposte alle intemperie o troppo piccole. È stata un’inchiesta del China Philanthropist - magazine di proprietà della statale China News Service - a fare luce su quanto avveniva al parco faunistico di Fuyang, nella provincia cinese dell’Anhui. Un caso che ha scatenato grande indignazione nel Paese (oltre 100 milioni di visualizzazioni sui social mandarini): ora si chiede che i proprietari del parco subiscano conseguenze legali.
Tra gli animali morti per cause innaturali ci sono 20 tigri siberiane (specie protetta in Cina), due leoni, tre giraffe, orsi e macachi. I giornalisti del China Philanthropist hanno scoperto che i corpi di alcuni cuccioli di animali erano conservati in congelatori all'interno del parco. “Corpi di tigri adulte, leoni, giraffe, orsi e altri animali sono stati accatastati in un altro frigorifero di circa 10 metri quadrati in attesa di essere smaltiti”, scrivono.
Lo zoo è ora accusato di allevamento illegale di specie protette, detenzione di animali in condizioni disumane, morte di molti di essi per incuria e mancato smaltimento dei loro corpi. “Gli orsi neri che vivono nel parco sono tenuti tutto l'anno all'interno di gabbie di ferro”, si legge nell’inchiesta. “Hanno consumato la pelliccia sulla testa a causa dello sfregamento contro le gabbie. Uno di loro non è più in grado di camminare dopo essere stato tenuto a lungo in uno spazio così ristretto”. E ancora: “Alcune delle 16 tigri siberiane ancora vive nello zoo sono rinchiuse in gabbie di ferro di circa 1,5 metri esposte alle intemperie. Altre tigri e leoni sono rinchiusi in bungalow dove c’è pochissima luce”.
"Non è un parco per animali, è una prigione per animali”, uno dei commenti su Weibo (l’X cinese). Dopo la pubblicazione dell’inchiesta lo zoo ha annunciato una chiusura temporanea. “Le autorità municipali di Fuyang - la città in cui si trova il parco - hanno confermato di aver istituito una task force per indagare”, riportano i media cinesi.
Secondo le informazioni fornite dall'ufficio forestale, nell’aprile 2019 lo zoo ha affittato 25 tigri: quattro sono morte quell'anno, due l'anno successivo. Dal 2021 al marzo 2023 sono morte altre quattro tigri adulte. In quei due anni sono nati 11 cuccioli di tigre, di cui solo uno è sopravvissuto.
Il parco è di proprietà di una società privata, la Anhui Qicai Wildlife Park. La costruzione della struttura è iniziata nel marzo 2018: dopo alcune controversie sull’utilizzo dei terreni, i lavori sono finiti nel 2021.
“I ritardi hanno portato ad altre controversie. L'azienda che fornisce gli animali, la Fuyang Tengfei Company, ha iniziato a consegnarli al parco non ancora completo nel 2018, compresa una spedizione di 12 giraffe. Una di queste giraffe sarebbe morta nel 2019. Nel frattempo, il parco ha richiesto più volte la licenza per l'allevamento delle tigri siberiane, ma le richieste sono state respinte con la motivazione che lo zoo non disponeva di strutture adeguate per farlo. Ciò suggerisce che il parco ha allevato illegalmente le tigri per diversi anni”.
Li Lianghua, il proprietario della Tengfei, ha dichiarato ai media cinesi che le utenze del parco sono state interrotte in diversi punti, causando la morte di alcuni animali per sete, fame e malattie.