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Mistero in Algeria, ritrovato un uomo scomparso 26 anni fa: era tenuto sequestrato nella casa del vicino

La storia di Omar Ben Omran, di cui si erano perse le tracce quando aveva 19 anni. Era prigioniero di un insospettabile dipendente comunale. Succede sugli altipiani nel centro del Paese maghrebino, dove non si parla d’altro
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Aveva appena 19 anni, quando era scomparso, nel 1998: un ragazzo alto e sportivo, Omar Ben Omran, non aveva lasciato alcuna traccia dietro di sé. Ebbene, dopo 26 anni, ricompare nel domicilio di uno dei suoi vicini, accanto alla casa dove era cresciuto e dove la sua famiglia vive ancora oggi. Intanto, per quel tempo eterno, Omar ha vissuto come un animale, prigioniero in un buco sotto una distesa di paglia imbrattata di sterco, dove vivevano le pecore del vicino. A pochi metri dai suoi. Sembra la storia di un film dell’orrore, ancora con troppe domande senza risposta, ma che sta commuovendo (e interroga tutta l’Algeria).

Siamo a El Guedid, un paesone di quasi 13mila abitanti, sugli altopiani nel centro del Paese, nel governatorato di Djelfa, a 300 km al sud di Algeri. Ecco, Omar qualcuno era sicuro di averlo visto l’ultima volta proprio per le strade affollate di Djelfa, la città a un’ora di macchina. Ma poi niente di più: scomparso. La madre, che non riusciva a farsene una ragio…

Aveva appena 19 anni, quando era scomparso, nel 1998: un ragazzo alto e sportivo, Omar Ben Omran, non aveva lasciato alcuna traccia dietro di sé. Ebbene, dopo 26 anni, ricompare nel domicilio di uno dei suoi vicini, accanto alla casa dove era cresciuto e dove la sua famiglia vive ancora oggi. Intanto, per quel tempo eterno, Omar ha vissuto come un animale, prigioniero in un buco sotto una distesa di paglia imbrattata di sterco, dove vivevano le pecore del vicino. A pochi metri dai suoi. Sembra la storia di un film dell’orrore, ancora con troppe domande senza risposta, ma che sta commuovendo (e interroga tutta l’Algeria).

Siamo a El Guedid, un paesone di quasi 13mila abitanti, sugli altopiani nel centro del Paese, nel governatorato di Djelfa, a 300 km al sud di Algeri. Ecco, Omar qualcuno era sicuro di averlo visto l’ultima volta proprio per le strade affollate di Djelfa, la città a un’ora di macchina. Ma poi niente di più: scomparso. La madre, che non riusciva a farsene una ragione, era morta nel 2007. Ma nessuno della sua famiglia e della sua cerchia di amici lo aveva mai davvero dimenticato. Finché, pochi giorni fa, un post anonimo e misterioso era comparso sui social. C’era scritto che Omar era ancora vivo e che si trovava sempre a El Guedid.

Chi è il vicino

Il gruppo di amici e familiari inizia a cercarlo e a cercare nuovi indizi. Tutte le piste portano presto a un vicino del sequestrato, un uomo celibe e solitario (lo si vede spesso camminare da solo per le strade della borgata). Qualcuno si ricorda di un dettaglio inquietante: il cane di Omar (erano inseparabili), dopo la sua scomparsa, aveva trascorso alcuni giorni con il muso incollato proprio al cancello di quel vicino, ad aspettare il suo padrone, fino a che era sparito pure lui. Il sequestratore è un uomo al di sopra di ogni sospetto, un dipendente comunale. Oggi ha 61 anni.

L’irruzione

A un certo momento, i familiari e gli amici di Omar hanno fatto irruzione nella sua casa e hanno scovato Omar stordito e così invecchiato rispetto a quel lontano 1998. Ma ancora vivo. Subito dopo è intervenuta la gendarmeria, che ha arrestato il sequestratore. Le autorità hanno reso nota la storia martedì. E ormai sta rimbalzando sui social in tutta l’Algeria.

La “maledizione”

Persone vicine alla vittima, citate dai medi locali, hanno raccontato che Omar, durante la lunghissima prigionia, poteva vedere e ascoltare le voci dei componenti della propria famiglia attraverso un’apertura nel recinto: una grossa gabbia, che circondava il recinto, sotto il quale era prigioniero, nascosto in quell’anfratto e puzzolente. “Ma era incapace di gridare o di fuggire – hanno aggiunto – a causa di una maledizione che gli aveva lanciato il sequestratore”. Ma è davvero possibile? E quali sono le vere ragioni per cui Omar è stato sequestrato? Perché lui, che nelle foto da giovane era un ragazzo robusto e sportivo, non è mai riuscito a fuggire? Nei prossimi giorni forse se ne saprà di più. Gli algerini vogliono conoscere la verità, la fine della storia, come in un film. Un film dell’orrore.

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