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Putin: “Avanti tutta”. Da Blinken luce verde ai raid sulla Russia

epa11342349 Russian President Vladimir Putin holds a meeting on development of Russia's military industrial complex at the Kremlin in Moscow, Russia, 15 May 2024. EPA/VYACHESLAV PROKOFYEV /SPUTNIK/KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT 
Il leader del Cremlino oggi a Pechino da Xi per consolidare il sostegno cinese. Gli Usa consentiranno l’uso delle loro armi per colpire oltre confine
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Non promette pace l’abbraccio con cui Kiev e Mosca si stringono ai loro migliori alleati, in un momento chiave del conflitto. L’Ucraina cerca aiuto militare ed economico dagli Usa per riconquistare l’equilibrio perso sul campo; la Russia consolida a Pechino la sua copertura geopolitica per battere il ferro finché è rovente.

Mentre Mosca minaccia di sfondare nel Nord Est ucraino, il presidente Vladimir Putin sbarca oggi a Pechino per incontrare il suo «amico» Xi, il leader «saggio e visionario» che è il potente garante della sua guerra in Ucraina: «Pechino è ben consapevole delle sue cause profonde e del significato geopolitico globale», dice Putin in un’intervista all’agenzia cinese Xinhua. Xi non ha mai condannato l’aggressione, e la inconcludente missione di pace cinese era così favorevole a Mosca da non poter avere successo.

«Stiamo cercando una soluzione globale, sostenibile e giusta di questo conflitto con mezzi pacifici. Siamo aperti al dialogo sull’Ucraina — sostiene Putin…

Non promette pace l’abbraccio con cui Kiev e Mosca si stringono ai loro migliori alleati, in un momento chiave del conflitto. L’Ucraina cerca aiuto militare ed economico dagli Usa per riconquistare l’equilibrio perso sul campo; la Russia consolida a Pechino la sua copertura geopolitica per battere il ferro finché è rovente.

Mentre Mosca minaccia di sfondare nel Nord Est ucraino, il presidente Vladimir Putin sbarca oggi a Pechino per incontrare il suo «amico» Xi, il leader «saggio e visionario» che è il potente garante della sua guerra in Ucraina: «Pechino è ben consapevole delle sue cause profonde e del significato geopolitico globale», dice Putin in un’intervista all’agenzia cinese Xinhua. Xi non ha mai condannato l’aggressione, e la inconcludente missione di pace cinese era così favorevole a Mosca da non poter avere successo.

«Stiamo cercando una soluzione globale, sostenibile e giusta di questo conflitto con mezzi pacifici. Siamo aperti al dialogo sull’Ucraina — sostiene Putin nell’intervista — ma i negoziati devono tenere conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti, compreso il nostro». E in patria, intanto, benedice i successi in battaglia: «Tutti gli obiettivi stabiliti si stanno realizzando». Ed ecco la sua funambolica idea di pace: «Più efficacemente lavorerete al fronte — dice ai comandanti militari — più possibilità avremo di risolvere questa questione pacificamente».

Sull’altro fronte la situazione è così difficile che il presidente Volodymyr Zelensky ha cancellato tutte le missioni internazionali per concentrarsi sui guai militari. La pressione sulla regione di Kharkiv è tale che il presidente ha presentato come buona la notizia che le forze di sicurezza siano «riuscite a stabilizzare parzialmente la situazione». Ma anche Kiev ieri aveva al suo fianco il più prezioso alleato: ha incassato una nuova tranche di finanziamenti militari Usa, ma soprattutto l’apertura di uno spiraglio sulla possibilità di usare anche in Russia le armi di Washington. La stessa porta, nei giorni scorsi, era stata spalancata da Londra.

Più cauto e sibillino, ieri a Kiev il segretario di Stato Blinken non ha escluso a priori l’uso di armi americane in Russia: «Siamo impegnati a contribuire a garantire che l’Ucraina vinca la guerra. Non abbiamo incoraggiato o permesso attacchi al di fuori dell’Ucraina, ma Kiev deve prendere decisioni da sola su come condurre la guerra in difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale; continueremo a sostenerla con l’equipaggiamento di cui ha bisogno per vincere». Intanto arrivano due miliardi di dollari in aiuti militari, e sostegno politico incondizionato: Blinken dice che il presidente Joe Biden vedrà Zelensky «nelle prossime settimane», probabilmente durante il vertice di pace in Svizzera su cui Kiev fa perno per la difficile strategia che persegue: accerchiare Mosca a livello internazionale costringendola a sottoscrivere un accordo preparato, in sua assenza, dal resto del mondo.

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