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Putin e Xi Jinping, show di unità. Ma su commercio e sanzioni gli interessi divergono

(afp)
Il presidente russo e il leader cinese: “Soluzione politica al conflitto in Ucraina”. E confermano la collaborazione sul “nucleare pacifico”
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PECHINO - Atterra all’aeroporto di Pechino poco prima dell’alba. Una due giorni molto impegnativa per Vladimir Putin, alle prese con la sua guerra in Ucraina, arrivato in Cina per chiedere al “vecchio amico” Xi Jinping un maggiore sostegno economico (o che perlomeno rimanga inalterato) e per continuare ad espandere le relazioni tra Mosca e Pechino.

Xi ha accolto il leader russo su Piazza Tiananmen, davanti alla Grande Sala del Popolo di sovietica architettura. Calorosa stretta di mano, inni nazionali e la banda dell’esercito di liberazione popolare cinese che rende omaggio all’ospite suonando “Mezzanotte a Mosca”. Bambini russi e cinesi che salutano e saltano in segno di gioia. L’ennesimo show pubblico di unità e forza, per "mostrare gratitudine al vecchio amico”, come scrivono i media cinesi. Con vari nodi e difficoltà da sciogliere però.

“La Cina sarà sempre un buon vicino, un amico, un partner. Siamo pronti a collaborare per lo sviluppo dei nostri rispettivi Paesi. I nostri l…

PECHINO - Atterra all’aeroporto di Pechino poco prima dell’alba. Una due giorni molto impegnativa per Vladimir Putin, alle prese con la sua guerra in Ucraina, arrivato in Cina per chiedere al “vecchio amico” Xi Jinping un maggiore sostegno economico (o che perlomeno rimanga inalterato) e per continuare ad espandere le relazioni tra Mosca e Pechino.

Xi ha accolto il leader russo su Piazza Tiananmen, davanti alla Grande Sala del Popolo di sovietica architettura. Calorosa stretta di mano, inni nazionali e la banda dell’esercito di liberazione popolare cinese che rende omaggio all’ospite suonando “Mezzanotte a Mosca”. Bambini russi e cinesi che salutano e saltano in segno di gioia. L’ennesimo show pubblico di unità e forza, per "mostrare gratitudine al vecchio amico”, come scrivono i media cinesi. Con vari nodi e difficoltà da sciogliere però.

“La Cina sarà sempre un buon vicino, un amico, un partner. Siamo pronti a collaborare per lo sviluppo dei nostri rispettivi Paesi. I nostri legami favoriscono la pace, la stabilità e la prosperità nella regione e nel mondo, e continueremo a sostenere l’equità e la giustizia nel mondo”, le prime battute del leader cinese, copione standard a uso e consumo della propaganda.

Firmata tra i due una dichiarazione congiunta “sull'approfondimento del partenariato strategico globale tra Cina e Russia", di cui forse si avranno dettagli più tardi, e firmati dieci accordi bilaterali. Putin ha dichiarato che i due Paesi stanno "approfondendo la cooperazione nucleare pacifica", senza fornire ulteriori informazioni. Aggiungendo che ci sono anche "piani concreti per approfondire la cooperazione energetica”, probabile riferimento al completamento del mega gasdotto “Forza della Siberia 2”, finora in stallo, per le reticenze dei cinesi.

Gli incontri andranno avanti fino a stasera, con una cena di gala per festeggiare i 75 anni di legami diplomatici. In giornata Putin vedrà anche il premier Li Qiang.

Pressato dai leader occidentali a far rinsavire Putin, grande spazio durante i colloqui sarà dedicato alla “crisi ucraina”. Xi finora non si è spinto molto in là. Questa mattina in conferenza stampa ha ribadito che serve una “soluzione politica: entrambe le parti concordano sul fatto che una soluzione politica alla crisi in Ucraina sia la strada da seguire”, dichiara Xi riecheggiando le parole dette pubblicamente finora in molte occasioni. Putin ha ringraziato la Cina per “i suoi sforzi per risolvere la crisi”, come già aveva dichiarato ieri nella sua intervista alla Xinhua.

Qualche indicazione dai russi però arriva: “Senza la Russia, discutere di questioni di sicurezza che ci riguardano è assolutamente inutile", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riferendosi alla conferenza prevista in Svizzera il mese prossimo. Ma poi apre: “Un approccio equilibrato da parte dei cinesi può dare dignità a qualsiasi conferenza, dal nostro punto di vista, ma non aumenterà l'efficacia di questo particolare evento”. Come Repubblica aveva già scritto ad aprile Pechino potrebbe fare le veci dei russi in Svizzera per poi arrivare ad un secondo summit che veda la partecipazione russa. La partecipazione dei cinesi in Svizzera non è ancora confermata.

Spazio anche al conflitto in Medio Oriente, con Xi che spinge ancora una volta per la soluzione dei due Stati.

Punto centrale delle discussioni tra Putin e Xi sarà come aggirare la minaccia di sanzioni. Qui i due leader giocano partite non perfettamente allineate. Dall’invasione dell’Ucraina Pechino è diventata il più grande mercato per il petrolio e il gas russi, nonché una fonte di importazioni di beni di consumo e di componenti necessarie all’equipaggiamento bellico di Mosca. E per i russi è indispensabile che ciò continui. Questo avvantaggia anche Pechino, ma i cinesi devono far fronte alle minacce delle sanzioni occidentali secondarie, ben consapevoli che i rapporti commerciali con Ue e Usa sono indispensabili all’economia cinese che ancora arranca: in qualità di maggiore esportatore mondiale, Pechino dipende fortemente dalla capacità di vendere in tali mercati.

Pechino si sta facendo più cauta: le esportazioni cinesi in Russia sono scese negli ultimi due mesi e a marzo circa l'80% dei pagamenti tra Cina e Russia è stato sospeso. Per Pechino Mosca è partner strategico nel confronto con gli Stati Uniti, per dimostrare agli altri Paesi che esiste un'alternativa al sistema globale americano-centrico, ma rischia di alienarsi l'Europa, e gli Usa, partner commerciali fondamentali. In questo le agende dei due leader differiscono, al di là dell’unità sbandierata pubblicamente.

Putin si porta dietro una corposa delegazione: il neo ministro della Difesa Belousov, il suo predecessore Shoigu, il ministro degli Esteri Lavrov, il consigliere per la politica estera Ushakov, il ministro delle Finanze Siluanov, la governatrice della Banca Centrale Nabiullina e dirigenti di alcune imprese statali. Domani il leader russo andrà a Harbin, nello Heilongjiang, per l’ottava edizione dell’Expo Cina-Russia.

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