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Attentato a Robert Fico, l’Allarme a Bruxelles. Adesso Russia e Cina possono approfittarne

(afp)
A un mese dal voto l’aggressione al premier slovacco può essere usata per la destabilizzazione
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BRUXELLES – L’Europa è sconvolta ma soprattutto è preoccupata. Per l’ombra di Mosca e Pechino che si stende sull’Ue. Perché le conseguenze dell’attentato al premier slovacco possono essere imprevedibili. Perché la situazione che si potrà determinare a meno di un mese dalle elezioni europee può diventare pericolosa. Perché, appunto, può essere strumentalizzata dalla propaganda russa e cinese. Un attacco a un leader politico e di governo non si verificava da decenni e fa alzare la tensione nel Vecchio Continente a un livello mai raggiunto negli ultimi anni.

(fotogramma)

Non è un caso che, subito dopo la notizia del grave ferimento, i servizi segreti di tutta l’Unione si siano messi in azione per coadiuvare i colleghi slovacchi. E al monitoraggio sta partecipando informalmente anche la Nato. Al di là delle indagini per capire chi o cosa abbia mosso l’attentatore – sul quale comunque stanno emergendo dubb…

BRUXELLES – L’Europa è sconvolta ma soprattutto è preoccupata. Per l’ombra di Mosca e Pechino che si stende sull’Ue. Perché le conseguenze dell’attentato al premier slovacco possono essere imprevedibili. Perché la situazione che si potrà determinare a meno di un mese dalle elezioni europee può diventare pericolosa. Perché, appunto, può essere strumentalizzata dalla propaganda russa e cinese. Un attacco a un leader politico e di governo non si verificava da decenni e fa alzare la tensione nel Vecchio Continente a un livello mai raggiunto negli ultimi anni.

(fotogramma)

Non è un caso che, subito dopo la notizia del grave ferimento, i servizi segreti di tutta l’Unione si siano messi in azione per coadiuvare i colleghi slovacchi. E al monitoraggio sta partecipando informalmente anche la Nato. Al di là delle indagini per capire chi o cosa abbia mosso l’attentatore – sul quale comunque stanno emergendo dubbi e sospetti – l’allarme si sta concentrando su come Putin e Xi sfrutteranno il ferimento di Fico in termini di propaganda facendo schizzare in alto la pressione e provocando un ulteriore salto nella qualità e nella quantità della disinformazione.

Del resto, ancora ieri dopo gli allarmi dei giorni scorsi che avvertivano anche della possibilità di vere e proprie operazioni russe di sabotaggio contro cose o persone, l’Ue sottolineava il rischio di una crescente attività di fake news volte a delegittimare e a creare confusione nel processo democratico europeo. Un episodio del genere è dunque un carburante perfetto per destabilizzare e incrinare la fiducia di cittadini e elettori. Un modo insomma per indebolire l’immagine dell’Unione europea anche in relazione al sostegno offerto all’Ucraina.

E forse non è un caso che proprio ieri sia stata confermata una nuova sanzione contro quattro organi russi di cosiddetta informazione che agiscono con l’obiettivo di interferire nella vita democratica dell’Unione. Lo stop riguarda Voice of Europe, Ria Novosti, Izvestia e Russia Gazeta.

(afp)

Una coincidenza singolare. L’attenzione si sta allora concentrando proprio sulle possibili strumentalizzazioni e non sulla genesi dell’attentato. Secondo alcune primissime ricostruzioni di alcune intelligence europee, infatti, non si coglierebbe una mano esterna nell’organizzazione dell’attacco. Nelle modalità usate solitamente dal Cremlino, l’uomo che ha sparato sarebbe morto e non avrebbero permesso che finisse vivo nelle mani della polizia. Senza considerare poi l’età avanzata dell’uomo. È vero che altri dubbi sono stati analizzati dagli 007 europei. Ad esempio: come è possibile che la scorta abbia permesso l’esplosione di almeno quattro pallottole prima di intervenire? E come può un uomo non addestrato colpire l’addome, ossia la parte del corpo presumibilmente non protetta dal giubbotto antiproiettili?

Nonostante i tanti sospetti, però, al momento l’allarme si concentra appunto sulle ripercussioni in Europa e sulle possibili ingerenze di Russia e Cina. Timori che traspaiono dalle tante dichiarazioni di condanna. «Condanno fermamente il vile attacco al primo ministro Robert Fico. Tali atti di violenza – ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen – non trovano posto nella nostra società e minano la democrazia, il nostro bene comune più prezioso». E il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fa esplicito riferimento a una aggressione all’intera Europa: «Un fatto di eccezionale gravità non soltanto per la Slovacchia ma per tutta l’Ue».

«Scioccato e inorridito», ha commentato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «La violenza – gli ha fatto eco il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz – non deve avere alcuno spazio nella politica europea». Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha stigmatizzato l’attentato. E il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, non ha nascosto la sua preoccupazione: «Sembra non ci sia più nessun limite». Infine il premier ungherese Viktor Orbán, che con Fico condivide una linea di vicinanza al Cremlino, si è detto turbato. Ma la paura che il fronte pro-Mosca adesso si allarghi, a meno di un mese dal voto, rischia di diventare il vero segno distintivo della campagna elettorale. Il primo punto all’ordine del giorno dei futuri nuovi vertici europei. A partire dalla presidenza della Commissione.

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