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La mia Slovacchia divisa da questa lotta tra il bene e il male

La scrittrice Svetlana Zuchova racconta la polarizzazione della società di Bratislava. Che è aumentata dopo l’elezione di Fico, il premier che ieri è stato vittima di un attentato
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La mia Slovacchia è un Paese che sente di vivere una lotta politica tra il bene e il male, con entrambe le fazioni – quella del premier Robert Fico e quella dell’opposizione – che ritengono di proteggere i giusti valori dagli “altri”. È una sensazione che ho vissuto io stessa, e che ora, dopo l’attentato, non farà che aumentare. La polarizzazione crescerà, e i sostenitori del governo Fico, in particolare, potrebbero essere spinti a perseguire i propri obiettivi con ancora più forza.

Siamo diventati sempre più divisi e polarizzati dopo la vittoria di Fico. Ci dividiamo sull’Ucraina e i diritti umani. Posso non essere d’accordo con le politiche di Fico, ma mi dispiace profondamente per quanto gli è successo. La violenza non è mai una soluzione, la democrazia ci offre strumenti potenti per affrontare le discordie. Sono felice che dopo l’attentato in tanti lo abbiano ricordato, mentre mi dispiace che ci sia stato chi, purtro…

La mia Slovacchia è un Paese che sente di vivere una lotta politica tra il bene e il male, con entrambe le fazioni – quella del premier Robert Fico e quella dell’opposizione – che ritengono di proteggere i giusti valori dagli “altri”. È una sensazione che ho vissuto io stessa, e che ora, dopo l’attentato, non farà che aumentare. La polarizzazione crescerà, e i sostenitori del governo Fico, in particolare, potrebbero essere spinti a perseguire i propri obiettivi con ancora più forza.

Siamo diventati sempre più divisi e polarizzati dopo la vittoria di Fico. Ci dividiamo sull’Ucraina e i diritti umani. Posso non essere d’accordo con le politiche di Fico, ma mi dispiace profondamente per quanto gli è successo. La violenza non è mai una soluzione, la democrazia ci offre strumenti potenti per affrontare le discordie. Sono felice che dopo l’attentato in tanti lo abbiano ricordato, mentre mi dispiace che ci sia stato chi, purtroppo, si è subito messo alla ricerca del colpevole di questa situazione e abbia puntato il dito contro i media.

(ansa)

Sono una scrittrice, e mi colpisce che l’aggressore sia un mio collega. Non è molto conosciuto, non ho mai sentito parlare di lui e, soprattutto, non è riconosciuto dalla comunità letteraria, o almeno da quella “tradizionale”. Ma comunque fare lo scrittore non ti protegge dall’essere una persona dalle qualità discutibili. Non so cosa cambierà ora in Slovacchia, ma ho paura che nulla di buono possa nascere da un atto violento.

(Svetlana Zuchova, nata a Bratislava nel 1976, ha vinto il Premio letterario dell’Ue con il romanzo “Marisia”, edito in Italia da Mimesis)

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