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Slovacchia, il premier Fico operato ancora: “Resta in gravi condizioni”. I poteri al fedele ministro della Difesa

Il ministro della Difesa Robert Kalinak (reuters)
Il nuovo intervento è durato due ore, in ospedale la moglie e il figlio: lunedì si deciderà il possibile trasferimento a Bratislava. Intanto l’amico Robert Kalinák presiederà la prossima riunione di governo. Il clima politico resta teso
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BRATISLAVA — «Il Paese non è paralizzato, funziona. Lo Stato è stabile, come il paziente»: il ministro della Difesa Robert Kalinák, 53 anni, braccio destro del premier slovacco Robert Fico con cui nel 1999 ha cofondato lo Smer, lo ha detto chiaro durante la conferenza stampa organizzata all’ingresso dell’ospedale Roosevelt di Banska Bystrica, dopo che il leader ferito era stato nuovamente operato per «eliminare tessuti necrotici», come ha spiegato la direttrice sanitaria Miriam Lapunikova. «La nuova operazione ci avvicina un po’ di più a una prognosi positiva», ha aggiungo il fedele “Kali”, come lo chiamo i colleghi. Ma intanto i medici decideranno solo lunedì se le condizioni di Fico renderanno possibile il trasferimento a Bratislava. Insomma è ancora presto per dire se ce la farà.

(reuters)

Nel frattempo è l’amico a tenere le redini del Paese, nonostante ci siano altri tre vicepremier: la ministra de…

BRATISLAVA — «Il Paese non è paralizzato, funziona. Lo Stato è stabile, come il paziente»: il ministro della Difesa Robert Kalinák, 53 anni, braccio destro del premier slovacco Robert Fico con cui nel 1999 ha cofondato lo Smer, lo ha detto chiaro durante la conferenza stampa organizzata all’ingresso dell’ospedale Roosevelt di Banska Bystrica, dopo che il leader ferito era stato nuovamente operato per «eliminare tessuti necrotici», come ha spiegato la direttrice sanitaria Miriam Lapunikova. «La nuova operazione ci avvicina un po’ di più a una prognosi positiva», ha aggiungo il fedele “Kali”, come lo chiamo i colleghi. Ma intanto i medici decideranno solo lunedì se le condizioni di Fico renderanno possibile il trasferimento a Bratislava. Insomma è ancora presto per dire se ce la farà.

(reuters)

Nel frattempo è l’amico a tenere le redini del Paese, nonostante ci siano altri tre vicepremier: la ministra dell’Economia Denisa Saková, quello dell’Ambiente Tomáš Taraba, quello per i fondi europei Peter Kmec. Almeno così ha detto il ministro dell’Interno Matus Sutak alla rete locale Ta3: «Farà da facente funzioni fin quando Fico non uscirà dall’ospedale. Mercoledì presiederà la prima riunione di governo dall’attentato». Nessuna comunicazione ufficiale è però stata fatta in merito: a tre settimane dalle elezioni europee i dettagli su chi guidi realmente il Paese sono ridotti al minimo, per non esasperare oltre le tensioni. Kalinák ha addirittura detto di non aver risposto all’invito al meeting “pacificatorio” con tutti i partiti organizzato della presidente Zuzana ?aputová, perché «non ho avuto tempo di parlarne col premier». Aggiungendo che questi è «attivo quanto lo consente la sua condizione».

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Intanto il clima è tesissimo. Pure il leader di Slovacchia Progressista Michal Šime?ka denuncia minacce di morte. Mentre tre partiti — Movimento Slovacco di Peter Pollák, I Democratici dell’ex ministro della Difesa Jaroslav Na?, e i repubblicani di Milan Uhr — rifiutano di sospendere la campagna come chiesto dal presidente della Repubblica eletto Peter Pellegrini.

Se il passaggio di mano è in atto, è comunque indolore. I due sono amici da oltre 30 anni. Il vice dai lunghi capelli, figlio di un marinaio, era ancora uno studente di legge quando nel 1993 offrì un passaggio a Fico, 6 anni più grande. Diventano inseparabili, e “Robo” lo vuole al suo fianco quando nel 1999 fonda il partito. Attore, fratello del vocalist della band locale Taktici, la passione per le moto Harley Davidson e uno spiccato senso per gli affari, Kalinák era d’altronde già stato carismatico leader degli studenti durante la “rivoluzione di velluto”. E aveva già aperto un locale, una casa editrice e una stamperia studentesca. Gli affari sono il suo forte.

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Nel 2002 avvia attività imprenditoriali anche più importanti: una catena di caffetterie con l’ex compagno di studi Ján Po?iat, futuro ministro delle finanze. La carriera nel partito è rapida e fa di lui un uomo potentissimo: tre volte membro del Consiglio di Sicurezza, ministro degli Interni fra 2006- 2010 e fra 2012-2018: quando l’assassinio del giornalista anti-corruzione Ján Kuciak con la fidanzata lo travolge insieme a tutto lo Smer. Costringendolo alle dimissioni perché fra i nomi dei mafiosi italiani citati dal reporter nei suoi articoli ci sono persone con cui ha fatto affari.

La rinascita politica arriva nel 2023, insieme a quella di Fico (e dopo una memorabile scazzottata con l’ex premier Igor Matovic). Ottiene quel dicastero della Difesa che ne fa il ministro più longevo della Slovacchia moderna. Un falco contrario a nuovi aiuti militari all’Ucraina, critico verso la stampa.

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