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L’abbraccio con Xi, il tè nel cuore del potere comunista e la visita a Harbin: tutti i simboli del viaggio in Cina di Putin

La scelta del tour nella “piccola Mosca” per visitare anche l’istituto legato all’industria militare di Pechino racconta dei profondi legami storici e culturali tra Cina e Russia ma soprattutto economici e strategici
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PECHINO - Una passeggiata a Zhongnanhai, il cuore del potere comunista accanto alla Città Proibita, privilegio che raramente Xi Jinping concede ai suoi ospiti stranieri. Tè servito su un bel tavolino al sole. Quattro ore di colloqui a porte chiuse su “questioni strategiche di interesse comune” e sulla “crisi ucraina”, precedute da un concerto per celebrare l’anno della cultura sino-russa al Centro nazionale per le arti dello spettacolo, lo stupendo “uovo sull’acqua” a pochi passi da Tiananmen, dove Vladimir Putin si è scusato per non aver lasciato tempo al povero traduttore di fare il proprio lavoro: "Mi dispiace, ho parlato troppo a lungo e non ho lasciato spazio alla traduzione. Mi sento a casa, quindi ho pensato che tutti qui capissero il russo”.

(afp)

Digerita la cena di gala, buonanotte e arrivederci col leader cinese che lo afferra per le spalle e lo abbraccia affettuosamente. Niente “bacio soci…

PECHINO - Una passeggiata a Zhongnanhai, il cuore del potere comunista accanto alla Città Proibita, privilegio che raramente Xi Jinping concede ai suoi ospiti stranieri. Tè servito su un bel tavolino al sole. Quattro ore di colloqui a porte chiuse su “questioni strategiche di interesse comune” e sulla “crisi ucraina”, precedute da un concerto per celebrare l’anno della cultura sino-russa al Centro nazionale per le arti dello spettacolo, lo stupendo “uovo sull’acqua” a pochi passi da Tiananmen, dove Vladimir Putin si è scusato per non aver lasciato tempo al povero traduttore di fare il proprio lavoro: "Mi dispiace, ho parlato troppo a lungo e non ho lasciato spazio alla traduzione. Mi sento a casa, quindi ho pensato che tutti qui capissero il russo”.

(afp)

Digerita la cena di gala, buonanotte e arrivederci col leader cinese che lo afferra per le spalle e lo abbraccia affettuosamente. Niente “bacio socialista” alla Breznev, ma tant’è: slancio caloroso abbastanza insolito per Xi.

La visita a Harbin

Conclusa così la prima tappa a Pechino, Putin è arrivato nella città di Harbin: la “Mosca dell’Est” o “Piccola Mosca”, nella provincia cinese dello Heilongjiang che confina proprio con la Russia. Non c’è però Xi ad accompagnarlo: il nuovo timoniere ha chiesto al vicepresidente della Repubblica Popolare Han Zheng di portare a spasso l’ospite. Ma come, tanto affetto e poi niente gita assieme?

La scelta di Harbin ha diverse spiegazioni. Profondi legami storici e culturali, ragioni commerciali e scientifico-militari. Putin visita infatti il prestigioso Istituto di Tecnologia, istituzione che vanta più di un secolo di scambi scientifici tra russi e cinesi e che ha profondi legami con l'industria militare e della difesa di Pechino, noto per le sue ricerche su missili e tecnologia spaziale: tecnologie che il Cremlino potrebbe desiderare. Ieri i due leader nella lunga dichiarazione congiunta hanno affermato di voler espandere la cooperazione militare e aumentare le esercitazioni congiunte con pattugliamenti aerei e navali. “I sistemi satellitari russi e cinesi si completano a vicenda”, ha affermato il leader russo. “Di conseguenza, Russia e Cina possono scambiarsi informazioni”.

La città di Harbin deve la sua origine alla costruzione della Ferrovia Orientale proprio da parte dei russi alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo che attraversava quella che allora si chiamava Manciuria. In città resiste la bella cattedrale di Santa Sofia costruita nel 1907. Harbin fu rifugio per molti russi dopo la Rivoluzione del 1917. E la città venne occupata brevemente dai sovietici nel 1945, che la liberarono dai giapponesi e la restituirono ai comunisti di Mao Zedong. Oggi Putin ha deposto dei fiori al monumento ai soldati sovietici, morti durante la liberazione del nord-est della Cina.

Putin in Cina omaggia il monumento ai caduti dell'Armata Rossa ad Harbin

Harbin, hub di scambi economici Cina-Russia

Nonostante le tensioni di confine tra Cina e Urss alla fine degli anni ’60, Harbin e tutta la regione sono oggi hub cruciale per gli scambi economici tra i due Paesi: la città è diventata sempre più collegata economicamente all'Estremo Oriente russo. L'esodo dei marchi occidentali dalla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina ha creato un vuoto che è stato rapidamente colmato dai produttori cinesi. Il leader russo ha aperto l’ottava edizione dell’Expo Cina-Russia (“i legami energetici tra i due Paesi continueranno a crescere”: il vice primo ministro Novak fa sapere che la firma per costruzione del mega gasdotto "Forza della Siberia 2" avverrà "nel prossimo futuro") e partecipato al Forum sulla cooperazione interregionale. “Visitando Harbin, Putin cerca di dimostrare che le relazioni Cina-Russia vanno oltre la geopolitica”, sostiene Reid Standish di Radio Free Europe.

L’Istituto di Tecnologia di Harbin

L'Istituto di Tecnologia di Harbin è uno dei "Sette figli della difesa nazionale”, università con stretti legami con l'industria militare e della difesa cinese. Secondo uno studio dell'Università di Georgetown, l'istituto e le altre sei università omologhe forniscono circa tre quarti dei laureati in materie tecniche reclutati dalle aziende cinesi del settore della difesa.

“L’istituto eccelle nella tecnologia satellitare, nella robotica, nei materiali avanzati, nella tecnologia dell’informazione. Altre aree di ricerca sulla difesa includono la tecnologia nucleare e la ricerca aerospaziale”, si legge in un report dell’Australian Strategy Policy Institute.

Nel 2020 è finito nella lista delle sanzioni Usa per aver acquisito e tentato di acquisire prodotti di origine statunitense a sostegno di programmi per l'Esercito popolare di liberazione cinese. "La Cina non aveva bisogno di ospitare Putin ad Harbin per trasferire tecnologie da lì alla Russia. Ma è un segno chiaro e simbolico della volontà di Pechino di fornire tecnologia direttamente applicabile a livello militare per sostenere la guerra della Russia contro l’Ucraina”, dice al New York Times Markus Garlauskas, esperto di sicurezza presso l’Atlantic Council.

L’ipotesi della visita in Corea del Nord

Quella cinese potrebbe essere la prima tappa di un tour asiatico che potrebbe portare Putin anche in Corea del Nord (per ricambiare la visita che Kim Jong-un fece in Russia lo scorso settembre), visti i legami sempre più stretti tra i due Paesi. Nessuna tappa nordcoreana è stata confermata al momento. Proprio oggi, con Putin ad Harbin - non così lontana dalla Corea del Nord - Pyongyang ha lanciato nuovamente una serie di missili balistici a corto raggio, per protestare contro le consuete esercitazioni congiunte di statunitensi e sudcoreani. O forse un modo per il Maresciallo Kim per farsi notare dal suo nuovo amico.

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