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“Questo è un suo feudo, Fico si sentiva al sicuro”. Lo shock dei testimoni nel villaggio dell’attacco al premier slovacco

(reuters)
Il presidente fa visita al primo ministro: “Vivo per un pelo”. Polemiche sugli errori della polizia Sospesa la campagna per le Europee
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Handlová-Banská Bystrica — Ventiquattr’ore dopo l’attentato al premier Robert Fico — colpito da quattro dei cinque colpi sparati contro di lui dal 71enne oppositore politico Juraj Cintula — la Námestie Banikov, la piazza del villaggio minerario di Handlovà, sonnecchia come sempre. Quattro anziane si spartiscono una panchina davanti all’immancabile monumento ai caduti sotto il quale sono posate due corone dai fiori freschi. Il giornalaio e un vigile confabulano fra loro. «Se si escludono gli incidenti in miniera qui non è mai successo nulla. Poi all’improvviso Bam! Ancora non ci credo», dice Rika Cziczko, il benzinaio, durante la pausa pranzo, il trancio di pizza in mano.

Mercoledì era dall’a…

Handlová-Banská Bystrica — Ventiquattr’ore dopo l’attentato al premier Robert Fico — colpito da quattro dei cinque colpi sparati contro di lui dal 71enne oppositore politico Juraj Cintula — la Námestie Banikov, la piazza del villaggio minerario di Handlovà, sonnecchia come sempre. Quattro anziane si spartiscono una panchina davanti all’immancabile monumento ai caduti sotto il quale sono posate due corone dai fiori freschi. Il giornalaio e un vigile confabulano fra loro. «Se si escludono gli incidenti in miniera qui non è mai successo nulla. Poi all’improvviso Bam! Ancora non ci credo», dice Rika Cziczko, il benzinaio, durante la pausa pranzo, il trancio di pizza in mano.

Mercoledì era dall’altro lato della strada e ha visto: «Alla Dom Kultúry, quell’edificio tetro eredità dei sovietici, c’era stato uno dei meeting politici che qui si tengono ogni 3-4 mesi per discutere di problemi locali. Poi c’era stato un rinfresco e quando intorno alle 3 i politici sono usciti, erano molto rilassati», racconta. «Questo è un feudo della Smer, votano tutti per Fico. Così lui è andato sicuro verso i sostenitori che lo aspettavano dietro la barriera di metallo: una quarantina di persone, tutti anziani». Fra loro, l’attentatore. «Ha sparato da qui» mima.

Poi indica un’aiuola: «Fico è caduto lì. Il quinto proiettile ha colpito l’albero, vede? Mentre le guardie del corpo si gettavano sull’assalitore». Un errore, commentano ora i giornali. E infatti è stata aperta un’inchiesta. Dai video si vede il bodyguard alla destra del premier, quello col compito di fargli da scudo, guardare altrove. Soprattutto non spettava a loro fermare l’uomo armato ma alla polizia, che era presente. Se Cintula avesse avuto un complice, avrebbe avuto tutto il tempo di finire il politico a terra.

Non c’è stata scelta: Fico è stato trasportato in elicottero al Roosevelt Hospital (il nome dell’ex presidente americano è un retaggio della seconda guerra mondiale), ospedale universitario nella vicina Banská Bystrica, unico nella zona ad avere macchinari adeguati. Qui è stato sottoposto a un intervento durato cinque ore, condotto da due team medici, conclusosi solo a tarda sera con la stabilizzazione del ferito. «Il quadro clinico è ancora complesso, ma pensiamo di poter gestire la situazione», spiega dunque la direttrice della struttura, Miriam Lapuníková, ai reporter che da da due giorni presidiano la terrazza di fronte all’ala costruita negli anni Sessanta - e ormai decrepita, dove il primo ministro è ricoverato. E dove stanziano anche alcuni sostenitori, le bandiere slovacche con la doppia croce su fondo bianco rosso e blu in una mano, il rosario nell’altra.

Due infermiere uscite a fumare si guardano intorno incuriosite: «Sì, il premier è nel reparto di terapia intensiva nella seconda torre dell’edificio», confermano: quella presidiata con discrezione da agenti coi pastori tedeschi al guinzaglio. Poi, però fanno il gesto della zip sulla bocca scusandosi. Non possono aggiungere altro, gli hanno portato via anche i cellulari, affinché nessuno rubi le immagini del leader gravemente ferito. Che comunque è vigile e in grado di scambiare qualche frase.

Al suo capezzale si sono infatti dati il cambio il suo vice, il ministro della Difesa Robert Kali?ák (che quasi certamente guiderà il Paese finché il premier non sarà nelle condizioni di tornare al lavoro): lo ha visitato alle 8 del mattino per poi è tornato nella capitale e partecipare al Consiglio di sicurezza straordinario. E poi il presidente eletto Peter Pellegrini, arrivato invece dopo aver rivolto un appello alla nazione insieme alla presidente uscente Zuzana Caputová che ha fortemente voluto l’atto di riconciliazione: «Usciamo dalla spirale dell’odio e delle reciproche accuse, tutti sono tenuti a maggior responsabilità» hanno dunque detto in diretta tv. Invitando pure i leader di tutti i partiti a palazzo Grasalkovich a Bratislava, sede della presidenza slovacca, per condannare la violenza e «allentare le tensioni».

(afp)

Col nuovo presidente, che si insedierà a giugno, a chiedere anche la «sospensione temporanea della campagna elettorale delle europee» per «evitare ulteriori confronti fin quando la situazione non si sarà calmata». A metà pomeriggio, dopo aver incontrato l’alleato Fico nei pochi minuti concessi dai medici, ha raccontato ai giornalisti che il premier è salvo «per un pelo. Molto stanco e ancora in una situazione difficile ma felice di essere vivo». Poi, rispondendo a una precisa domanda: «No, non abbiamo parlato di politica. Ci conosciamo da 20 anni, è stato un colloquio molto personale».

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