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L’Ue oscura 4 media russi. Mosca prepara ritorsioni

(afp)
Si tratta del portale Voice of Europe, dell’agenzia Ria Novosti e dei quotidiani Izvestija e Rossiyskaya Gazeta, tutti riconducibili al governo
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Il Consiglio europeo ha sospeso altri 4 organi di informazione russi accusati di sostenere e diffondere la propaganda del Cremlino e l’aggressione in Ucraina. Si tratta del portale Voice of Europe, dell’agenzia Ria Novosti e dei quotidiani Izvestija e Rossiyskaya Gazeta, tutti riconducibili al governo della Federazione russa. All’indomani dell’attacco all’Ucraina erano già stati bloccati RT e Sputnik, messi fuori etere dalle sanzioni europee. Le libertà di stampa e di essere informati sono fortemente tutelate, e questa tutela è a rischio quando è il potere politico a stabilire quale fonte d’informazione sia legittima e quale no.

Ma secondo il Consiglio europeo le sistematiche ingerenze e distorsioni di Mosca minacciano di destabilizzare l’intera regione, oltre all’Ucraina. È un pericolo che vuole scongiurare con quella che Mosca definisce una «grave violazione: continua la censura politica e l’eliminazione dall’informazione di ogni punto di vista alternativo alle narrazioni occid…

Il Consiglio europeo ha sospeso altri 4 organi di informazione russi accusati di sostenere e diffondere la propaganda del Cremlino e l’aggressione in Ucraina. Si tratta del portale Voice of Europe, dell’agenzia Ria Novosti e dei quotidiani Izvestija e Rossiyskaya Gazeta, tutti riconducibili al governo della Federazione russa. All’indomani dell’attacco all’Ucraina erano già stati bloccati RT e Sputnik, messi fuori etere dalle sanzioni europee. Le libertà di stampa e di essere informati sono fortemente tutelate, e questa tutela è a rischio quando è il potere politico a stabilire quale fonte d’informazione sia legittima e quale no.

Ma secondo il Consiglio europeo le sistematiche ingerenze e distorsioni di Mosca minacciano di destabilizzare l’intera regione, oltre all’Ucraina. È un pericolo che vuole scongiurare con quella che Mosca definisce una «grave violazione: continua la censura politica e l’eliminazione dall’informazione di ogni punto di vista alternativo alle narrazioni occidentali», protesta la portavoce degli Esteri, Maria Zakharova, annunciando ritorsioni.

Sfiducia e ostilità tra i due blocchi sono così nette, in questa fase che precede le elezioni Europee e le Presidenziali americane, che persino l’idea di una «tregua olimpica» avanzata dal presidente francese Emmanuel Macron durante i giochi di Parigi finisce triturata dalla diffidenza. «Sì, Xi Jinping me ne ha parlato — ha detto oggii in Cina Vladimir Putin alla Tass — ne abbiamo discusso». A inizio maggio il presidente cinese Xi aveva assicurato a Macron il sostegno di Pechino sulla tregua olimpica in Ucraina. Ma Putin non ha detto sì né no: si è limitato a confermare di averne discusso. E in Ucraina arriva la bocciatura preventiva del presidente Zelensky: «Abbiamo già avuto un cessate il fuoco, non funziona bene con questo nemico. Chi può assicurare che durante il cessate il fuoco non avanzino? Non impedirebbe ai loro mezzi di lanciare un’offensiva. Mi sembra un vicolo cieco».

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