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Che cosa è successo in Iran: tutti gli elementi sull’incidente in cui è morto il presidente Raisi

Le condizioni meteo avverse, le probabili cause del disastro, le altre vittime a bordo. Molto improbabile l’ipotesi dell’attentato
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L'incidente che è costato la vita al presidente iraniano Ebrahim Raisi è avvenuto intorno alle 13:30 di ieri ora locale. All'inizio della giornata Raisi aveva visitato il fiume Aras al confine con la Repubblica dell'Azerbaigian, per inaugurare una diga insieme al presidente azero Ilham Aliyev.

A bordo dell’elicottero precipitato, assieme a Raisi, sono morti anche il ministro degli Esteri iraniano, Hosein Amir Abdolahian, il governatore dell'Azerbaigian orientale, Malik Rahmati, e il leader della preghiera del venerdì nella città di Tabriz, Mohammad-Ali Al-Hashem, oltre a un numero imprecisato di membri dell'equipaggio.

Le possibili cause dello schianto

Nebbia e montagne insieme sono la trappola perfetta per un elicottero. Nella regione di Tabriz le vette eguagliano l’altezza del Monte Bianco e le condizioni del tempo ieri erano pessime: una densa coltre di nuvole ha avvolto i resti dell’apparecchio presidenziale, oscurando qualsiasi certezza sulla sua sorte e sulle cause del dis…

L'incidente che è costato la vita al presidente iraniano Ebrahim Raisi è avvenuto intorno alle 13:30 di ieri ora locale. All'inizio della giornata Raisi aveva visitato il fiume Aras al confine con la Repubblica dell'Azerbaigian, per inaugurare una diga insieme al presidente azero Ilham Aliyev.

A bordo dell’elicottero precipitato, assieme a Raisi, sono morti anche il ministro degli Esteri iraniano, Hosein Amir Abdolahian, il governatore dell'Azerbaigian orientale, Malik Rahmati, e il leader della preghiera del venerdì nella città di Tabriz, Mohammad-Ali Al-Hashem, oltre a un numero imprecisato di membri dell'equipaggio.

Le possibili cause dello schianto

Nebbia e montagne insieme sono la trappola perfetta per un elicottero. Nella regione di Tabriz le vette eguagliano l’altezza del Monte Bianco e le condizioni del tempo ieri erano pessime: una densa coltre di nuvole ha avvolto i resti dell’apparecchio presidenziale, oscurando qualsiasi certezza sulla sua sorte e sulle cause del disastro.

Le immagini del relitto sembrano chiarire uno dei primi misteri, relativo a quale fosse il mezzo su cui viaggiava Raisi: un Bell 212, versione migliorata e bimotore del robusto Huey, il cavallo di battaglia americano del Vietnam. La squadriglia presidenziale in genere utilizza insieme elicotteri statunitensi e Mil 17 russi. Stando alle poche notizie disponibili, nell’ultimo viaggio la formazione era composta da tre elicotteri. Probabilmente si trattava del biturbina statunitense, che mostra interni in allestimento vip, accompagnato da due Mil russi dotati di contromisure anti-missile.

Più incidente che sabotaggio

L’assenza di notizie confermate, comunque, permette al momento solo di formulare ipotesi su cosa sia accaduto. Un attacco con missili terra-aria portatili da parte di agenti esterni sembra escluso: la squadra avrebbe dovuto conoscere con esattezza il piano di volo ma le pessime condizioni meteo hanno reso imprevedibile la rotta del presidente.

L’incidente o il guasto sembrano dunque lo scenario più probabile. A causa delle montagne, che mettono sempre alla prova le capacità degli elicotteri; a causa della scarsa strumentazione elettronica: il Bell 212 era stato costruito nel 1994 e non aveva strumenti per volare nella nebbia, anche se nelle foto si nota un radar meteorologico che aiuta a evitare di finire nelle bufere; e a causa degli storici problemi di approvvigionamento dei pezzi di ricambio per la flotta iraniana, che a causa delle sanzioni internazionali sono sovente importati di nascosto o costruiti clonando gli originali. Una circostanza che non depone a favore dell’efficienza della flotta, nella quale le avarie sono frequenti.

(afp)

Le voci di un guasto e la tesi del complotto di palazzo

Tra le intelligence occidentali circola voce che proprio due giorni fa il mezzo di Raisi abbia avuto un problema prima del decollo. Uno dei misteri che continueranno ad accompagnare questa fine, con un inseguirsi di notizie e smentite che stanno cominciando ad alimentare sospetti pesanti. Perché se per un sabotatore sarebbe stato praticamente impossibile avvicinarsi al Bell, per un complotto di palazzo interno alla teocrazia sciita quel volo tra monti e bufera sarebbe stata l’occasione ideale per colpire.

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