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L’Aia, toccherà a tre giudici la decisione sui mandati d’arresto per Netanyahu e Sinwar

(reuters)
Se la richiesta verrà accolta, gli ordini d’arresto saranno subito esecutivi
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Tocca ai giudici della Corte penale internazionale esaminare la richiesta di mandato d’arresto del procuratore Khan: nello specifico, ai tre magistrati indipendenti della Camera preliminare che al momento provengono da Romania, Benin e Messico. Saranno loro a rivedere la base giuridica dell’inchiesta, valutando le prove e chiedendo eventuali integrazioni.

La conclusione non è scontata, possono accoglierla o respingerla: ma la soglia delle prove per ottenere i mandati è avere “ragionevoli elementi”, non l’ “oltre ogni ragionevole dubbio” che è lo standard necessario per ottenere invece una condanna. «Impossibile far previsioni» dice a Repubblica Chantal Meloni, docente di Diritto Internazionale alla Statale di Milano. «Ma Khan ha una reputazione solida, la sensazione è che la richiesta sia molto ben sostanziata e ci siano gli elementi per una decisione positiva».

Tocca ai giudici della Corte penale internazionale esaminare la richiesta di mandato d’arresto del procuratore Khan: nello specifico, ai tre magistrati indipendenti della Camera preliminare che al momento provengono da Romania, Benin e Messico. Saranno loro a rivedere la base giuridica dell’inchiesta, valutando le prove e chiedendo eventuali integrazioni.

La conclusione non è scontata, possono accoglierla o respingerla: ma la soglia delle prove per ottenere i mandati è avere “ragionevoli elementi”, non l’ “oltre ogni ragionevole dubbio” che è lo standard necessario per ottenere invece una condanna. «Impossibile far previsioni» dice a Repubblica Chantal Meloni, docente di Diritto Internazionale alla Statale di Milano. «Ma Khan ha una reputazione solida, la sensazione è che la richiesta sia molto ben sostanziata e ci siano gli elementi per una decisione positiva».

Se la richiesta verrà accolta, i mandati d’arresto saranno subito esecutivi. Questo non vuol dire, però, che i cinque verranno effettivamente arrestati. La Corte non dispone di proprie forze di polizia. Si affida ai 124 Stati membri del Cpi che avrebbero l’obbligo di fermarli se entrassero nel loro territorio. Le opzioni di viaggio diventerebbero insomma limitate: Netanyahu e Gallant potrebbero recarsi negli Stati Uniti, in Russia e Cina, che non sono firmatari. E Haniyeh sarebbe al sicuro in Qatar che pure non è membro.

(reuters)

Finora la Corte Penale ha emesso 46 mandati ma solo in 21 sono stati effettivamente arrestati: gli altri sono rimasti latitanti o le accuse sono state ritirate. I condannati sono stati complessivamente dieci. Ma Khan già fa intendere che i mandati d’arresto potrebbero aumentare: il suo ufficio sta continuando indagini su diversi fronti: le accuse di violenza sessuale commesse il 7 ottobre, ma anche i bombardamenti su vasta scala: «Non esiteremo. se la soglia di prospettive realistiche di condanna sarà raggiunta».

Resta la questione della giurisdizione. Secondo Israele e Stati Uniti, sul conflitto a Gaza, la Corte Penale non la ha, come ribadito ieri dal Segretario di Stato Antony Blinken: «I limiti sono radicati nei principi di complementarità che qui non sono stati applicati. Il procuratore ha avuto fretta di richiedere i mandati invece di concedere al sistema legale di Israele la piena e tempestiva opportunità di procedere». Accusa respinta da Khan: «Nonostante significativi sforzi, non abbiamo ricevuto da Israele nessuna informazione che dimostrasse azioni interne sui presunti crimini o gli individui sotto inchiesta» ha detto a Cnn.

«Il trattato si basa su due criteri, uno territoriale e l’altro nazionale» spiega ancora Meloni . «In questo caso la giurisdizione territoriale è conferita dal fatto che la Palestina è membro. Ci sono altri esempi di indagini nei confronti di cittadini e stati che non riconoscono la Cpi compresa quella su Putin. Non è un argomento molto significativo».

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