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Rivolte in Nuova Caledonia, Macron a sorpresa vola a Nouméa. Evacuati i turisti della Nuova Zelanda

(afp)
Il presidente francese ha sconvolto la sua agenda per un “blitz” nell’arcipelago del Paese attraversato da giorni da una violenta protesta degli indipendentisti
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PARIGI – Emmanuel Macron decide a sorpresa di partire per la Nuova Caledonia, l'arcipelago del Pacifico attraversato da giorni da una violenta rivolta degli indipendentisti che ha già provocato sei vittime tra le forze dell'ordine. Il capo dello Stato partirà stasera per Nouméa, il capoluogo, e arriverà domani sera, dopo ventiquattro ore di volo. Un viaggio non previsto, dettato dalla gravità dell'insurrezione scoppiata una settimana fa. Il leader francese ha sconvolto la sua agenda, cancellando impegni previsti, per un blitz sul campo. Sarà accompagnato da ''alcuni alti funzionari'', ha spiegato la portavoce del governo, senza precisare i nomi delle delegazione al fianco del Presidente.

Macron ha già dichiarato lo stato di emergenza nell'arcipelago per far fronte alle proteste contro la riforma costituzionale voluta da Parigi e che è accusata dagli indipendentisti di marginalizzare ancora di più la popolazione autoctona dei kanak. Il governo ha invitato dalla capitale mille agenti p…

PARIGI – Emmanuel Macron decide a sorpresa di partire per la Nuova Caledonia, l'arcipelago del Pacifico attraversato da giorni da una violenta rivolta degli indipendentisti che ha già provocato sei vittime tra le forze dell'ordine. Il capo dello Stato partirà stasera per Nouméa, il capoluogo, e arriverà domani sera, dopo ventiquattro ore di volo. Un viaggio non previsto, dettato dalla gravità dell'insurrezione scoppiata una settimana fa. Il leader francese ha sconvolto la sua agenda, cancellando impegni previsti, per un blitz sul campo. Sarà accompagnato da ''alcuni alti funzionari'', ha spiegato la portavoce del governo, senza precisare i nomi delle delegazione al fianco del Presidente.

Macron ha già dichiarato lo stato di emergenza nell'arcipelago per far fronte alle proteste contro la riforma costituzionale voluta da Parigi e che è accusata dagli indipendentisti di marginalizzare ancora di più la popolazione autoctona dei kanak. Il governo ha invitato dalla capitale mille agenti per sostenere le forze di sicurezza locali di fronte ai rivoltosi. L'ultima notte è stata più tranquilla e, secondo la portavoce dell'esecutivo, ''sta tornando la calma'' nella capitale Nouméa anche se l'aeroporto internazionale resterà chiuso ai voli commerciali fino a sabato mattina mentre da oggi sono operativi i primi voli per evacuare turisti e cittadini di paesi vicini, a cominciare dalla Nuova Zelanda.

Il fragile ritorno alla calma in Nuova Caledonia ''prosegue su tutto il territorio'' sottolinea il rappresentante dello Stato francese, Louis Le Franc che due giorni fa aveva annunciato : “Faremo di tutto per riportare l'ordine”. Anche il primo ministro francese Gabriel Attal si recherà in Nuova Caledonia, ma non prima dell'esito delle elezioni europee previste per il 9 giugno in Francia. La staffetta tra Macron e Attal assomiglia a quella che fecero l’allora presidente François Mitterrand e il suo premier Michel Rocard negli anni Ottanta, quando l’arcipelago era stato attraverso da un’insurrezione ancora più forte e violenta. Lo scenario oggi si ripete ma in un quadro geopolitico ancora più complesso. Il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ha accusato l'Azeirbaigian di attizzare la protesta nell'arcipelago per vendicarsi del sostegno di Macron all'Armenia. Alcuni deputati hanno anche denunciato una presunta ingerenza cinese nell'arcipelago ricco di nickel. Intanto alle 15 di oggi i deputati renderanno omaggio alle vittime della Nuova Caledonia.

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