Missili e bombardieri, Putin rende concreta la minaccia atomica: via all’esercitazione con le testate nucleari tattiche
di Gianluca Di FeoL’orologio dell’apocalisse compie un altro scatto verso l’ora più cupa. Concretizzando gli annunci delle scorse settimane, il Cremlino ha dato il via alle esercitazioni dell’arsenale nucleare tattico. Non era mai accaduto prima. Si tratta di ordigni definiti “non strategici” perché hanno una forza distruttiva limitata ma sono comunque diverse volte più potenti di quello di Hiroshima. Come dimostrato nei filmati diffusi dalla Tass, le testate sono state prelevate dai bunker e trasportate dai reparti speciali dei “custodi” fino agli strumenti destinati a lanciarli. Le ogive sono state montate sui missili mobili Iskander, che hanno issato le loro rampe: sui colossal semoventi ruotati sono state dipinte le grandi Z, simbolo di quella che Vladimir Putin continua a chiamare “Operazione militare speciale” ma che da venticinque mesi è una guerra sempre più violenta ed estesa.
In maniera ancora più preoccupante, le armi sono state piazzate sui bombardieri. Nelle immagini si vedono un Tupo…
L’orologio dell’apocalisse compie un altro scatto verso l’ora più cupa. Concretizzando gli annunci delle scorse settimane, il Cremlino ha dato il via alle esercitazioni dell’arsenale nucleare tattico. Non era mai accaduto prima. Si tratta di ordigni definiti “non strategici” perché hanno una forza distruttiva limitata ma sono comunque diverse volte più potenti di quello di Hiroshima. Come dimostrato nei filmati diffusi dalla Tass, le testate sono state prelevate dai bunker e trasportate dai reparti speciali dei “custodi” fino agli strumenti destinati a lanciarli. Le ogive sono state montate sui missili mobili Iskander, che hanno issato le loro rampe: sui colossal semoventi ruotati sono state dipinte le grandi Z, simbolo di quella che Vladimir Putin continua a chiamare “Operazione militare speciale” ma che da venticinque mesi è una guerra sempre più violenta ed estesa.
In maniera ancora più preoccupante, le armi sono state piazzate sui bombardieri. Nelle immagini si vedono un Tupolev Tu 22 Backfire, forse destinato a trasportare un ordigno a caduta libera, e un Mig-31 che tiene agganciato sotto la fusoliera un missile ipersonico Kinzhal. Il filmato non mostra il decollo dei velivoli. Il comunicato del ministero della Difesa sostiene che gli aerei “si sarebbero diretti verso le zone di pattugliamento”. Se così fosse, avremmo squadriglie con ordigni atomici in volo ai confini dell’Europa: qualcosa che non accadeva dai tempi della Guerra Fredda.
Anche la Nato svolge ogni anno un’esercitazione delle sue armi tattiche: durante questo wargame – chiamato “Steadfast Noon” traducibile con “Fermi sul Mezzogiorno” per indicare la volontà di evitare la “Mezzanotte” dello scontro atomico – le testate reali non escono mai dagli hangar corazzati delle basi europee. All’interno di queste strutture le bombe B-61 statunitensi vengono caricate sui jet dell’Air Force, come gli F-16 di Aviano (Pordenone), o degli
alleati, inclusi i Tornado italiani della base di Ghedi (Brescia). Ma durante le attività nei cieli si utilizzano esclusivamente simulacri.
I russi invece hanno distribuito le testate nucleari tattiche su tutto il territorio del distretto meridionale, quello che ha la responsabilità del conflitto in Ucraina. E lo hanno fatto – come ribadisce la dichiarazione del ministero della Difesa – “in risposta alle minacce dell’Occidente”: Vladimir Putin ha ordinato le esercitazioni dopo le frasi del presidente francese Macron, che non aveva escluso la possibilità di schierare truppe al fianco dell’esercito di Kiev.
Si tratta di una scelta inedita negli schemi della deterrenza, la disciplina che usa l’esibizione di potenza bellica e determinazione a impiegarla per dissuadere l’avversario dal compiere certe mosse. Il Cremlino infatti ha reagito a un possibile intervento convenzionale – l’invio di soldati e mezzi stranieri in Ucraina – con le manovre delle sue armi nucleari. Una maniera per sottolineare la superiorità in questo settore: nessun Paese occidentale dispone di missili dotati di ogive tattiche, mentre la Russia ne ha sviluppati addirittura di ipersonici e ha accumulato 1500 testate di questo tipo. Una scelta strategica, voluta dall’inizio del Millennio per compensare l’inferiorità tecnologica nei confronti della Nato.
Il nuovo ministro, l’economista Andrej Belousov che ha sostituito da pochi giorni Sergej Shoigu passato alla guida del Consiglio per la Sicurezza, ha spiegato che le esercitazioni devono verificare che tutto sia pronto per “l’impiego in combattimento delle armi nucleari non strategiche per rispondere e assicurare senza condizioni l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato russo in risposta alle prese di posizione provocatorie e alle minacce di singoli dirigenti occidentali”. È la formula della dottrina di Mosca che definisce quando è possibile far intervenire gli ordigni più devastanti di tutti: in linea teorica, integrità territoriale è un concetto che potrebbe riguardare pure le regioni ucraine occupate e annesse alla Russia.
Nonostante le iniziative minacciose del Cremlino, Kiev chiede all’Occidente un maggior impegno nel conflitto. Volodymyr Zelensky in un’intervista al New York Times ha proposto alla Nato di abbattere gli aerei russi che bombardano le città ucraine – anche usando intercettori che restano fuori dai confini - e ha chiesto agli Stati Uniti di permettere l’impiego degli ordigni americani contro il territorio russo, eliminando il divieto posto finora dalla Casa Bianca. Il presidente ritiene che la paura di un’escalation nucleare – che secondo lui frenerebbe gli aiuti occidentali – è immotivata, perché lo stesso Putin non intende correre questo rischio: “Anche se agisce in modo irrazionale, ama la sua vita…”.