Dopo la bufera per le frasi sulle SS a “Repubblica”, Krah si dimette dai vertici dell’Afd: sparirà dalla campagna elettorale
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Maximilian Krah ha gettato la spugna: dopo la bufera per le frasi a Repubblica sugli ufficiali delle SS che “non erano tutti criminali”, lo spitzenkandidat dell’Afd si è dimesso dai vertici del partito. E ha annunciato che sparirà dalla campagna elettorale.
Krah resta spitzenkandidat - è troppo tardi per sostituirlo - ma non metterà piede sui palchi dell’Afd né farà comizi. Sarà un fantasma: un paria nel partito dei paria. Dopo le dichiarazioni sulle SS di Krah, Marine Le Pen e Matteo Salvini hanno deciso ieri infatti che nella prossima legislatura europea non condivideranno più i banchi degli Identitari a Strasburgo con l’Afd.
La cacciata di Le Pen e Salvini ha indotto l’ultradestra a convocare una tele…
BERLINO – Maximilian Krah ha gettato la spugna: dopo la bufera per le frasi a Repubblica sugli ufficiali delle SS che “non erano tutti criminali”, lo spitzenkandidat dell’Afd si è dimesso dai vertici del partito. E ha annunciato che sparirà dalla campagna elettorale.
Krah resta spitzenkandidat - è troppo tardi per sostituirlo - ma non metterà piede sui palchi dell’Afd né farà comizi. Sarà un fantasma: un paria nel partito dei paria. Dopo le dichiarazioni sulle SS di Krah, Marine Le Pen e Matteo Salvini hanno deciso ieri infatti che nella prossima legislatura europea non condivideranno più i banchi degli Identitari a Strasburgo con l’Afd.
La cacciata di Le Pen e Salvini ha indotto l’ultradestra a convocare una teleconferenza straordinaria stamane alle nove. E l’europarlamentare, secondo alcuni media tedeschi, si sarebbe collegato per comunicare le sue dimissioni immediate dalla presidenza dell’Afd e la sua rinuncia “a qualsiasi apparizione” in campagna elettorale. Una mossa, secondo qualcuno, che ha anticipato la cacciata da parte dei vertici, imbufaliti da mesi con Krah.
Il suo pensiero, lo spitzenkandidat lo ha espresso poi su X: “Non si può mai cadere più in basso che nelle mani di Dio. Prendo atto che delle mie dichiarazioni oggettive e differenziate sono state usate come una scusa per danneggiare il mio partito. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un dibattito su di me. L’Afd deve restare unita”.
I processi di Norimberga hanno rivoluzionato la giurisprudenza moderna sui genocidi e i crimini di guerra e hanno definito le SS senza ombra di dubbio un’organizzazione criminale. Le squadracce di élite del regime nazionalsocialista si sono macchiate di mostruosi abomini durante la Seconda guerra mondiale e hanno amministrato i campi di concentramento, la macchina dello sterminio di Hitler. Ma a distanza di ottant’anni, Krah insiste che sulle SS non si possa generalizzare.
I malumori di Marine Le Pen erano noti da tempo. La leader di Rassemblement national (RN) era stata tentata dallo strappo già l’inverno scorso, quando uno scoop di Correctiv aveva rivelato che l’Afd si incontrava regolarmente con esponenti neonazisti e capi degli Identitari. E che in una di quelle riunioni si era parlato di “Remigration”, di un piano di deportazione di massa di milioni di migranti.
Un incontro con la leader dell’Afd Alice Weidel aveva sventato la rottura, ma l’irritazione di RN non si era placata. Anzi, è salita alle stelle quando sono emersi gli scandali che hanno travolto Krah nelle ultime settimane: dall’assistente Jian Guo arrestato perché è una spia cinese, agli interrogatori del Fbi per i rapporti con oligarchi e attivisti putiniani, dalla spia filorussa sotto processo in Polonia cui Krah aveva garantito un badge per il Parlamento europeo, alle apparizioni nella tv “Voices of Europe”, fondata dall’oligarca più fedele al Cremlino, Viktor Medvechuk. E lo spitzenkandidat era già stato sospeso nell’ultima legislatura ben due volte dagli Identitari: in un’occasione perché aveva pubblicamente sostenuto l’arcinemico di Le Pen, Eric Zemmour.