Il coming out del monaco statunitense transgender: “Aiuto la Chiesa a capire chi siamo”
di Iacopo ScaramuzziUn monaco statunitense transgender ha deciso di fare coming out, spiegando che la sua intenzione è aiutare la Chiesa a comprendere meglio la realtà della transizione di genere.
Christian Matson, scrive Jack Jenkins sul Religious News Service, si è pubblicamente dichiarato transgender con l’autorizzazione del suo vescovo, monsignor John Stowe della diocesi di Lexington, in Kentucky, uno dei presuli statunitensi più aperti nei confronti della comunità Lgbtq+.
“Dio ci ha chiamati nella Chiesa”
“Dovete prenderci in considerazione, perché Dio ci ha chiamati nella Chiesa”, ha detto Matson. “Non è la vostra Chiesa che ci manda via, questa è la Chiesa di Dio e Dio ci ha chiamati e ci ha inseriti in essa”.
Le aperture di Francesco
Secondo un documento del 2000 dell’allora congregazione per la Dottrina della fede, quando papa era Giovanni Paolo II, una persona transessuale non può essere ammessa al sacerdozio, al matrimonio o entrare in un ordine religioso, e la transizione di genere non va reg…
Un monaco statunitense transgender ha deciso di fare coming out, spiegando che la sua intenzione è aiutare la Chiesa a comprendere meglio la realtà della transizione di genere.
Christian Matson, scrive Jack Jenkins sul Religious News Service, si è pubblicamente dichiarato transgender con l’autorizzazione del suo vescovo, monsignor John Stowe della diocesi di Lexington, in Kentucky, uno dei presuli statunitensi più aperti nei confronti della comunità Lgbtq+.
“Dio ci ha chiamati nella Chiesa”
“Dovete prenderci in considerazione, perché Dio ci ha chiamati nella Chiesa”, ha detto Matson. “Non è la vostra Chiesa che ci manda via, questa è la Chiesa di Dio e Dio ci ha chiamati e ci ha inseriti in essa”.
Le aperture di Francesco
Secondo un documento del 2000 dell’allora congregazione per la Dottrina della fede, quando papa era Giovanni Paolo II, una persona transessuale non può essere ammessa al sacerdozio, al matrimonio o entrare in un ordine religioso, e la transizione di genere non va registrata nei registri del battesimo. Matson racconta di essere rimasto male a leggere però un altro documento, l’istruzione “Maschio e femmina li creò” pubblicata nel 2019, quando papa era già Francesco, dall’allora congregazione per l’Educazione cattolica, che critica il “riconoscimento pubblico della libertà di scelta del genere”. Nel corso del suo pontificato, Francesco ha ricevuto diverse donne transessuali, invitandole in Vaticano, e sotto la sua guida il dicastero per la Dottrina della fede ha chiarito che le persone transessuali hanno diritto tanto al battesimo quanto ad essere padrini e madrine di battesimo. Una recente dichiarazione dello stesso ex Sant’Uffizio afferma che “di norma” un intervento per il cambio di sesso “rischia di minacciare la dignità unica che la persona ha ricevuto fin dal momento del concepimento”, ma si può ammettere la “assistenza medica” finalizzata a risolvere “anomalie dei genitali già evidenti alla nascita o che si sviluppino successivamente”.
La soluzione dell’eremitaggio
Nato in una famiglia presbiteriana, Matson, 39 anni, si è convertito al cattolicesimo dopo avere effettuato, ai tempi del college, la transizione medica di genere. Dopo aver conseguito il dottorato in teologia, ha esplorato la vita religiosa. I gesuiti lo hanno rifiutato, così come altre comunità religiose. Matson ha allora consultato un canonista che gli ha spiegato che, per la Chiesa, gli erano vietati sia il matrimonio che il sacerdozio, ma non prendere i voti da eremita, perché, secondo le parole di Matson, “non c'è problema fintantoché c'è un vescovo che ti accetta, perché non c'è distinzione di sesso e non sei in una comunità, sei da solo”.
L’incontro col vescovo di Lexington
È a questo punto, nel 2020, che Matson ha inviato una richiesta al vescovo di Lexington, che lo ha subito accolto. Nel 2021, su suggerimento dello stesso vescovo, ha fatto un periodo di formazione nel noviziato dei benedettini, divenendo oblato secolare, e ad agosto del 2022 Matson ha preso i voti da eremita diocesano e l’anno successivo ha iniziato una vita di eremitaggio, trascorrendo metà della giornata in preghiera e l’altra metà impegnato nel lavoro artistico che aveva già avviato negli anni precedenti, quando aveva fondato a New York una casa di ritiro spirituale per artisti.
La decisione del coming out
Quest’anno, infine, Matson ha deciso di fare coming out, con il sostegno del vescovo Stowe, a causa del clima anti-trans che percepisce negli ambienti conservatori della Chiesa cattolica e della società statunitense. Ha scelto la Pentecoste, che oltre ad essere il suo giorno di battesimo è la celebrazione della predicazione dell’amore di Dio a tutte le persone. “Non posso restare a guardare e lasciare che una comprensione falsa e, a volte, colpevolmente ignorante di cosa significhi essere transgender continui a ferire le persone”, ha detto Matson. "Se non dico nulla e permetto alla Chiesa di continuare a prendere decisioni basate su informazioni errate, allora non sto servendo la Chiesa".