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Presidenziali Usa, Trump scavalca Biden anche nei finanziamenti

(ansa)
I dati rivelano che in aprile il candidato repubblicano ha raccolto più donazioni rispetto al rivale. E mentre i sondaggi penalizzano il presidente, la rincorsa si fa più complicata
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NEW YORK - Biden aveva un vantaggio netto su Trump: i finanziamenti elettorali. Poi naturalmente si trattava di usarli bene, per cercare di rovesciare i sondaggi, che al momento lo danno sconfitto in quasi tutti gli Stati chiave per la riconquista della Casa Bianca. Ora però anche questo aspetto favorevole sta svanendo, almeno a giudicare dai dati del mese di aprile, in cui il presidente in carica ha raccolto "solo" 51 milioni di dollari, contro i 76 del suo rivale. Non è detto che sia una tendenza definitiva e duratura, e in totale Biden ha ancora più soldi in banca di Trump. Però è la prima volta dall’inizio della campagna presidenziale che avviene il sorpasso, e ciò contribuisce ad aumentare la preoccupazione dei democratici.

Donald ha incassato 76,2 milioni ad aprile, ma questo scatto è stato dovuto principalmente a un solo evento, cioè la cena organizzata il 6 aprile a Palm Beach, in cui ha raccolto 50 milioni. Ora si tratta di vedere se riuscirà a sostenere questo ritmo. Da qua…

NEW YORK - Biden aveva un vantaggio netto su Trump: i finanziamenti elettorali. Poi naturalmente si trattava di usarli bene, per cercare di rovesciare i sondaggi, che al momento lo danno sconfitto in quasi tutti gli Stati chiave per la riconquista della Casa Bianca. Ora però anche questo aspetto favorevole sta svanendo, almeno a giudicare dai dati del mese di aprile, in cui il presidente in carica ha raccolto "solo" 51 milioni di dollari, contro i 76 del suo rivale. Non è detto che sia una tendenza definitiva e duratura, e in totale Biden ha ancora più soldi in banca di Trump. Però è la prima volta dall’inizio della campagna presidenziale che avviene il sorpasso, e ciò contribuisce ad aumentare la preoccupazione dei democratici.

Donald ha incassato 76,2 milioni ad aprile, ma questo scatto è stato dovuto principalmente a un solo evento, cioè la cena organizzata il 6 aprile a Palm Beach, in cui ha raccolto 50 milioni. Ora si tratta di vedere se riuscirà a sostenere questo ritmo. Da quando è diventato ufficialmente il candidato "presunto” del Partito repubblicano (questa la formula utilizzata fino alla Convention che confermerà la nomination), Trump può condurre più operazioni di finanziamento, coordinate col Gop. Sta spingendo molto sui grandi donatori, come quelli del settore energetico. Durante un recente incontro ha chiesto ai petrolieri di dargli un miliardo di dollari, in cambio della promessa di cancellare tutte le regole e limitazioni imposte da Biden. Oggi dovrebbe partecipare a un evento a Houston, per sollecitare altri fondi.

Joe Biden aveva siglato una tregua con le grandi aziende energetiche, perché nonostante avesse riattivato gli impegni dell’Accordo di Parigi, aveva anche autorizzato progetti di esplorazione in Alaska per 8 miliardi di dollari. Poi però ha bloccato i permessi per la costruzione di nuove infrastrutture per l’esportazione del gas liquido e così ha perso l’appoggio dei leader del settore, tornati da Trump.

Nonostante questo, Biden continua ad avere un vantaggio economico complessivo, perché in totale la sua campagna ha 84,5 milioni di dollari in banca, contro i 48 del rivale. Questo dipende anche dal fatto che molti soldi raccolti da Donald vengono usati per pagare gli avvocati, assunti per difenderlo dalle quattro incriminazioni subite. Quindi è molto in ritardo in termini di organizzazione della campagna sul terreno, ossia operativi e volontari che servono a portare gli elettori alle urne, e non può investire in spot e altre iniziative pubblicitarie come i democratici.

L’incognita è quanto a lungo Biden riuscirà a conservare questo vantaggio complessivo, visto il recupero di Trump. I suoi consiglieri sottolineano che la maggior parte dei contributi alla campagna vengono da piccoli donatori, che potranno continuare a sostenerlo nel lungo periodo, mentre i miliardari a cui si rivolge l’avversario sono un numero limitato. Gli analisti però si aspettano che alla fine le risorse finanziarie dei due saranno equivalenti.

Il problema per Joe è che chi deve recuperare è lui. Secondo l’ultimo sondaggio del New York Times, è avanti a Donald solo in Wisconsin. In tutti gli altri stati chiave che decideranno il prossimo inquilino della Casa Bianca, cioè Pennsylvania, Michigan, Arizona, Georgia e Nevada, il repubblicano è in vantaggio. I processi non lo stanno frenando, anzi; mentre l’inflazione, l'età, e le guerre a Gaza e in Ucraina continuano a ostacolare Biden. Se venissero a mancare anche i finanziamenti, o comunque livellarsi con quelli dell’avversario, la rimonta diventerebbe assai difficile.

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