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Navi e aerei militari cinesi circondano Taiwan, prove di assedio dopo l’insediamento del nuovo presidente: “Puniremo gli indipendentisti"

(reuters)

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Le esercitazioni di Pechino più vicine alla costa Est di Taiwan e per la prima volta intorno alle isole amministrate da Taipei davanti alla Cina continentale. Simulano come chiudere la flotta taiwanese in porto, affamare la popolazione e impedire agli Usa di intervenire
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PECHINO – Due giorni di esercitazioni militari, come “forte punizione per gli atti separatisti delle forze ‘indipendentiste di Taiwan’ e come un severo avvertimento contro le interferenze e le provocazioni di forze esterne”, annuncia Pechino. A tre giorni dall’insediamento del nuovo presidente taiwanese Lai Ching-te, che Pechino considera un “pericolo separatista”, come prevedibile la Cina mostra i muscoli. Risposta che l’isola aveva messo in conto.

(afp)

Niente panico tra i taiwanesi, da tempo abituati alle attività militari cinesi, anche se le manovre si fanno sempre più vicine: accerchiando l’isola, utili a Pechino per esercitarsi su come imporre un eventuale futuro blocco della stessa. L'obiettivo, secondo gli analisti militari, è di dimostrare che la Cina è in grado di controllare queste zone di mare strategiche e di impedire il coinvolgimento di forze straniere. Piuttosto che un conflitto arm…

PECHINO – Due giorni di esercitazioni militari, come “forte punizione per gli atti separatisti delle forze ‘indipendentiste di Taiwan’ e come un severo avvertimento contro le interferenze e le provocazioni di forze esterne”, annuncia Pechino. A tre giorni dall’insediamento del nuovo presidente taiwanese Lai Ching-te, che Pechino considera un “pericolo separatista”, come prevedibile la Cina mostra i muscoli. Risposta che l’isola aveva messo in conto.

(afp)

Niente panico tra i taiwanesi, da tempo abituati alle attività militari cinesi, anche se le manovre si fanno sempre più vicine: accerchiando l’isola, utili a Pechino per esercitarsi su come imporre un eventuale futuro blocco della stessa. L'obiettivo, secondo gli analisti militari, è di dimostrare che la Cina è in grado di controllare queste zone di mare strategiche e di impedire il coinvolgimento di forze straniere. Piuttosto che un conflitto armato diretto immediato con lo scopo di invadere, Pechino, continuano gli analisti, preferisce testare in questa fase la strategia del blocco.

“Il Comando del Teatro Orientale dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese ha iniziato le esercitazioni militari congiunte intorno all'isola di Taiwan dalle 7:45 di giovedì. L'esercito, la marina, l'aeronautica e la forza missilistica si stanno organizzando per condurre le esercitazioni congiunte, nome in codice Joint Sword-2024A, da giovedì a venerdì”, spiega Li Xi, portavoce del Comando.

Le esercitazioni si svolgono nello Stretto, a nord, a sud e a est dell'isola di Taiwan, nonché nelle aree intorno alle isole di Kinmen, Matsu, Wuqiu e Dongyin (questa, una novità). Le aree interessate sono simili a quelle del 2022, quando la Cina lanciò accerchiando l’isola massicce esercitazioni militari dopo la visita a Taipei dell'ex speaker della Camera Usa Nancy Pelosi: quelle durarono una settimana col lancio di missili, ora la portata non è così aggressiva, ma la zona interessata a Est è più vicina alla costa taiwanese rispetto a quella del 2022 (non si è comunque oltrepassata la "zona contigua" a 24 miglia dalla costa: farlo rappresenterebbe una gravissima escalation).

(afp)

Però ora le esercitazioni coinvolgono anche le zone attorno alle isole amministrate da Taiwan vicino alle coste cinesi: "tentativi di fingere di essere interessati a impadronirsene, la tattica della massima pressione", come aveva raccontato a Repubblica Wen-Ti Sung, uno dei più esperti scienziati politici dell'isola. Il nome dell'operazione - Joint Sword-2024A, che richiama le Joint Sword dell'aprile del 2023 - "significa che probabilmente ce ne sarà più di una quest'anno", afferma l'analista di politica cinese Bill Bishop. Il ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato che sono state coinvolte finora 15 navi della marina cinese, 16 della guardia costiera e 33 aerei, ma che non si sono tenute esercitazioni a fuoco vivo in aree vicine a Taiwan.

Taipei ha mobilitato le sue forze dicendosi fiduciosa di poter proteggere la sovranità dell’isola. “Le esercitazioni non solo non contribuiscono alla pace e alla stabilità dello Stretto di Taiwan, ma evidenziano anche la mentalità militarista della Cina", ha dichiarato il ministero della Difesa di Taipei. Il presidente Lai afferma che continuerà a difendere i valori della libertà e della democrazia "di fronte a queste sfide e minacce esterne". La diplomazia cinese rincara la dose con il portavoce del Ministero degli Esteri che afferma che "tutte le forze separatiste a favore dell'indipendenza finiranno nel sangue, con la testa rotta. Le esercitazioni sono un serio avvertimento".

L'obiettivo è quello di "testare le reali capacità di combattimento congiunto delle forze di comando", ha aggiunto il portavoce del Comando cinese: “Le esercitazioni si concentrano sul pattugliamento mare-aria, sul controllo del campo di battaglia, sui colpi di precisione su obiettivi chiave, su operazioni integrate all'interno e all'esterno della catena insulare”. Cioè la “prima catena di isole” che corre dal Giappone alle Filippine al largo della costa cinese, e qui il riferimento è alle simulazioni di operazioni per impedire alle forze Usa e alleate di venire a sostegno di Taiwan dal Pacifico.

Taiwan, l’ombelico del mondo

“La maggior parte del consumo energetico di Taiwan dipende dalle importazioni. L’esercito si sta esercitando nel blocco di Taiwan”, afferma alla tv di Stato Cctv Zhang Chi, professore all’università della Difesa Nazionale cinese. Per l’esperto sono tre gli scopi di queste esercitazioni: bloccare la rotta delle importazioni, bloccare la via di fuga delle forze indipendentiste, bloccare gli aiuti di Usa e alleati. “Una volta assediata e bloccata l’isola, ciò può facilmente portare al collasso economico”. Per Zhang le esercitazioni nella parte settentrionale sono "un deterrente nei confronti di importanti obiettivi politici e militari di Taipei” , mentre nel Sud hanno come obiettivo “lo strangolamento” del porto di Kaohsiung, il più grande dell'isola e sede della sua guarnigione navale. “Questa esercitazione dimostra la capacità dell’esercito cinese di intrappolare la marina taiwanese all'interno del porto, fungendo da potente deterrente contro l'illusione delle forze indipendentiste di Taiwan di cercare l'indipendenza con mezzi militari”. Infine, “il blocco della parte orientale dell'isola impedirebbe anche agli Stati Uniti e ai loro alleati di assistere Taiwan”.

Dopo il discorso di inaugurazione di Lai di lunedì la Cina aveva immediatamente protestato: "L'indipendenza di Taiwan è un vicolo cieco”, "Lai invia segnali pericolosi”, "Il tradimento di Lai nei confronti della sua nazione e dei suoi antenati è vergognoso”. Alcune parti del discorso del neo-presidente hanno molto innervosito Pechino. "La posizione di Lai è un passo indietro verso un maggiore confronto, annullando gran parte della linea di Tsai", ha affermato al Financial Times Chao Chun-shan, accademico taiwanese che ha consigliato Tsai e i suoi tre predecessori sulla politica cinese. “Ma Xi non vuole una resa dei conti ora, prima che il risultato delle elezioni statunitensi sia chiaro".

“La Repubblica di Cina (il nome ufficiale di Taiwan, ndr) e la Repubblica Popolare Cinese non sono subordinate l'una all’altra”, aveva affermato Lai lunedì durante il suo discorso di insediamento, pur promettendo di mantenere lo status quo. Anche “Tsai aveva già affermato che le due sponde dello Stretto non sono subordinate l'una all'altra, ma raramente aveva collegato questa descrizione della realtà ai nomi dei due Paesi”, nota l’Ft. Possono sembrare estreme sottigliezze, “ma gli esperti di politica cinese affermano che Lai sta rischiando di distruggere l'ambiguità che ha fornito lo spazio politico per consentire alle rivendicazioni territoriali di Pechino di affiancare l'indipendenza de facto di Taiwan senza scatenare un conflitto”.

Le esercitazioni sono l’argomento di maggior discussione su Weibo, l’X cinese. Ovviamente soltanto i commenti più nazionalisti sono visibili: "Suggerisco che volino 5 minuti sopra l'ufficio presidenziale”. "Che ne dite di far partire la guerra? Di fermare le esercitazioni?”.

La propaganda cinese è già in azione. Il giorno del discorso di Lai (lunedì) Pechino ha annunciato l’inizio delle riprese di un nuovo film, “La battaglia di Penghu”, storia di quando durante la dinastia Ming la marina cinese si mosse per “unificare Taiwan”. Oggi invece l’Opera di Pechino ha comunicato la realizzazione di un nuovo spettacolo: la storia parla di "un pezzo di terra che ritorna alla dinastia Song". L'opera sarà presentata domani sera.

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