Che cosa ha fatto per noi l’Europa: il sostegno alle tecnologie verdi
a cura della redazione EsteriIl 25 aprile il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la legge sull'industria a zero emissioni nette. Si tratta di uno dei pilastri dell’ambizioso Green Deal. Sosterrà infatti la produzione di tecnologie necessarie per gli obiettivi dell’Ue in materia di clima ed energia per il 2030 e il 2050, per rendere il mercato interno europeo adatto alla decarbonizzazione industriale attraverso procedure di autorizzazione più rapide, la creazione di zone industriali a zero emissioni nette e nuovi criteri per gli appalti pubblici e le aste per le fonti energetiche rinnovabili: l'Europa infatti importa in gran parte queste tecnologie, e molti Paesi terzi hanno intensificato gli sforzi per espandere la loro capacità di produzione di energia pulita.
La legge, più nota con il suo nome inglese Net-Zero Industry Act (Nzia), fissa per l'Europa l'obiettivo di produrre il 40% del suo fabbisogno annuo di tecnologie a zero emissioni nette entro il 2030, sulla base di piani nazionali per l'energia e il clima, e di raggiungere il 15% del valore del mercato globale per tali tecnologie. È una risposta concreta alla Cina, da cui oggi l’Europa dipende al 90 per cento per i pannelli fotovoltaici e che rappresenta il 90% dell’investimento globale nelle tecnologie verdi, e agli Stati Uniti, che con l’Inflation Reduction Act hanno messo in campo 369 miliardi di dollari di sussidi green.
Sostegno anche al nucleare
Le tecnologie che saranno sostenute comprendono tutte le tecnologie rinnovabili, il nucleare, la decarbonizzazione industriale, le tecnologie di stoccaggio dell'energia e le biotecnologie. La legge semplificherà la procedura di autorizzazione, fissando scadenze massime per l'autorizzazione dei progetti in funzione della loro portata e dei loro risultati, e prevede inoltre la creazione di "Zone di accelerazione a zero emissioni nette”, che beneficeranno di un processo di autorizzazione veloce, delegando agli Stati membri parte della raccolta di informazioni per le valutazioni ambientali.
Criteri di sostenibilità e resilienza
I piani nazionali di sostegno volti a far sì che le famiglie e i consumatori passino più rapidamente a tecnologie come i pannelli solari e le pompe di calore dovranno tenere conto dei criteri di sostenibilità e resilienza. Anche le procedure di appalto pubblico e le aste per la diffusione di fonti di energia rinnovabili dovranno soddisfare tali criteri, anche se a condizioni che saranno definite più tardi dalla Commissione. Queste tecnologie, per beneficiare delle nuove procedure, dovranno garantire un minimo del 30% del volume messo all'asta ogni anno nello Stato membro o, in alternativa, un massimo di sei gigawatt messi all'asta ogni anno e per Paese.
La legislazione è considerata come un passo verso un fondo di sovranità europea e dovrebbe aumentare i finanziamenti provenienti dalle entrate del sistema nazionale di scambio delle quote di emissione (ETS) e quelli necessari per la maggior parte dei progetti strategici inclusi nella piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP).
Il voto dei partiti
Il Parlamento ha dato il via libera finale al regolamento – che è in linea con i risultati della Conferenza sul Futuro dell’Europa – con 361 voti favorevoli, 121 contrari e 45 astensioni: per l’Italia i Verdi e il M5S hanno votato contro, giudicando il testo insufficiente.
Le reazioni
"Questo voto è una buona notizia per l'industria europea e definisce il tono della prossima legislatura. Per realizzare tutte le nostre ambizioni economiche, climatiche ed energetiche, abbiamo bisogno dell'industria in Europa. Questa legge è il primo passo per rendere il nostro mercato adatto a questo scopo", ha affermato il relatore, il cristiano-democratico tedesco Christian Ehler, del Ppe. Lo Nzia, a differenza di quanto è successo negli Usa, non porta nuovi fondi o sussidi, ma intende coordinare i finanziamenti già esistenti. “Accolgo con favore l'accordo politico sul nostro Net-Zero Industry Act – aveva commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – Rafforzerà la capacità di produzione di energia pulita dell'Ue, aumenterà la nostra competitività e resilienza industriale. Creerà posti di lavoro puliti e di qualità e ci renderà ben attrezzati per raggiungere i nostri obiettivi climatici”.