Europee, Gozi: “von der Leyen scelga, per noi liberali mai un’alleanza con l’estrema destra”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – «Noi di Renew confermiamo la nostra doppia linea rossa nelle alleanze: né con Ecr, né con Id» dice Sandro Gozi che oggi partecipa alla sfida a cinque tra gli spitzenkandidat delle principali famiglie politiche europee. Il dibattito tra i principali candidati alla presidenza della Commissione Ue sarà trasmesso in eurovisione e si svolge nell'emiciclo del Parlamento a Bruxelles. Nell'arena ci saranno Walter Baier per la Sinistra europea, Ursula von der Leyen per il Partito popolare europeo (Ppe), Terry Reintke per i Verdi europei, Nicolas Schmit del Partito del socialismo europeo (Pse) e Gozi per Renew. I liberali non hanno presentato uno spitzenkandidat ma delegato tre portavoce che si alternano per rappresentare il partito.
Al dibattito mancano i due partiti della destra sovranista, i conservatori di Ecr e gli identitari di Id.
«Non hanno mai indicato formalmente chi sono i loro candidati alla Commissione in campagna elettorale, non riconoscendo una legittimità a questo proc…
PARIGI – «Noi di Renew confermiamo la nostra doppia linea rossa nelle alleanze: né con Ecr, né con Id» dice Sandro Gozi che oggi partecipa alla sfida a cinque tra gli spitzenkandidat delle principali famiglie politiche europee. Il dibattito tra i principali candidati alla presidenza della Commissione Ue sarà trasmesso in eurovisione e si svolge nell'emiciclo del Parlamento a Bruxelles. Nell'arena ci saranno Walter Baier per la Sinistra europea, Ursula von der Leyen per il Partito popolare europeo (Ppe), Terry Reintke per i Verdi europei, Nicolas Schmit del Partito del socialismo europeo (Pse) e Gozi per Renew. I liberali non hanno presentato uno spitzenkandidat ma delegato tre portavoce che si alternano per rappresentare il partito.
Al dibattito mancano i due partiti della destra sovranista, i conservatori di Ecr e gli identitari di Id.
«Non hanno mai indicato formalmente chi sono i loro candidati alla Commissione in campagna elettorale, non riconoscendo una legittimità a questo processo. È un errore. Anche noi siamo critici sulla designazione degli spitzenkandidat perché riteniamo che dei capolista europei abbiano senso solo quando esistono liste trasnanzionali. D'altra parte, vogliamo rispettare le regole, e partecipare comunque a questo momento di confronto democratico».
La decisione di Le Pen e Salvini di non essere più alleati con l'Afd cambia qualcosa nella possibilità di alleanze dopo il voto del 9 giugno?
«Non cambia nulla. Troppo poco e troppo tardi. Anche perché gli estremisti di destra non sono esclusivamente nell'Afd. Salvini e Le Pen continuano ad avere posizioni estremiste, anti-europee».
La leader del Rassemblement National punta a formare un gruppo unico con Giorgia Meloni. Sarebbe una minaccia per il terzo polo di Renew?
«Da tempo dico che c'è un gioco delle parti tra gli estremisti di destra dell'Ecr e quelli dell'Id. Ed è per questo che non capisco come Ursula von der Leyen o Antonio Tajani possano ancora dire sì all'alleanza con Ecr e non con Id. Sono esattamente la stessa cosa. Non vedo differenze tra Abascal e Salvini, Zemmour e Le Pen. Anzi forse Ecr è anche peggio. Chi parla di 'grande sostituzione' sugli immigrati sono personaggi come Zemmour e il ministro Lollobrigida».
Intanto però a destra ci sono sempre più accordi per alleanze con questi partiti. È successo in Italia, ora in Croazia e Olanda.
«Ecco perché noi ripetiamo che siamo radicalmente alternativi all'estrema destra. Pensiamo che chi fa alleanze o compromessi con gli estremisti compie un grave errore».
Quindi romperete l'alleanza con gli olandesi del Vvd che hanno siglato un accordo di governo con Wilders?
«Sull'alleanza con il Vvd ragioneremo il 10 giugno nella riunione già convocata per il gruppo Renew alla luce dei risultati. Non possiamo sostituirci alla politica nazionale ma certamente non faremo alleanze con Ecr e Id. È una doppia linea rossa».
Se il Ppe, come sembra dai sondaggi, arriverà in testa e proporrà di confermare Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, cosa farà Renew ?
«Von der Leyen è stata indicata da Renew nel 2019 e sostenuta da una maggioranza europea. Nell'ultimo anno e mezzo però ha continuato a fare aperture a Ecr e Meloni. Ogni passo in questa direzione è un passo in cui si è allontanata da noi. Se pensa di avere un accordo politico di legislatura con Ecr, noi ci chiameremo fuori. È lei a dover chiarire la sua posizione».
Ppe, socialisti e Renew potrebbero non avere una maggioranza sufficiente, dunque con chi allearsi ?
«Anche se non mi piace ragionare sui sondaggi, al momento sembra che avremo una maggioranza sufficiente. In ogni caso, se ci fosse bisogno di allargare, noi guarderemo ai Verdi. Ma non a qualsiasi condizione. I Verdi devono smettere di avere un approccio solo ideologico, come quello di Timmermans che rischia di provocare resistenza alla transizione ecologica».
Lei è candidato in Francia. Il risultato della lista nazionale «Besoin d'Europe» potrebbe essere molto deludente. Nei sondaggi, siete quasi doppiati dal Rn e incalzati dalla lista di Glucksmann.
«Continuiamo a batterci contro i tentativi di nazionalizzare questa elezione. Bardella e Le Pen vogliono trasformare le europee in una sorta mid-term, una sorta di rivincita della presidenziale 2022. Altri come Glucksmann vogliono far dimenticare che all'epoca erano con Mélenchon e che dopo questa elezione torneranno con la France Insoumise. Noi diciamo agli elettori: non sbagliatevi, è in gioco il destino dell'Europa».