New York - Sono nati i notiziari dell’Isis: i conduttori sono professionali ma finti, generati dall’intelligenza artificiale, i fatti raccontati sono veri, o verosimili, e arricchiti da propaganda. Quattro giorni dopo l’attacco dell’Isis al concerto a Mosca, che ha ucciso 133 persone, su una piattaforma privata legata al gruppo terroristico era circolato un video di un minuto e mezzo. Il conduttore di un notiziario, con in testa un elmetto militare, spiegava che non era stata un’operazione terroristica, ma parte di un “normale contesto di guerra tra Stato Islamico e Paesi che combattevano l’Islam”.
Il conduttore era stato creato dall’intelligenza artificiale per produrre un programma di informazione rivolto agli affiliati. A tracciarne il percorso è stato il Site Intelligence Group, che si occupa di monitorare i siti online legati a gruppi terroristici e movimenti estremisti. Il materiale è stato fornito al Washington Post, che ne ha raccontato la storia. Da marzo il programma mette in rete notiziari di cadenza quasi settimanale con aggiornamenti sulle operazioni condotte dall’Isis. Lo studio è ispirato a quelli più celebri, tipo Al Jazeera, ma soprattutto segna un salto di qualità nell’informazione dello Stato Islamico.
“Per l’Isis - spiega Rita Katz, co-fondatrice di Site - l’intelligenza artificiale è un punto di svolta. Diventerà veloce per loro portare in ogni angolo del mondo i loro attacchi sanguinari”. Non sembra esserci dietro una regia centrale del gruppo terroristico. Il notiziario sarebbe creato da “lupi solitari” esperti di nuove tecnologie. Il risultato è interessante e inquietante: i conduttori ricreati dall’IA leggono le notizie legate all'Isis. Lungo il sottopancia scorrono i titoli in arabo. La grafica è chiara, colorata, in cui domina il rosso, e fatta in modo di catturare lo spettatore. Il sistema tecnologico permette di diffondere la propaganda e fare proseliti. L’uso dei video non è una novità: da tempo persone legate allo Stato Islamico utilizzano sistemi ispirati alla cinematografia per diffondere video destinati a un pubblico giovane.
La novità è nei notiziari, che confezionano le informazioni in un modo ancora più avvolgente, spingendo il pubblico ad abbandonare i canali tradizionali. Non dovrebbe essere così, ma il notiziario dell’Isis, nel suo piccolo, punta a fare concorrenza ad Al Jazeera e agli altri canali indipendenti in lingua araba. Dal giorno della strage a Mosca, il sito ha prodotto sei notiziari, con aggiornamenti sulle operazioni dell’Isis in Niger, Camerun, Iraq, Siria e Nigeria. I media legati allo Stato Islamico cercano personale esperto nell’uso dell’intelligenza artificiale, in grado di scrivere articoli da associare a video creati con il software.
Sulla rete alcuni lanciano un appello a chi è collegato nelle piattaforme private a darsi da fare per realizzare nuovi contenuti. L’obiettivo è la moltiplicazione dei notiziari. Altri gruppi, come al-Qaeda, stanno pensando di affidarsi all’intelligenza artificiale, anche se l’utilizzo della tecnologia implica qualche remora: è in linea con il Corano ricreare volti umani? Secondo alcuni, è vietato. Ma questo non ferma la corsa verso la nuova frontiera. La viralità del messaggio, e la presa sui giovani, al momento prevale sulla religione.