La siccità e il caldo torrido fanno strage di scimmie in Messico: “Cadono dagli alberi come mele”
di Daniele MastrogiacomoLe prime sono state scoperte per caso. Sembravano fagotti buttati sul ciglio della strada sterrata. Più avanzavano, più i ranger li individuavano sotto i grandi alberi che gettavano qualche ombra sul percorso. Faceva caldo. Caldissimo, 47 gradi. Temperature record in questo periodo dell’anno. Anche in Messico, costa orientale, quella che si affaccia sul Golfo. Sono stati questi guardia boschi di pattuglia a lanciare l’allarme.
La grande siccità sta facendo strage di scimmie. Nel cassone del loro pick-up ne avevano raccolte 5. Carcasse. Ma lungo le foreste dello Stato di Tabasco ce ne sono molte di più. Una vera mattanza. Gli uomini dei vigili del fuoco impegnati a controllare i roghi che si accendono per autocombustione e altri appiccati da piromani incalliti, ne hanno contati 83. Sono scimmie urlanti, Primati medi, ancora abbastanza giovani ma incapaci si resistere al caldo, alla mancanza di acqua e degli alberi, pieni di frutti, dove vivono e si nutrono. La notizia è stata ripresa …
Le prime sono state scoperte per caso. Sembravano fagotti buttati sul ciglio della strada sterrata. Più avanzavano, più i ranger li individuavano sotto i grandi alberi che gettavano qualche ombra sul percorso. Faceva caldo. Caldissimo, 47 gradi. Temperature record in questo periodo dell’anno. Anche in Messico, costa orientale, quella che si affaccia sul Golfo. Sono stati questi guardia boschi di pattuglia a lanciare l’allarme.
La grande siccità sta facendo strage di scimmie. Nel cassone del loro pick-up ne avevano raccolte 5. Carcasse. Ma lungo le foreste dello Stato di Tabasco ce ne sono molte di più. Una vera mattanza. Gli uomini dei vigili del fuoco impegnati a controllare i roghi che si accendono per autocombustione e altri appiccati da piromani incalliti, ne hanno contati 83. Sono scimmie urlanti, Primati medi, ancora abbastanza giovani ma incapaci si resistere al caldo, alla mancanza di acqua e degli alberi, pieni di frutti, dove vivono e si nutrono. La notizia è stata ripresa dall’Associated Press e pubblicata online dal Guardian.
I pompieri sono tornati nella città di Tecolutilla per capire se si trattava di un’epidemia. Ma quando sono arrivati nello studio del veterinario del posto, hanno trovato i cinque esemplari quasi moribondi. “Sono giunti in condizioni critiche, disidratati, con febbre alta”, ha spiegato il dottor Sergio Valenzuela mentre si dava da fare con del ghiaccio che metteva sulle mani e i piedini flosci su questa specie di Atelidi, noti come scimmie urlanti. “Erano molli come stracci. È stato un colpo di calore”.
Lo stesso caldo che ha ucciso nei giorni scorsi 26 umani si è accanito anche sui Primati che non hanno avuto altra scelta che attendere in agonia la morte. I cinque sopravvissuti si sono presto rianimati, grazie alle flebo e altri liquidi che gli sono stati somministrati. Lo stesso Valenzuela le ha mostrate ore dopo dentro le gabbie con un sorriso di soddisfazione. “Guardate, si stanno riprendendo. Sono di nuovo aggressivi, mordono e saltano. Significa che stanno meglio”.
Ma la maggioranza non ha avuto la stessa fortuna. Il biologo di fauna selvatica Gilberto Pozo ha confermato che il numero di carcasse rinvenute nei boschi vicini potrebbe aumentare. Gli 83 esemplari ormai senza vita giacevano sotto gli alberi dove di solito vivono. “Stanno cadendo come mele”, ha commentato. “Erano in uno stato di disidratazione grave e sono morti nel giro di pochi minuti. Hanno resistito fino a quando potevano, poi si sono lasciati andare”.
Pozo sostiene che la vera ecatombe è dovuta a una “sinergia” di fattori: il caldo estremo, la siccità prolungata, gli incedi boschivi e il taglio degli alberi privano le scimmie dell’acqua, dell’ombra e della frutta di cui si nutrono. “Le scimmie rappresentano una sorta di “sentinella” che avverte cosa sta succedendo in natura”, spiega. Come il classico canarino nelle miniere di carbone che resta a zampette all’aria nella sua gabbietta e annuncia a chi scava la presenza di gas mortale. “Le scimmie in questo caso ci stanno dicendo che qualcosa sta accadendo con il cambiamento climatico”, aggiunge il biologo.
Lo studioso ha allestito speciali stazioni di recupero per animali. Oltre alle urlanti ospitano serpenti, uccelli, roditori. Sta cercando di mettere in piedi una squadra di veterinari specializzati per recuperare e accogliere le specie moribonde. Il caldo torrido non dà tregua anche agli umani. Quest’anno ha piovuto poco e per breve tempo. Laghi e dighe si stanno prosciugando, le scorte d’acqua potabile sono al limite. Le centrali idroelettriche non riescono a far girare le turbine. Le interruzioni della corrente sono continue. Persino i supermercati hanno razionato il ghiaccio. In alcune zone del Messico gli acquisti saranno limitati a due pacchi per cliente.