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Attal contro Bardella, il duello tv riapre le speranze dei macronisti per le europee

Attal contro Bardella, il duello tv riapre le speranze dei macronisti per le europee
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Il premier all’attacco con il capolista dell’estrema destra e ora spera nella remontada nei sondaggi

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PARIGI – Gabriel Attal ridà speranza ai macronisti che da settimane vedono profilarsi una débâcle il 9 giugno. A poco più di due settimane dal voto per alle elezioni europee, il premier ha affrontato giovedì sera in tv il capolista del Rassemblement National, Jordan Bardella.

La sfida tra Attal, il più giovane capo del governo della storia della Quinta Repubblica, e il delfino di Marine Le Pen, era molto attesa. Per quasi un'ora e mezza, i due giovani leoni della politica francese - trentacinque anni il premier, ventotto il presidente del Rn - hanno discusso in prima serata di Europa, immigrazione, potere d'acquisto, guerra in Ucraina. E se lo scontro tra i due leader riconosciuti per il loro talento di comunicazione nei media non ha per ora spostato voti, il premier potrebbe aver riuscito nella missione: andare a cercare gli astensionisti e gli elettori che nel 2022 hanno votato Macron ma che al momento non sono ancora convinti di partecipare all'elezione del 9 giugno.

Il primo sondaggio fatto subito dopo il duello tv registra una leggera maggioranza dei francesi (51%) per la performance di Bardella. Ma con il 46% dei pareri favorevoli, il premier ha comunque quasi pareggiato, sapendo che aveva l'handicap di essere al governo. Uno degli scambi più accesi è stato sulla Russia. "Il vostro partito, quello di Le Pen e Jean-Marie Le Pen, aveva bisogno di soldi. La Russia aveva bisogno di un partito in Europa proprio per indebolire l'Europa dall'interno" ha ricordato Attal a proposito del prestito di 9 milioni di euro stipulato nel 2014 con una la First Czech Russian Bank.

Dopo il suo arrivo alla guida del Rn, Bardella ha fatto in modo di rimborsare il prestito. "Avrete anche ripagato il vostro debito - ha sottolineato il premier - ma avete ancora un contratto morale con loro nel Parlamento europeo. Bardella, accusando più volte il premier di essere 'inelegante' negli attacchi, ha replicato con una dura critica delle parole di Emmanuel Macron sul possibile invio di truppe occidentali in Ucraina. “Gioca con il fuoco” ha commentato il leader dell'estrema destra.

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Nel corso del faccia a faccia, moderato dalla popolare giornalista Caroline Roux, Bardella si è presentato con una serie di schede, interpretato come un segno di una minore preparazione, mentre Attal è sembrato più a suo agio. Il premier è riuscito a mettere in difficoltà diverse volte il presidente del Rn, come quando gli ha chiesto se il diritto di veto che permette a capi di Stato e di governo di bloccare una decisione nel Consiglio dell'Ue è generale, o solo applicato ad alcuni temi. Bardella ha esitato per qualche secondo, prima che il premier risponda citando il veto riservato alle questioni fiscali e di politica estera.

Anche sull'economia, il capo del governo è riuscito a sfatare il mito della “priorità nazionale” per gli appalti pubblici che l'estrema destra ha inserito nel programma. Attal ha citato numerosi esempi di aziende francesi che hanno risposto a gare d'appalto in altri paesi europei e che potrebbero subire misure di ritorsione se la Francia chiudesse il suo mercato. “La vostra proposta - ha detto rivolgendosi a Bardella - penalizzerebbe all'estero le nostre imprese”.

Il premier ha avuto anche gioco facile nel sottolineare le "contraddizioni" e le capriole del partito di estrema destra sull'Europa. Alle presidenziali del 2017, Le Pen era infatti favorevole a un Frexit, salvo poi ricredersi. “Perché avete cambiato idea? Spiegatelo agli elettori” ha incalzato il premier senza ottenere risposta. Sull'immigrazione, cavallo di battaglia del Rn, Attal è riuscito a sottolineare la contraddizione dell'estrema destra che dice di voler lasciare la libera circolazione nello spazio Schengen pur rafforzando i controlli alle frontiere.

Bardella ha usato l'immagine di un grande europeo dove ci sarebbe “una coda per i membri dell'area Schengen" e un'altra per i non europei. “Ma in un aeroporto tutti vengono controllati” è sbottato Attal, costringendo l'avversario a correggersi. "Nel giro di pochi secondi, siamo passati da una doppia frontiera in cui tutti saranno controllati alle frontiere a 'Aumentiamo un po' i controlli casuali'", ha ironizzato il premier. “Il vostro programma è un gratta e vinci” ha poi attaccato. “Ci sono molte promesse, ma quando si gratta la superficie, non c'è nulla dietro".

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È stato Macron a chiedere al suo premier di scendere in campo nella campagna per le europee. Il premier appare ora in foto nei nuovi volantini della lista di Hayer, “Besoin d'Europe”. Finora Attal era stato abbastanza discreto ma le difficoltà della capolista, eurodeputata sconosciuta per molti francesi, ha fatto scattare la chiamata dall'Eliseo. Hayer è al 16 per cento nelle intenzioni di voto, seguita dalla lista socialista guidata da Raphaël Glucksmann, al 15 per cento. Bardella è da mesi in testa ai sondaggi in termini di intenzioni di voto, raggiungendo addirittura il 33 per cento secondo uno degli ultimi sondaggi.

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