Putin mostra i muscoli con Lukashenko: “Nuovi test atomici insieme a Minsk”
di Rosalba CastellettiDopo la Cina, Vladimir Putin sceglie la Bielorussia come meta del suo secondo viaggio da quando ha inaugurato il suo quinto mandato al Cremlino. Un onore a cui Aleksandr Lukashenko non è avvezzo: dal febbraio 2022, inizio dell’offensiva in Ucraina, i due si sono incontrati 17 volte, ma è soltanto la seconda volta che Putin vola a Minsk. C’è un motivo. E lo dichiara egli stesso al suo atterraggio: «Parleremo della seconda fase delle esercitazioni nucleari con la partecipazione diretta dei nostri amici bielorussi». Le manovre, iniziate martedì, sono le prime a simulare l’uso delle armi tattiche che la Russia ha trasferito in Bielorussia nel 2023. L’anno prima Mosca ha consegnato a Minsk anche i missili Iskander in grado di trasportare testate nucleari che, con una portata fino a 300 chilometri, possono colpire Paesi baltici, Polonia e Ucraina. Una chiara minaccia alla Nato.
In conferenza stampa, Lukashenko fa il gradasso: …
Dopo la Cina, Vladimir Putin sceglie la Bielorussia come meta del suo secondo viaggio da quando ha inaugurato il suo quinto mandato al Cremlino. Un onore a cui Aleksandr Lukashenko non è avvezzo: dal febbraio 2022, inizio dell’offensiva in Ucraina, i due si sono incontrati 17 volte, ma è soltanto la seconda volta che Putin vola a Minsk. C’è un motivo. E lo dichiara egli stesso al suo atterraggio: «Parleremo della seconda fase delle esercitazioni nucleari con la partecipazione diretta dei nostri amici bielorussi». Le manovre, iniziate martedì, sono le prime a simulare l’uso delle armi tattiche che la Russia ha trasferito in Bielorussia nel 2023. L’anno prima Mosca ha consegnato a Minsk anche i missili Iskander in grado di trasportare testate nucleari che, con una portata fino a 300 chilometri, possono colpire Paesi baltici, Polonia e Ucraina. Una chiara minaccia alla Nato.
In conferenza stampa, Lukashenko fa il gradasso: «Siamo per la pace. Ma manteniamo asciutta la nostra polvere da sparo». Putin smorza: «La Russia conduce regolarmente esercitazioni nucleari, che ora vengono condotte con gli alleati bielorussi. Non c’è nessuna escalation, nulla di insolito rispetto al lavoro della stessa Nato». Aggiunge che, con Lukashenko, ha «discusso la creazione di uno spazio di difesa comune» e che Minsk e Mosca «non si lasceranno sfuggire un attacco esterno, come a metà del secolo scorso». Smentisce le voci riportate dall’agenzia di stampa britannica Reuters di una sua disponibilità a un cessate il fuoco che congeli il conflitto ucraino lungo l’attuale linea del fronte. Liquida la conferenza internazionale di pace sull’Ucraina che si terrà in Svizzera senza la Russia come «un’opera di pubbliche relazioni».
La pace, dice, dovrebbe essere raggiunta col buon senso e non con gli ultimatum e, ribadisce, dovrebbe basarsi sulla bozza di Istanbul elaborata nella primavera del 2022 e tenendo conto delle «realtà odierne sul terreno», le cinque regioni annesse da Mosca. «Se si arrivasse a quel punto, ovviamente dovremmo capire con chi dobbiamo e possiamo trattare per firmare documenti giuridicamente vincolanti. Dobbiamo essere pienamente sicuri che stiamo trattando con autorità legittime». Il punto è «con chi negoziare», insiste. «Non è una domanda inutile. Naturalmente ci rendiamo conto che la legittimità del capo di Stato in carica è finita».
Un’allusione al fatto che il mandato quinquennale di Zelensky è scaduto il 20 maggio. Quello che Putin non menziona è che, sotto legge marziale, in vigore da quando la Russia l’ha invasa, è vietato tenere elezioni in Ucraina. È la seconda volta in pochi giorni che Putin solleva il tema della legittimità di Zelensky. Il messaggio è chiaro, secondo la politologa Tatiana Stanovaja: «Il Cremlino sta segnalando all’Occidente che Zelensky va rimosso perché Mosca lo vede come un ostacolo. Sembra che potrebbe esserci anche un candidato per sostituirlo»: l’ex presidente ucraino Viktor Janukovich che non a caso «si trova a Minsk con Putin. Tuttavia per ora sembra piuttosto caricaturale». Il tour di Putin intanto prosegue: domani in Uzbekistan e presto in Corea del Nord. Mentre il segretario di Stato Usa Blinken vola a Praga per un vertice informale degli Esteri della Nato, che però non inviterà Kiev a entrare.