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Kharkiv come punto di svolta. Gli Usa ora pronti ad accettare che Kiev colpisca la Russia con i suoi missili. Ecco perché

(reuters)

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Le parole di Stoltenberg sull’uso delle armi Nato in territorio russo non fanno che confermare che le discussioni in questo senso sono avanzate
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NEW YORK - "L’Ucraina usa le proprie armi in modo molto efficace per attaccare obiettivi in Russia. Non c’è altro da aggiungere". Il commento fatto dall’assistente segretario di Stato per gli affari europei James O'Brien, durante il briefing tenuto venerdì con i giornalisti in vista della missione del segretario Blinken nel Vecchio continente, sembra ammettere che Kiev ha già il permesso di attaccare Mosca sul suo territorio per difendersi. L’unica distinzione è tra l’uso delle proprie armi per farlo, o quelle degli americani, ma anche questo limite pare destinato a cadere. Lo confermano le parole del segretario della Nato Stoltenberg, che seguono le rivelazioni del New York Times sul dibattito in corso nell’amministrazione Biden, e riflettono contatti avuti con Washington per andare in questa direzione.

Giovedì il giornale di Manhattan ha scritto che la decisione potrebbe essere imminente. Il presidente Biden ha sempre detto che vuole aiutare l’Ucraina a difendersi dall’invasion…

NEW YORK - "L’Ucraina usa le proprie armi in modo molto efficace per attaccare obiettivi in Russia. Non c’è altro da aggiungere". Il commento fatto dall’assistente segretario di Stato per gli affari europei James O'Brien, durante il briefing tenuto venerdì con i giornalisti in vista della missione del segretario Blinken nel Vecchio continente, sembra ammettere che Kiev ha già il permesso di attaccare Mosca sul suo territorio per difendersi. L’unica distinzione è tra l’uso delle proprie armi per farlo, o quelle degli americani, ma anche questo limite pare destinato a cadere. Lo confermano le parole del segretario della Nato Stoltenberg, che seguono le rivelazioni del New York Times sul dibattito in corso nell’amministrazione Biden, e riflettono contatti avuti con Washington per andare in questa direzione.

Giovedì il giornale di Manhattan ha scritto che la decisione potrebbe essere imminente. Il presidente Biden ha sempre detto che vuole aiutare l’Ucraina a difendersi dall’invasione di Putin, senza provocare la Terza guerra mondiale. Lo ha ribadito ieri parlando ai cadetti di West Point: “Non ci sono soldati americani in ucraina e non intendo mandarli, però resteremo al fianco di Kiev per tutto il tempo necessario. Putin, che è un dittatore, pensava di dividere la Nato ma invece l’ha rafforzata”. Perciò ha posto la condizione che le armi americane non venissero usate per colpire il territorio russo. La situazione è cambiata con l’offensiva lanciata dal Cremlino su Kharkiv e il nord del paese. I militari di Mosca usano le basi a ridosso del confine con l’Ucraina per sostenere l’attacco e bombardare le città, e l’impossibilità di Kiev di colpirle regala loro un grande vantaggio.

La posizione di Blinken

Blinken lo ha visto di persona durante la sua recente missione a Kiev ed è tornato a Washington convinto della necessità di cambiare politica. Non per dare il via libera a bombardare Mosca, ma consentire a Zelensky di usare le armi americane allo scopo di prendere di mira le basi a ridosso del confine usate per colpire le sue città, così come i caccia che arrivano al limite dello spazio aereo nazionale per lanciare le loro bombe. La proposta è ancora allo studio e secondo il New York Times non è stata presentata a Biden, ma presto potrebbe arrivare sul suo tavolo. Lo scopo non è allargare il conflitto, ma aiutare l’Ucraina a respingere l’offensiva in corso e rimetterla in condizione di arrivare in una posizione di vantaggio al tavolo della trattativa, se e quando Putin si convincerà a negoziare in buona fede.

Mercoledì Blinken arriverà a Chisinau, in Moldavia, e giovedì sera a Praga. O’Brien ha spiegato che "da giovedì sera parteciperà alla riunione informale dei ministri degli Esteri in preparazione al vertice della Nato. Negli incontri in Moldavia avrà l’opportunità di evidenziare i progressi nel suo percorso verso l’integrazione europea, il consolidamento della sua democrazia e la minaccia rappresentata dall’ingerenza russa nei suoi processi interni". Quindi la discussione si allargherà: "Nella riunione ministeriale informale, ci si concentrerà sugli eventi in Ucraina, ma anche sui preparativi per il vertice di Washington, che si terrà l'11 e il 12 luglio.

Il viaggio in Europa

In questo quadro il segretario generale ha chiesto che i ministri discutano una serie di decisioni riguardanti l'Ucraina. Non prevediamo che ci sarà un invito per aderire alla Nato, ma una sostanziale dimostrazione di sostegno a Kiev mentre lavora per vincere la sua guerra. Ciò includerà l’appoggio continuo dell’Alleanza nella costruzione della futura forza dell’Ucraina e gli sforzi per aiutarla a realizzare le riforme necessarie affinché possa aderire all’Ue, e attraversare il ponte verso la Nato il più rapidamente possibile". O’Brien non è andato oltre sull’uso delle armi per colpire la Russia nel suo territorio, ma le dichiarazioni di Stoltenberg confermano che la discussione è in fase avanzata.

La parola finale spetta a Biden, perché è lui che le fornisce, però la necessità strategica di consentire a Kiev di difendersi in maniera più efficace sembra ormai assodata.Questo bisogno è confermato anche da altri sviluppi che complicano la protezione dell’Ucraina, come il ruolo crescente di Xi nell’assistenza a Putin: "Quanto abbiamo sottolineato - ha detto O’Brien ai giornalisti - è che la Cina è un attore in questa guerra. Senza il sostegno di Pechino, la Russia non sarebbe in grado di colpire le città ucraine e attaccare obiettivi civili come ha fatto finora. La nostra posizione è che tutto ciò deve finire, penso che i cinesi la stiano prendendo sul serio. La sentono da molti dei nostri alleati europei, ed è un fattore importante per come verrà modellata non solo la politica americana verso Pechino, ma anche quella europea futura. Adotteremo ulteriori misure contro gli specifici attori cinesi coinvolti, sono in corso di consultazioni con i colleghi europei".

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