Corsa a farsi congelare in Svizzera dopo la morte: in 400 si iscrivono alla lista. Duecentomila euro, ma nessuna garanzia di risveglio
di Franco ZantonelliLUGANO – In uno stabile bianco squadrato, simile a una villetta in cemento armato di nuova costruzione, si trovano attualmente almeno quattro salme, in attesa di un’ipotetica resurrezione. Siamo a Rafz, villaggio svizzero di circa 4000 abitanti del Canton Zurigo, scelto da un medico tedesco, il dottor Emil Kendziorra, per portare a termine un esperimento, quello della criogenizzazione che, come riferisce il tabloid di Berlino Bild, ha deciso di sperimentare, attraverso una start-up.
Un esperimento che consente la conservazione dei tessuti biologici, come pure di parti o dell'intero corpo umano, qualora vengano ibernati a temperature bassissime. Oggi come oggi, nel mondo, risultano esserci 377 corpi umani criopreservati, tra cui 15 italiani, senza alcuna garanzia di risveglio. Per il quale le prospettive più rosee indicano sarà possibile tra almeno 200-300 anni. E, particolare non da poco, non si sa in che condizioni. Ecco perché il medico tedesco, che ha deciso di buttarsi in un’avven…
LUGANO – In uno stabile bianco squadrato, simile a una villetta in cemento armato di nuova costruzione, si trovano attualmente almeno quattro salme, in attesa di un’ipotetica resurrezione. Siamo a Rafz, villaggio svizzero di circa 4000 abitanti del Canton Zurigo, scelto da un medico tedesco, il dottor Emil Kendziorra, per portare a termine un esperimento, quello della criogenizzazione che, come riferisce il tabloid di Berlino Bild, ha deciso di sperimentare, attraverso una start-up.
Un esperimento che consente la conservazione dei tessuti biologici, come pure di parti o dell'intero corpo umano, qualora vengano ibernati a temperature bassissime. Oggi come oggi, nel mondo, risultano esserci 377 corpi umani criopreservati, tra cui 15 italiani, senza alcuna garanzia di risveglio. Per il quale le prospettive più rosee indicano sarà possibile tra almeno 200-300 anni. E, particolare non da poco, non si sa in che condizioni. Ecco perché il medico tedesco, che ha deciso di buttarsi in un’avventura che promette lauti guadagni, difficilmente potrà vedere i risultati del suo esperimento.
Nel 1973, ne parlò già Woody Allen, in una divertente commedia, “Sleeper”, in italiano “Il dormiglione”, che raccontava di un tizio, un clarinettista jazz, risvegliatosi in un mondo totalmente cambiato, dove il tabagismo non era più considerato pericoloso per la salute e nel quale l’unico legame con il passato era costituito da un Maggiolino Volkswagen, ancora perfettamente funzionante dopo due secoli. Non sappiamo se il dottor Kendziorra abbia visto il film di Woody Allen, quello che è certo è che la sua start-up, battezzata “Tomorrow Biostasis”, è sommersa da centinaia di richieste di gente che si vuole sottoporre alla criogenizzazione. Finora si sono iscritti in 400, provenienti da 80 città europee, pagando una quota iniziale di 25 euro mensili. Un procedimento, come abbiamo detto, che nel mondo, per ora limitatamente agli Stati Uniti e alla Cina, viene già praticato. Con la sua start-up berlinese Emil Kendziorra ha scoperto che, anche in Europa, non mancano degli irriducibili che non si rassegnano alla prospettiva del sonno eterno, ma sono disposti a cacciar fuori 200 mila euro, sperando nel risveglio, magari tra qualche secolo, in un mondo che non sappiamo se gli piacerà. Fatto sta che chi si rivolge alla “Tomorrow Biostasis” si affida a un’equipe medica, specializzata nelle “operazioni conservative”.
Ciò che vuol dire che, subito dopo la morte, i corpi vengono preparati al “sonno freddo”. Il che significa una temperatura di meno 196 gradi, ottenuta grazie all’impiego dell’azoto liquido e trasferiti, tramite speciali ambulanze, in un magazzino. Ovvero nell’edificio realizzato nella località zurighese di Rafz. Denominato “Long-term storage in Switzerland”. Dopo aver sollecitato le persone interessate a sganciare la quota di iscrizione, il dottor Kendziorra le mette in guardia dalle facili illusioni. Sul sito di “Tomorrow Biostasis” si legge, infatti, che “sebbene la ricerca medica sia in costante progresso, attualmente non è ancora possibile rianimare un essere umano dopo che è stato criopreservato”. Insomma, campa cavallo! Anche perché, sempre citando dal sito della start-up berlinese, “non è possibile sapere se e quando la rianimazione sarà possibile”. Tuttavia, per chi ci crede a tutti i costi, può consolare una “buona notizia”, cioè che “non c’è limite di tempo a quanto si può rimanere criopreservati senza degrado”. Forse, se proprio si vuole fare un’esperienza fuori dal comune, tanto vale iscriversi al volo sullo spazio di Elon Musk. Ci sembra abbia più probabilità di successo della criogenizzazione.