La guerra elettronica russa mette in crisi le armi Usa: neutralizzati proiettili e lanciarazzi a controllo remoto
di Massimo BasileNEW YORK - Quando i proiettili Excalibur sono usciti dalle fabbriche americane, il messaggio che il Pentagono aveva dato agli ucraini era stato da Top Gun: “Un colpo, un obiettivo”. Nella realtà della guerra l’arma chiamata come la spada celtica di re Artù ha fatto cilecca. Molte munizioni a guida satellitare fornite dagli Stati Uniti agli ucraini si sono rivelate vulnerabili nel momento chiave del conflitto tra Russia e Ucraina. E gli hacker del Cremlino hanno avuto vita facile a disinnescare sistemi solo in apparenza ultrasofisticati e a mettere nel mirino i piloti e soldati ucraini.
Lo rivela il Washington Post, che sostiene di aver raccolto la testimonianza di fonti interne ucraine e letto i report stilati tra l’autunno dell’anno scorso e aprile. Tra le armi che hanno fatto cilecca nei mesi scorsi ci sono i proiettili d’artiglieria Excalibur a guida Gps e il sistema Himars di lanciarazzi leggero, oltre a una serie di bombe sganciate dagli aerei. L’Excalibur M982 è un proiettile gu…
NEW YORK - Quando i proiettili Excalibur sono usciti dalle fabbriche americane, il messaggio che il Pentagono aveva dato agli ucraini era stato da Top Gun: “Un colpo, un obiettivo”. Nella realtà della guerra l’arma chiamata come la spada celtica di re Artù ha fatto cilecca. Molte munizioni a guida satellitare fornite dagli Stati Uniti agli ucraini si sono rivelate vulnerabili nel momento chiave del conflitto tra Russia e Ucraina. E gli hacker del Cremlino hanno avuto vita facile a disinnescare sistemi solo in apparenza ultrasofisticati e a mettere nel mirino i piloti e soldati ucraini.
Lo rivela il Washington Post, che sostiene di aver raccolto la testimonianza di fonti interne ucraine e letto i report stilati tra l’autunno dell’anno scorso e aprile. Tra le armi che hanno fatto cilecca nei mesi scorsi ci sono i proiettili d’artiglieria Excalibur a guida Gps e il sistema Himars di lanciarazzi leggero, oltre a una serie di bombe sganciate dagli aerei. L’Excalibur M982 è un proiettile guidato da Gps, sviluppato dai laboratori di ricerca e dal centro di ingegneria e sviluppo delle forze armate americane.
Questo proiettile d’artiglieria è stato creato come alternativa a quelli convenzionali: ha un raggio d’azione più ampio, fino a 57 chilometri e con un errore di mira di quattro metri. Quelli tradizionali coprono metà distanza e possono finire anche a più di centocinquanta metri dal bersaglio. Ogni proiettile costa 68mila dollari, contro gli 800 dollari di quelli convenzionali. Il sistema Himars, invece, è stato sviluppato dagli americani trent’anni fa: ogni telaio trasporta sei razzi inseriti nel programma di lancio multiplo guidato. Himars è considerato uno dei sistemi di precisione più efficaci, in grado di centrare i propri obiettivi fino a 80 chilometri di distanza e in qualsiasi tipo di condizione ambientale. Anche il grado di visibilità è considerato relativo.
Il problema è se i nemici sono russi. In Ucraina le cose sono andate in modo diverso da come i produttori l’avevano raccontata. Le armi teleguidate sono state neutralizzate dai russi e le prestazioni dei proiettili sono precipitate in modo verticale: gli Excalibur hanno raggiunto meno del dieci per cento degli obiettivi. Sei mesi fa Kiev ha chiesto con urgenza al Pentagono di aggiornare i sistemi fin dalla fabbricazione e gli Usa hanno dovuto bloccare le nuove forniture, considerate ormai superate. “La tecnologia Excalibur - racconta il Post, citando documenti riservati di intelligence - ha perso il suo potenziale”.
Anche altre armi si erano dimostrate vulnerabili, come nel caso delle bombe Jdam, sganciate dagli aerei e che diventano “guidate” grazie a un kit aggiuntivo. È un metodo molto economico di trasformare bombe “stupide” in “intelligenti”. Anche in questo caso i russi le hanno neutralizzate, ma almeno qui gli Stati Uniti hanno garantito un rapido aggiornamento e gli ucraini continuano a usarle. Il Pentagono aveva avvertito Kiev che alcune armi sarebbero potute finire nella rete russa, ma forse in Ucraina non pensavano in modo così diffuso.
Un rappresentante militare ucraino ha ammesso che la situazione comincia a essere “preoccupante”. Se Kiev si consulta quotidianamente con Washington, Mosca lo fa con Pechino. E le risposte, al momento, sul campo, indicano che la Russia si è adattata meglio alla guerra tecnologica.