✕

Sparatoria al confine tra Israele ed Egitto. Natanyahu sulla strage a Rafah: “Tragico errore”

(FILES) Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu addresses the 78th United Nations General Assembly at UN headquarters in New York City on September 22, 2023. Israel on May 20, 2024, slammed as a "historical disgrace" an application by the prosecutor of the International Criminal Court for an arrest warrant for Prime Minister Benjamin Netanyahu. (Photo by Bryan R. Smith / AFP) 
Morto un militare del Cairo. Dopo il raid Hamas annuncia che non riprenderà i negoziati per la liberazione degli ostaggi
2 minuti di lettura

GERUSALEMME — Uno scontro tra truppe proprio sul confine più caldo del Medio Oriente, quello tra Gaza ed Egitto nell’area di Rafah, dove prosegue l’offensiva israeliana: in un incidente dalle dinamiche ancora non chiarite, soldati israeliani ed egiziani si sono sparati addosso, con un militare del Cairo che è rimasto ucciso.

«C’è stata uno scontro a fuoco al confine egiziano; l’episodio è sotto indagine, ed è in corso un dialogo con il lato egiziano», hanno comunicato in una nota le Israeli Defenmce forces, mentre dal canto suo un portavoce dell’esercito egiziano ha parlato di scontro a fuoco «che ha portato al martirio di un membro del personale di sicurezza», senza nominare Israele.

Secondo ricostruzioni pubblicate dalla stampa israeliana, sarebbe stato il soldato egiziano ad aprire il fuoco contro l’Idf. Se l’ipotesi fosse confermata, non sarebbe la prima volta che militari egiziani attaccano la controparte israeliana. Lo scorso giugno, un membro delle forze armate del Cairo si era…

GERUSALEMME — Uno scontro tra truppe proprio sul confine più caldo del Medio Oriente, quello tra Gaza ed Egitto nell’area di Rafah, dove prosegue l’offensiva israeliana: in un incidente dalle dinamiche ancora non chiarite, soldati israeliani ed egiziani si sono sparati addosso, con un militare del Cairo che è rimasto ucciso.

«C’è stata uno scontro a fuoco al confine egiziano; l’episodio è sotto indagine, ed è in corso un dialogo con il lato egiziano», hanno comunicato in una nota le Israeli Defenmce forces, mentre dal canto suo un portavoce dell’esercito egiziano ha parlato di scontro a fuoco «che ha portato al martirio di un membro del personale di sicurezza», senza nominare Israele.

Secondo ricostruzioni pubblicate dalla stampa israeliana, sarebbe stato il soldato egiziano ad aprire il fuoco contro l’Idf. Se l’ipotesi fosse confermata, non sarebbe la prima volta che militari egiziani attaccano la controparte israeliana. Lo scorso giugno, un membro delle forze armate del Cairo si era infiltrato oltre il confine e aveva ucciso tre soldati.

L’episodio rischia di acuire ulteriormente la tensione tra i due Paesi, già a livelli molto elevati dopo l’inizio dell’incursione a Rafah, in seguito alla quale le truppe israeliane hanno preso il controllo del valico di confine. La crisi si è ulteriormente esacerbata dopo che alcuni militari israeliani hanno issato la bandiera con la stella di Davide sul valico, tre settimane fa. In risposta all’operazione, l’Egitto ha annunciato la sua volontà di unirsi alla petizione del Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia, ha chiuso il valico di Rafah sul lato egiziano e ha bloccato quasi completamente il trasferimento di aiuti umanitari a Gaza.

Lo scontro a fuoco arriva all’indomani di una delle stragi più gravi dall’inizio dell’offensiva nell’area. Domenica sera un incendio divampato in un campo profughi in seguito a un attacco missilistico israeliano contro due obiettivi di Hamas ha ucciso almeno 45 persone, secondo il Ministero della Salute di Gaza. L’attacco aveva come obiettivo un compound nella zona di Tel Sultan, a nordovest di Rafah, dove era in corso un incontro della leadership di Hamas. Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, l’attacco ha invece preso di mira una zona umanitaria così designata dallo stesso esercito israeliano (accusa che tuttavia l’Idf nega).

Secondo una nota diramata dall’esercito, c’erano «informazioni di intelligence sulla presenza di terroristi nell’area» e sono state prese «molte misure per ridurre la possibilità di danneggiare civili non coinvolti, inclusa la sorveglianza aerea e l’uso di munizioni di precisione Sulla base di tutto questo, si stimava che non ci sarebbe stato alcun danno ai civili non coinvolti».

L’esercito ha annunciato ieri di aver aperto un’inchiesta, e il primo ministro Benjamin Netanyahu ha parlato di «tragico errore» durante una sessione della Knesset alla presenza di molte famiglie degli ostaggi, riunitesi per contestare il premier. «Stiamo investigando il caso, come è nostra politica», le parole di Netanyahu. «Dal nostro punto di vista, ogni morte di chi non è coinvolto nei combattimenti è una tragedia».

Nel frattempo, in seguito a quando accaduto a Rafah, fonti di Hamas hanno rivelato al quotidiano israeliano Haaretz che i leader dell’organizzazione avrebbero comunicato ai Paesi mediatori (Egitto e Qatar in primis) che non parteciperanno ai negoziati per il rilascio degli ostaggi. Secondo Haaretz, Hamas chiede un piano chiaro che garantisca la fine della guerra a Gaza, aggiungendo che non intendono «fare il gioco di Netanyahu e tenere discussioni senza scopo».

Leggi i commenti