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Da oggi la Spagna riconosce lo Stato di Palestina. Vi spiego perché

Il ministro degli esteri spagnolo Jose Manuel Albares Bueno 
“Il popolo palestinese ha diritto alla speranza e il popolo israeliano alla sicurezza.”. Il ministro degli Esteri di Madrid ragiona su cosa ha determinato la svolta del suo Paese
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Il popolo palestinese ha diritto alla speranza e il popolo israeliano alla sicurezza. Questa è la strada per la pace. Questa è la strada per mettere fine alla violenza permanente e al dolore senza fine tra popoli chiamati a vivere insieme. Inoltre, come abbiamo potuto constatare negli eventi del 7 ottobre e in quelli successivi, il rischio di un'escalation regionale è più reale che mai, con conseguenze geopolitiche, economiche e umanitarie imprevedibili.

Per garantire la pace, la Spagna sostiene la soluzione dei due Stati. Rendere irreversibile questa soluzione significa rendere irreversibile la pace nella regione e c’è un modo per raggiungere questo obiettivo: riconoscere la Palestina come Stato e come membro delle Nazioni Unite. L'unico modo per porre fine a questa spirale di violenza ricorrente in Medio Oriente è la soluzione dei due Stati, assunta dall'intera comunità internazionale. È il momento di farlo e la Spagna lo farà il 28 maggio.

Vogliamo che la soluzione che tutti ricono…

Il popolo palestinese ha diritto alla speranza e il popolo israeliano alla sicurezza. Questa è la strada per la pace. Questa è la strada per mettere fine alla violenza permanente e al dolore senza fine tra popoli chiamati a vivere insieme. Inoltre, come abbiamo potuto constatare negli eventi del 7 ottobre e in quelli successivi, il rischio di un'escalation regionale è più reale che mai, con conseguenze geopolitiche, economiche e umanitarie imprevedibili.

Per garantire la pace, la Spagna sostiene la soluzione dei due Stati. Rendere irreversibile questa soluzione significa rendere irreversibile la pace nella regione e c’è un modo per raggiungere questo obiettivo: riconoscere la Palestina come Stato e come membro delle Nazioni Unite. L'unico modo per porre fine a questa spirale di violenza ricorrente in Medio Oriente è la soluzione dei due Stati, assunta dall'intera comunità internazionale. È il momento di farlo e la Spagna lo farà il 28 maggio.

Vogliamo che la soluzione che tutti riconosciamo - uno Stato palestinese che viva fianco a fianco con lo Stato di Israele, in pace e sicurezza - diventi finalmente un fatto. Vogliamo che la pace tra israeliani e palestinesi diventi finalmente realtà.

L'istituzione di uno Stato palestinese accanto allo Stato di Israele è certamente una questione di giustizia, ma è anche l'unica opzione possibile per la pace. Lo Stato palestinese deve essere sostenibile, unificando Gaza e la Cisgiordania sotto la stessa Autorità palestinese, con un collegamento tra i due territori e uno sbocco sul mare, e stabilendo la sua capitale a Gerusalemme Est.

La Spagna si è costantemente impegnata con tutte le parti interessate nella ricerca di una soluzione pacifica al conflitto. Il Presidente Sánchez ed io abbiamo visitato la regione diverse volte dal 7 ottobre. Abbiamo anche sostenuto numerose conversazioni con una serie di partner regionali e abbiamo insistito perché si eviti un'escalation regionale. La Spagna ha avuto un ruolo di primo piano nel chiedere un cessate il fuoco immediato, il rilascio degli ostaggi e la fornitura di aiuti umanitari ai civili in difficoltà.

Per questo abbiamo deciso di riconoscere lo Stato palestinese, perché la posta in gioco è alta: pace, giustizia, ma soprattutto speranza e futuro. La Spagna riconoscerà lo Stato palestinese perché il popolo palestinese non può essere condannato a essere un popolo di rifugiati, perché è la via per la pace in Medio Oriente, perché è un bene per la sicurezza di Israele.

Il popolo palestinese ha diritto a un futuro di speranza, così come il popolo israeliano ha diritto a un futuro di pace e sicurezza. Dopo tanti decenni di dolore, sappiamo che non ci può essere l'uno senza l'altro: la sicurezza in Israele e la pace nella regione si intrecciano con la speranza del popolo palestinese di avere uno Stato. Entrambi ne hanno diritto, lo stesso diritto.

Il 18 novembre 2014, il Parlamento spagnolo ha chiesto al Governo di riconoscere lo Stato di Palestina. La nostra decisione ha anche profonde radici nel cuore della società spagnola. Il riconoscimento è stato annunciato in diverse occasioni ed è un impegno irreversibile del nostro Governo. Inoltre, la Spagna ha proposto di organizzare al più presto una Conferenza internazionale di pace, il cui scopo è quello di procedere verso la concretizzazione di questa soluzione. L'Unione Europea ha fatto sua la nostra proposta, così come la Lega degli Stati Arabi e l'Organizzazione della Cooperazione Islamica. In totale, più di 80 Paesi. Ci auguriamo che questa diplomazia multilaterale in azione possa contribuire ad aprire una nuova pagina di storia in Medio Oriente: quella della pace definitiva.

E il modo migliore per proteggere e garantire che si applichi la soluzione dei due Stati è anche ammettere lo Stato di Palestina come membro a pieno titolo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Ciò implica il suo riconoscimento da parte di tutti, come ha già fatto la stragrande maggioranza dei suoi membri e come farà la Spagna. Non possiamo più aspettare.

Nel maggio 1948, tre anni dopo la conferenza di San Francisco che diede vita alle Nazioni Unite, questa Organizzazione lanciò la sua prima operazione per il mantenimento della pace. La prima della storia. Sono passati 76 anni e quella prima missione di mantenimento della pace riguardava proprio la Palestina. Questo è il problema più antico che le Nazioni Unite abbiano affrontato. Quanto dobbiamo aspettare ancora per risolverlo?

Centinaia di migliaia di persone - intere famiglie, bambini - sono in questo momento prive di cibo, acqua, medicine, alloggio. Quanto devono aspettare ancora? Ci sono più di 100 ostaggi nelle mani di Hamas. Quanti giorni ancora dovranno aspettare, loro e le loro famiglie, per poter tornare a casa? Da quel terribile 7 ottobre, la violenza ha tolto la vita a 1.200 israeliani e a più di 35.000 palestinesi. Quante altre vite devono essere perse?

Il popolo palestinese deve avere un proprio Stato e tutti coloro che non l'hanno ancora fatto devono riconoscere il posto e l'esistenza di Israele. È giusto per la Palestina, è la migliore garanzia di sicurezza per Israele ed è la prima e fondamentale condizione per un futuro di pace e prosperità nella regione. Questi - pace, giustizia, speranza e futuro - sono i valori che la comunità internazionale deve sostenere e difendere. Sono anche le linee guida dell'impegno della Spagna. Queste idee, e nient'altro, le promuoviamo in Palestina. E abbiamo bisogno che vengano applicate: per la pace, per la giustizia e per pura dignità umana.

* L’autore è ministro spagnolo degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione

(traduzione di Luis E. Moriones)

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