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Regno Unito, perché Keir Starmer sembra aver già vinto le elezioni

(reuters)
Con il leader Labour avanti di oltre 20 punti nei sondaggi, la campagna elettorale in corso è l’unica chance per Rishi Sunak. Ma i primi cinque giorni di comizi sembrano affossare anche le ultime speranze del primo ministro e di un partito conservatore dilaniato
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LANCING (INGHILTERRA) - In politica tutto può accadere, e le dinamiche possono stravolgersi in pochissimi giorni, se non ore. Ma Rishi Sunak non sembra avere speranze e Keir Starmer pare essere sempre più il prossimo primo ministro e inquilino di Downing Street. A meno di sorprese clamorose prima del voto del 4 luglio e almeno a vedere questi primi giorni di campagna elettorale. In cui i conservatori sembrano arrivati a un punto di non ritorno.

Starmer ha iniziato questa campagna elettorale di oltre 20 punti avanti nei sondaggi. Un gap enorme, che ovviamente può essere limato, se non consumato, da una campagna elettorale di colpi bassi degli avversari e possibili gaffe o errori di comunicazione. Tuttavia, almeno a vederlo e interagendo con lui dal vivo, il leader Labour sembra decisamente tranquillo. Anzi, non lo si era mai visto così sciolto e sicuro di sé, mentre in precedenza qualcuno lo aveva rimproverato di avere scarso carisma, di essere noioso e poco empatico.

“Sir Sleepy” e gl…

LANCING (INGHILTERRA) - In politica tutto può accadere, e le dinamiche possono stravolgersi in pochissimi giorni, se non ore. Ma Rishi Sunak non sembra avere speranze e Keir Starmer pare essere sempre più il prossimo primo ministro e inquilino di Downing Street. A meno di sorprese clamorose prima del voto del 4 luglio e almeno a vedere questi primi giorni di campagna elettorale. In cui i conservatori sembrano arrivati a un punto di non ritorno.

Starmer ha iniziato questa campagna elettorale di oltre 20 punti avanti nei sondaggi. Un gap enorme, che ovviamente può essere limato, se non consumato, da una campagna elettorale di colpi bassi degli avversari e possibili gaffe o errori di comunicazione. Tuttavia, almeno a vederlo e interagendo con lui dal vivo, il leader Labour sembra decisamente tranquillo. Anzi, non lo si era mai visto così sciolto e sicuro di sé, mentre in precedenza qualcuno lo aveva rimproverato di avere scarso carisma, di essere noioso e poco empatico.

“Sir Sleepy” e gli errori madornali dei tory

Invece, Starmer sembra essere quasi sollevato da quella che pare una campagna elettorale molto più facile del previsto. I conservatori sembrano disperati e in una fase di auto-distruzione, come è apparso più volte negli ultimi anni. L’ultimo caso del genere è un attacco, arrivato direttamente dal cuore del partito tory, che l’altro giorno ha provato a intaccare il consenso di Starmer. Ma con pessimi risultati.

Un’“alta fonte” conservatrice, infatti, ha definito Starmer “Sir Sleepy”. “Sir” perché è l’appellativo-onorificenza che, secondo i tory, dimostrerebbe quanto il leader Labour sia disconnesso dal popolo. “Sleepy” invece rimanda a Sleepy Joe, ossia all’offesa di Donald Trump al presidente americano Biden, facendo intendere che Starmer sarebbe vecchio e inefficiente, rispetto al 44enne “energetico” e longilineo primo ministro Rishi Sunak.

Un attacco che più sguaiato non poteva essere. Starmer ha 61 anni, non 81 come Biden, sembra in grande salute e gioca abitualmente a calcetto. Mentre ieri Sunak, improvvisando alcuni dribbling con alcuni ragazzini durante un evento in Buckinghamshire, è apparso piuttosto goffo, nonostante la linea.

Il caos conservatore

Persino Sunak ha silenziosamente preso le distanze da questa folle propaganda contro Starmer, sviando le domande sulla questione. Ma c’è di peggio nel partito conservatore. La clamorosa e sorprendente decisione di Sunak di anticipare le elezioni al 4 luglio ha lasciato molti deputati e ministri esterrefatti, perché ignari di una decisione così capitale. Lo stesso è capitato con l’annuncio della naja di Sunak e di un servizio militare (o civile) obbligatorio per tutti i maggiorenni britannici, di cui persino membri del governo in carica sono stati tenuti all’oscuro. Fino a quando non l’hanno saputo dai media.

Addirittura, il sottosegretario all’Irlanda del Nord, Steve Baker, ha dichiarato come l’annuncio del servizio militare, molto delicato e controverso, sia letteralmente planato sui ministri senza che questi sapessero nulla: “E a me mi avrebbe fatto piacere saperlo, visto che lavoro in un dicastero per l’Irlanda del Nord”. Così Baker, dopo la polemica, ha annunciato che farà “campagna elettorale in Grecia”.

Poco dopo, la direzione centrale del partito, sempre tramite fonti anonime, ha iniziato ad attaccare gli stessi deputati tory “che non si starebbero impegnando a sufficienza in campagna elettorale”. Frasi che hanno aumentato ancora di più la tensione tra Sunak e molti parlamentari i quali, vista l’improvvisa chiamata al voto in un momento già complicato per i tories a livello di consensi, ora rischiano anche di perdere il loro seggio. Per far capire il livello di caos di questa elezione chiamata a sorpresa, i conservatori devono ancora selezionare 160 candidati nelle circoscrizioni dell’uninominale in 11 giorni. Ossia, come ha calcolato lo Spectator, uno ogni meno di 100 minuti.

Non solo. Giovedì scorso, il giorno dopo l’annuncio di elezioni anticipate, Sunak ha ammesso che i voli di espulsione di “migranti illegali” verso il Ruanda non partiranno prima del 4 luglio. Eppure, questi voli carichi di migranti spediti in Africa dovevano essere l’appiglio principale per provare una clamorosa rimonta sul Labour di Sir Keir Starmer, sinora poco convincente sulla lotta all’immigrazione irregolare e che ha già promesso di stralciare le espulsioni in Ruanda. Ma il leader Labour ha scampato anche questa.

Passano un paio d’ore e Sunak è in Derbyshire, per incontrare gli operai di una fabbrica, tutti con le pettorine di sicurezza catarifrangenti. La prima domanda, subito lodata da Sunak, arriva da uno di questi ed è proprio sul Ruanda. Ma oramai online non è complicato risalire alla vera identità di una persona. Subito si scopre infatti che il lavoratore “scelto a caso” per la prima domanda è nientemeno che un consigliere comunale locale dello stesso partito conservatore di Sunak, Ross Hills. Il quale però all’inizio non ha dichiarato le sue generalità. E che subito dopo la scoperta, ha chiuso il suo profilo Twitter agli estranei.

Farage ancora decisivo

La cartina tornasole, come spesso, è Nigel Farage: il re della Brexit è uno squalo politico che sa fiutare il sangue degli avversari. E difatti, in queste ore, sta attaccando Sunak e non Starmer. Oggi, prima di un comizio dal motto “Sunak non fermerà i barconi di migranti”, ha detto alla radio Lbc: “Questa elezione è già finita, finita! Non ha senso votare per Sunak, perché i conservatori non faranno opposizione. Meglio votare per Reform UK”, il “suo” partito di destra, “ed avere una vera opposizione in Parlamento alla prossima legislatura. Non fate l’errore di votare per Sunak”. Che oramai pare sempre più spacciato.

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