Servizio militare obbligatorio, parla Rishi Sunak: “Sarà il rito di passaggio di ogni 18enne”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraAMERSHAM (Inghilterra) - Il servizio`militare o civile obbligatorio “dovrà essere il rito di passaggio di ogni 18enne britannico. È una riforma audace che renderà il nostro Paese più sicuro, forte e resiliente, in un mondo sempre più instabile”. Incontriamo Rishi Sunak insieme ad altri giornalisti inglesi ad Amersham, in Buckinghamshire, durante la campagna elettorale. E lui rincara la dose sul controverso annuncio di ieri per reintrodurre la “naja”, o un servizio civile obbligatorio, qualora dovesse vincere le elezioni del prossimo 4 luglio.
Ciò nonostante una valanga di critiche contro il primo ministro, anche dal suo stesso partito e da ex militari. E nonostante il suo stesso governo solo qualche giorno fa ai Comuni avesse smentito “ogni possibile piano di servizio militare per giovani”, revocato nel Regno Unito a inizio anni Sessanta, “in quanto controproducente e disfunzionale alle forze armate”.
AMERSHAM (Inghilterra) - Il servizio`militare o civile obbligatorio “dovrà essere il rito di passaggio di ogni 18enne britannico. È una riforma audace che renderà il nostro Paese più sicuro, forte e resiliente, in un mondo sempre più instabile”. Incontriamo Rishi Sunak insieme ad altri giornalisti inglesi ad Amersham, in Buckinghamshire, durante la campagna elettorale. E lui rincara la dose sul controverso annuncio di ieri per reintrodurre la “naja”, o un servizio civile obbligatorio, qualora dovesse vincere le elezioni del prossimo 4 luglio.
Ciò nonostante una valanga di critiche contro il primo ministro, anche dal suo stesso partito e da ex militari. E nonostante il suo stesso governo solo qualche giorno fa ai Comuni avesse smentito “ogni possibile piano di servizio militare per giovani”, revocato nel Regno Unito a inizio anni Sessanta, “in quanto controproducente e disfunzionale alle forze armate”.
Primo ministro, la sua proposta sul servizio militare e civile obbligatorio ha generato un vespaio di polemiche. Ancora crede che sia la cosa giusta?
“Sì, perché trasformerà il nostro Paese. È straordinario poter dare a così tanti giovani la possibilità di acquisire abilità e un crescente senso di responsabilità. Questo renderà il Regno ancora più unito, sicuro e resiliente. Perché una società è forte quando ognuno si prende le proprie responsabilità. Questo deve essere il rito di passaggio per le nostre nuove generazioni. Keir Starmer invece (il leader del Labour, ndr) pensa solo ai diritti dei giovani ma non alle responsabilità che hanno verso il Paese. La mia visione del futuro è totalmente diversa: è un passaggio importante che ci deve rendere orgogliosi”.
Non è che questa è una decisione anche per colmare posti di lavoro?
“Il lavoro nobilita. Dopo il Covid oggi abbiamo 800mila persone che si dichiarano inabili a lavorare, quando abbiamo 900mila posti di lavoro vacanti nell’economia. Ciò è insostenibile. Siamo un Paese compassionevole ma allora stesso tempo, chi può lavorare deve farlo”.
Ma intanto il suo partito ribolle. Ci sono suoi deputati tory uscenti che ora chiedono agli elettori di votare per il partito di destra Reform, e non per lei.
“Capisco le frustrazioni, ma è molto semplice. Il primo ministro sarò io o Keir Starmer. Se si vota Reform, andrà Starmer a Downing Street. Io sono quello che ha sistemato l’economia che ora corre più di Stati Uniti, Francia, Germania e Italia. L’inflazione è tornata sotto il 3%, siamo il primo Paese in Europa ad aver presentato una legge che elimina il fumo dalle nuove generazioni. Con me ci sarà sicurezza, e anche lo schema di espulsioni di immigrati irregolari verso Ruanda ce lo stanno copiando fino a 15 paesi in Europa. Tutte riforme audaci che funzioneranno e che sono la cosa giusta per il Regno Unito”.
Il suo partito ha ufficiosamente chiamato il suo rivale Starmer “Sleepy Keir”, facendo il verso alle offese di Trump a Joe Biden. Vuole prendere le distanze?
“Non sono la persona adatta per giudicare sul sonno delle persone, visto che lavoro sempre… Quello che dico è che stiamo vivendo i tempi più incerti e pericolosi da decenni per il nostro Paese. E io sono quello che prenderà le decisioni giuste per il futuro”.
C’è chi sostiene che lei scapperà in California appena dopo il voto. È così?
“Falso. Questo Paese è la mia casa, le mie bambine vanno a scuola qui e la mia squadra di calcio, il Southampton, dove sono nato e cresciuto con i miei valori, è stata appena promossa in Premier League. Voglio continuare a servire i miei elettori e questo Paese, comunque vada”.