Processo a Trump, i giudici in camera di consiglio. De Niro attacca: “Se vince perderemo le nostre libertà”. La risposta del tycoon: “Uno scemo malridotto”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - "Una vasta cospirazione per ingannare gli elettori americani". Così il procuratore di Manhattan Joshua Steinglass ha definito il complotto ordito da Donald Trump per pagare la porno star Stormy Daniels, affinché tacesse sulla loro relazione prima del voto del 2016.
L’avvocato difensore Todd Blanche ha risposto che "non c’è uno straccio di prova del reato"; il grande accusatore Michael Cohen è "il più grande bugiardo della storia"; i soldi servivano davvero a compensarlo per i suoi servizi legali, e quindi "la giuria dovrebbe rapidamente raggiungere un facile verdetto di non colpevolezza".
Si è concluso in questo modo, con queste arringhe finali, il dibattimento durato più di 10 ore del primo processo penale tenuto contro un ex presidente degli Stati Uniti. I giudici sono riuniti in camera di Consiglio per decidere una sentenza che va assai oltre il suo valore giuridico, e in un modo o nell’altro potrebbe determinare il futuro della democrazia americana.
Mentre gli avvoca…
New York - "Una vasta cospirazione per ingannare gli elettori americani". Così il procuratore di Manhattan Joshua Steinglass ha definito il complotto ordito da Donald Trump per pagare la porno star Stormy Daniels, affinché tacesse sulla loro relazione prima del voto del 2016.
L’avvocato difensore Todd Blanche ha risposto che "non c’è uno straccio di prova del reato"; il grande accusatore Michael Cohen è "il più grande bugiardo della storia"; i soldi servivano davvero a compensarlo per i suoi servizi legali, e quindi "la giuria dovrebbe rapidamente raggiungere un facile verdetto di non colpevolezza".
Si è concluso in questo modo, con queste arringhe finali, il dibattimento durato più di 10 ore del primo processo penale tenuto contro un ex presidente degli Stati Uniti. I giudici sono riuniti in camera di Consiglio per decidere una sentenza che va assai oltre il suo valore giuridico, e in un modo o nell’altro potrebbe determinare il futuro della democrazia americana.
Mentre gli avvocati tenevano le arringhe conclusive, fuori dal tribunale di Manhattan la campagna presidenziale di Biden ha tenuto una conferenza stampa con Robert De Niro. Non per discutere il caso, ma per approfittare dell’attenzione mediatica allo scopo di affondare colpi politici: "Se Trump verrà rieletto - ha detto l’attore - potete scordavi le libertà di cui godiamo oggi, perché le perderemo. Non voglio darvi l’impressione che voglio terrorizzarvi. Anzi sì, voglio terrorizzarvi, perché è questo il pericolo che corriamo". A distanza di poche ore il tycoon ha risposto, definendo l’attore "uno scemo malridotto".
La difesa è stata la prima a prendere la parola ieri mattina, per mettere insieme il contenuto delle testimonianze e usarlo allo scopo di smontare le 34 accuse contro Trump di aver truccato i conti della propria azienda, per nascondere i soldi dati a Cohen come rimborso del pagamento di 130.000 dollari a Stormy Daniels, affinché tacesse sulla loro relazione extraconiugale, avuta mentre la moglie Melania aspettava il figlio Barron.
Il reato di imbrogliare sui bilanci non è sufficiente per una seria condanna penale, e quindi è stato associato a quello di interferire con le elezioni, perché impedire agli elettori americani di conoscere questa vicenda serviva a privarli di informazioni utili per farsi un’idea del candidato e quindi votarlo o meno.
Trump non ha mai ammesso la relazione, lasciando intendere che i soldi dati alla porno star servivano a proteggere la sua famiglia dallo scandalo. Blanche ha accusato Cohen di aver mentito sull’intera operazione, per vendetta, aggiungendo che nessun reato è stato provato, perché Donald lo aveva pagato in qualità di suo avvocato e compensarlo del lavoro legale compiuto.
Steinglass ha risposto che si è trattato invece di un vasto complotto, per influenzare le elezioni nascondendo agli americani notizie compromettenti: "Forse è stato il vero elemento che ha consentito a Trump di vincere nel 2016". Il fatto che i conti della sua compagnia sono stati truccati è provato dai documenti contabili, e Donald sapeva di imbrogliare, anzi lo aveva ordinato. Quando era stato pubblicato l’audio della trasmissione "Access Hollywood", in cui l’ex presidente si vantava di poter abusare delle donne a piacimento, la sua campagna elettorale era precipitata nella disperazione, come ha confermato l’ex direttrice delle comunicazioni Hope Hicks. Quindi è scattato il piano per comprare il silenzio di Stormy Daniels, che minacciava di rendere pubblica la relazione, e anche quello della ex coniglietta di Playboy Karen McDougal.
Trump aveva incaricato Cohen di fare il pagamento da 130.000 dollari, e l’accordo con la porno star era stato raggiunto appena 12 giorni prima del voto. Poi aveva rimborsato il suo avvocato dopo le elezioni, una volta entrato alla Casa Bianca.
Stamattina il giudice Merchan darà le istruzioni ai 12 giurati, che poi si chiuderanno in camera di consiglio per decidere la sentenza. Dalla loro scelta potrà dipendere non solo il destino di Trump, ma la tenuta della democrazia americana.