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Patto franco-tedesco contro le destre: von der Leyen perde l’appoggio di Scholz

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Contro le aperture della presidente della Commissione a FdI dal vertice con Macron esce l’impegno a blindare l’attuale maggioranza nella Ue
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BERLINO - Olaf Scholz minaccia di mollare Ursula von der Leyen. Finora il cancelliere socialdemocratico si era volutamente astenuto dal fare una campagna elettorale contro la candidata di punta della rivale Cdu e del Ppe alle Europee - è pur sempre una tedesca che corre per la riconferma alla presidenza della Commissione europea. Soprattutto: il perno della coalizione che reggerà il prossimo governo a Bruxelles sarà quasi sicuramente, di nuovo, una grande coalizione tra i Popolari e i Socialisti, allargata ai Liberali. E il gruppo più robusto sarà prevedibilmente il Ppe che può sperare, appunto, nella riconferma della sua candidata. Ma, nei desiderata della Spd e di Scholz, la nuova maggioranza che la sosterrà non dovrà essere assolutamente ampliata a destra, e tantomeno a Giorgia Meloni. Piuttosto, i socialdemocratici tedeschi vogliono arricchirla con i Verdi.

La campagna elettorale si sta inasprendo, anche dopo il cant…

BERLINO - Olaf Scholz minaccia di mollare Ursula von der Leyen. Finora il cancelliere socialdemocratico si era volutamente astenuto dal fare una campagna elettorale contro la candidata di punta della rivale Cdu e del Ppe alle Europee - è pur sempre una tedesca che corre per la riconferma alla presidenza della Commissione europea. Soprattutto: il perno della coalizione che reggerà il prossimo governo a Bruxelles sarà quasi sicuramente, di nuovo, una grande coalizione tra i Popolari e i Socialisti, allargata ai Liberali. E il gruppo più robusto sarà prevedibilmente il Ppe che può sperare, appunto, nella riconferma della sua candidata. Ma, nei desiderata della Spd e di Scholz, la nuova maggioranza che la sosterrà non dovrà essere assolutamente ampliata a destra, e tantomeno a Giorgia Meloni. Piuttosto, i socialdemocratici tedeschi vogliono arricchirla con i Verdi.

La campagna elettorale si sta inasprendo, anche dopo il cantiere a destra aperto dalla cacciata dall’Afd dagli Identitari e l’apertura di Marine Le Pen a Giorgia Meloni. E alla luce delle ambivalenze della premier italiana, che flirta platealmente con tutti, e delle smaccate aperture di von der Leyen alle destre europee e in particolare alla capa di Fratelli d’Italia, Scholz sta cominciando a tirare una vistosa linea rossa. E lo sta facendo in perfetta sintonia con il presidente francese e leader dei Liberali, Emmanuel Macron, secondo una autorevole fonte della Spd. Tanto che le prime indiscrezioni che stanno emergendo a Berlino su malumori crescenti e un deciso altolà del cancelliere in direzione di von der Leyen arrivano - non a caso - durante una celebratissima visita di Stato di tre giorni di Macron in Germania.

Finora Scholz aveva evitato di entrare nel merito del risiko delle prossime maggioranze che reggeranno Commissione e Parlamento europei, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’insistenza di von der Leyen nel proporre una coabitazione con pezzi dei Conservatori e Meloni. Anche ieri la capa dell’esecutivo brussellese ha avuto parole di elogio per la leader di Fratelli d’Italia: «Ha consolidato la propria posizione tra i capi di Stato e di governo».

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Insieme a Macron, leader dei Liberali, Scholz ha tracciato dunque una linea Maginot a partire da un articolo per il Financial Times scritto ieri a quattro mani con il capo dell’Eliseo che è dichiaratamente un manifesto comune per la futura Europa. Nel commento, i due leader di Germania e Francia chiedono un rafforzamento della sovranità europea, ulteriori integrazioni e convergenze e puntano moltissimo sul Green deal, che per i sovranisti, ma anche per un pezzo del Ppe, è diventato dichiaratamente un dito nell’occhio. Ieri sera, alla conferenza stampa congiunta a Schloss Meseberg, Scholz ha ricordato che Germania e Francia «trovano sempre un accordo». Nonostante, insomma, le vistosissime differenze del momento.


Non si sa se la linea Maginot di Scholz e Macron reggerà, alla luce della porosità a destra dei Popolari. Ma l’eventuale “nein” di Scholz rischia seriamente di porre fine alle ambizioni di von der Leyen. Come spiega Nils Schmid, responsabile Esteri della Spd, «i sociademocratici non vogliono che Fratelli d’Italia conquisti peso nella prossima Commissione, nel Parlamento e nel Consiglio europeo». Un conto, spiega Schmid, «sono i rapporti cordiali che il cancelliere Scholz ha con la premier Meloni nel Consiglio europeo, come con altri capi di governo. Un conto sono le logiche di partito e le combinazioni che dovranno imprimere una traiettoria all’Europa nella prossima legislatura». E lì Scholz sta segnalando che non vuole dare spazio a Meloni né ad altri esponenti dei Conservatori: «Il cancelliere punta a una maggioranza centrista, costituita da forze pro europee». Ed è convinto che si possa ottenere.

Il calcolo di Scholz è anzitutto che stavolta nelle fila dei socialisti ci saranno meno franchi tiratori. Non è un dettaglio. Cinque anni fa von der Leyen aveva messo insieme una maggioranza talmente variegata, che spaziava dai socialisti ai populisti ai 5Stelle, da essere stata ribattezzata “maggioranza Ursula”. Una scelta dovuta, dinanzi al rischio colossale di essere bocciata dal voto segreto. La differenza, però, è che allora l’ex ministra tedesca era stata tirata fuori dal cilindro da Macron e Merkel, dopo che lo spitzenkandidat del Ppe era stato Manfred Weber. Stavolta von der Leyen non cala dall’alto, non è un marziano catapultato sulla poltrona più alta di Bruxelles dall’asse franco-tedesco a discapito della scelta degli elettori, ma corre ufficialmente per una ricandidatura e si è “sporcata le mani” in campagna elettorale. E secondo Nils Schmid «questo le potrebbe garantire molte meno defezioni», anzitutto tra i Socialisti. Una dote non da poco.

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