✕

Xi Jinping corteggia i leader arabi e punta a nuovi affari: “Posizione comune sulla Palestina”

Il presidente cinese apre il forum Cina-Stati arabi, rilancia la soluzione dei due stati e nuovi accordi di cooperazione sull’energia e la sicurezza
3 minuti di lettura

PECHINO - Lavorare insieme “per fare delle nostre relazioni un modello per mantenere la pace e la stabilità nel mondo”. Apre così Xi Jinping il suo discorso al decimo Forum ministeriale sulla cooperazione Cina-Stati arabi, iniziato oggi a Pechino: ampio parterre di invitati - delegazioni di 22 Stati - ma soprattutto i leader di Egitto, Emirati Arabi Uniti (due Paesi entrati quest’anno a far parte dei Brics con la benedizione cinese), Bahrein e Tunisia. Xi corteggia i suoi ospiti con diversi obiettivi in testa: espandere i legami commerciali ed economici, quelli strategici, ed espandere pure il soft power per una maggiore influenza della Cina in una parte di mondo sempre più cruciale per Pechino. Lo fa, anche, ribadendo la storica posizione cinese sul conflitto in corso in Medio Oriente, per “parlare con una sola voce assieme agli Stati arabi sulla questione palestinese”, come già aveva annunciato alla vigilia di questo forum il viceministro degli Esteri Deng Li.

La questione Gaza occ…

PECHINO - Lavorare insieme “per fare delle nostre relazioni un modello per mantenere la pace e la stabilità nel mondo”. Apre così Xi Jinping il suo discorso al decimo Forum ministeriale sulla cooperazione Cina-Stati arabi, iniziato oggi a Pechino: ampio parterre di invitati - delegazioni di 22 Stati - ma soprattutto i leader di Egitto, Emirati Arabi Uniti (due Paesi entrati quest’anno a far parte dei Brics con la benedizione cinese), Bahrein e Tunisia. Xi corteggia i suoi ospiti con diversi obiettivi in testa: espandere i legami commerciali ed economici, quelli strategici, ed espandere pure il soft power per una maggiore influenza della Cina in una parte di mondo sempre più cruciale per Pechino. Lo fa, anche, ribadendo la storica posizione cinese sul conflitto in corso in Medio Oriente, per “parlare con una sola voce assieme agli Stati arabi sulla questione palestinese”, come già aveva annunciato alla vigilia di questo forum il viceministro degli Esteri Deng Li.

La questione Gaza occupa soltanto la parte finale del discorso del leader cinese ma è utile a creare terreno comune con i suoi ospiti. "Pechino vede nell'attuale conflitto un'occasione d'oro per criticare i doppi standard dell'Occidente sulla scena internazionale e per chiedere un ordine mondiale alternativo", dice alla France Presse Camille Lons, dello European Council on Foreign Relations.

Da sempre sostenitrice della causa palestinese (primo Stato non arabo a stringere relazioni con la Palestina nel 1965, riconoscendola ufficialmente come Stato nel 1988), la Cina tramite il suo leader ha ribadito ancora una volta che “la guerra non dovrebbe continuare all'infinito. La giustizia non dovrebbe essere assente per sempre. L'impegno a favore della soluzione dei due Stati non dovrebbe essere abbandonato a proprio piacimento. La Cina sostiene fermamente l'istituzione di uno Stato palestinese indipendente che goda di piena sovranità sulla base dei confini del 1967 e con Gerusalemme Est come capitale. Appoggia la piena adesione della Palestina alle Nazioni Unite e sostiene una conferenza di pace internazionale più ampia, autorevole ed efficace”.

Xi promette altri aiuti: oltre ai 100 milioni di yuan di assistenza umanitaria d’emergenza già stanziati, "la Cina fornirà altri 500 milioni di yuan per contribuire ad alleviare la crisi umanitaria a Gaza e sostenere la ricostruzione postbellica”.

Pechino ha ben capito il sostegno degli Stati arabi alla Palestina in questo conflitto e prova a capitalizzare, per non vedersi disfare la tela, soprattutto economica, che sapientemente ha tessuto negli ultimi anni. L'allineamento con gli Stati arabi sulla questione sta aiutando Pechino anche ad estendere la sua influenza politica e a conquistare nuovi partner nella competizione globale con gli Stati Uniti, sostengono alcuni analisti.

Causa palestinese comune e aiuti a Gaza, ma soprattutto molto commercio: a Pechino piace fare business, e le priorità della Cina nella regione sono principalmente economiche. Sa che sono ancora altri i partner di sicurezza chiave di molti Stati dell’area, ma prova a presentarsi come un partner politico più credibile per la regione, che non interferisce negli affari interni dei suoi interlocutori. Il leader cinese ha promesso di rafforzare la cooperazione in settori chiave come il petrolio, il gas, le nuove energie, le infrastrutture, l'intelligenza artificiale, la tecnologia verde, la finanza, l’esplorazione spaziale.

Xi ha in programma bilaterali con i quattro capi di Stato arrivati a Pechino. Ha visto mercoledì il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi: i due leader hanno firmato una serie di accordi di cooperazione in settori quali le infrastrutture, la tecnologia e l'importazione di prodotti alimentari, con l'obiettivo di rafforzare i legami tra i loro Paesi. Oggi ha incontrato il leader degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed (Paese che ha ottenuto circa 12 miliardi di dollari in investimenti diretti cinesi finora). E nei prossimi giorni toccherà al re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa e al presidente tunisino Kais Saied (la Cina è il quarto partner commerciale della Tunisia dopo Germania, Italia e Francia).

Il Forum esiste da 20 anni, si tiene a cadenza biennale, a dimostrazione dello storico interesse della Cina per quest’area: economico (leggi petrolio), diplomatico-strategico (investimenti all’interno della Via della Seta, espansione di meccanismi multilaterali come i Brics, appunto, e la Sco). “Il commercio bilaterale ha registrato un'ascesa vertiginosa, passando da 36,7 miliardi di dollari nel 2004 a ben 398 miliardi di dollari nel 2023. Questa crescita impressionante ha cementato la posizione della Cina come primo partner commerciale indiscusso del mondo arabo per molti anni. La Cina ha firmato accordi di cooperazione all’interno della Via della Seta con tutti i 22 Paesi arabi. Questo quadro ha prodotto oltre 200 progetti su larga scala, a beneficio di quasi 2 miliardi di persone”, scrive in un editoriale l’agenzia di stampa statale Xinhua.

La ripresa dei rapporti diplomatici tra Arabia Saudita e Iran, a marzo dello scorso anno, sotto la regia di Pechino, è il risultato più importante della diplomazia cinese nella regione. E ad aprile di quest’anno ha ospitato i primi colloqui in territorio cinese tra Hamas e Fatah. Anche se negli ultimi anni Pechino ha cercato di stringere legami in tutto il Medio Oriente, secondo gli osservatori la sua influenza nella regione come possibile mediatore rimane limitata. Ma la minaccia di un conflitto più ampio in una regione in cui Pechino cerca di porsi come attore più influente - specialmente in campo economico - e da cui proviene una parte crescente delle sue importazioni di energia, è certamente motivo di preoccupazione.

Leggi i commenti