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L’allarme della Nato: l’Europa ha solo il 5% delle difese antiaeree necessarie in caso di guerra con la Russia

Lo rivelano fonti dell’Alleanza al Financial Times. Progetti in discussione per rimediare a questa grave vulnerabilità
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LONDRA – La Nato ha soltanto il 5 per cento delle difese antiaeree necessarie a difendere il fronte orientale in Europa in una possibile guerra con la Russia. Lo rivela il Financial Times citando fonti anonime dell’Alleanza Atlantica, in un momento di allarmante escalation delle tensioni fra Occidente e Mosca.

Il conflitto in Ucraina ha sottolineato l’importanza delle difese antiaeree. In particolare, negli ultimi mesi Kiev implora l’Occidente di inviare all’Ucraina più sistemi difensivi per proteggere le sue città e le sue infrastrutture dal crescente attacco di missili e bombardieri russi, che sta favorendo l’offensiva delle forze di Vladimir Putin. Al tempo stesso, la recente svolta occidentale più favorevole a permettere a Kiev l’uso di armi fornite dalla Nato per colpire obiettivi all’interno del territorio russo, anziché soltanto nelle zone ucraine occupate dalle forze di Mosca, ha aumentato le minacce del Cremlino su un possibile confronto militare diretto con l’Alleanza A…

LONDRA – La Nato ha soltanto il 5 per cento delle difese antiaeree necessarie a difendere il fronte orientale in Europa in una possibile guerra con la Russia. Lo rivela il Financial Times citando fonti anonime dell’Alleanza Atlantica, in un momento di allarmante escalation delle tensioni fra Occidente e Mosca.

Il conflitto in Ucraina ha sottolineato l’importanza delle difese antiaeree. In particolare, negli ultimi mesi Kiev implora l’Occidente di inviare all’Ucraina più sistemi difensivi per proteggere le sue città e le sue infrastrutture dal crescente attacco di missili e bombardieri russi, che sta favorendo l’offensiva delle forze di Vladimir Putin. Al tempo stesso, la recente svolta occidentale più favorevole a permettere a Kiev l’uso di armi fornite dalla Nato per colpire obiettivi all’interno del territorio russo, anziché soltanto nelle zone ucraine occupate dalle forze di Mosca, ha aumentato le minacce del Cremlino su un possibile confronto militare diretto con l’Alleanza Atlantica.

Ma secondo fonti Nato a conoscenza dei piani di difesa formulati lo scorso anno, l’Alleanza Atlantica dispone di meno del 5 per cento della capacità antiaerea giudicata necessaria a proteggere i Paesi membri, nel caso di un massiccio attacco russo contro l’Europa orientale e centrale. “La capacità di difenderci da attacchi missilistici e aerei era una parte fondamentale del piano per proteggere l’Europa da un’invasione russa”, afferma un alto diplomatico della Nato al quotidiano della City. “E al momento non abbiamo quella capacità”.

L’articolo cita anche un rapporto militare dello scorso anno del governo britannico secondo cui “il problema di proteggerci da attacchi dal cielo è il più acuto degli ultimi 30 anni”. Un altro diplomatico della Nato conferma: “Le difese antiaeree sono uno dei più grossi buchi che abbiamo, è impossibile negarlo”. L’incapacità della Nato di fornire armi antiaeree all’Ucraina dall’inizio dell’anno ha messo in luce le limitate riserve di sistemi difensivi di questo tipo nei Paesi dell’Alleanza Atlantica.

I progetti in campo

Varie iniziative sono in discussione nelle capitali europee su come risolvere la questione. La Germania ha lanciato un progetto con una dozzina di altri Paesi per sviluppare un nuovo sistema di difesa antiaerea usando tecnologie americane e israeliane. La Francia ha allo studio un piano alternativo in collaborazione con un mino numero di alleati. La settimana scorsa i primi ministri di Polonia e Grecia, Donald Tusk e Kyriakos Mitsotakis, hanno scritto una lettera alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, descrivendo le difese antiaeree europee come “una grave vulnerabilità nella sicurezza del continente” e ammonendo: “La guerra in Ucraina ci ha insegnato una lezione che non possiamo ignorare”. Commentando le rivelazioni del quotidiano britannico, tuttavia, un portavoce della Nato dichiara che i Paesi dell’Alleanza stanno investendo in nuove capacità difensive ed esprime fiducia che “la deterrenza contro la Russia rimane forte”.

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