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La Cina diserta la conferenza sulla pace in Svizzera: “Manca la Russia, non ci sono le condizioni”

(reuters)
Pechino punta a organizzare un proprio summit con la partecipazione di Mosca e Kiev
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PECHINO - Un piccolo spiraglio pareva esserci ad aprile, quando venne in visita qui a Pechino il cancelliere tedesco Olaf Scholz, con la Cina che avrebbe potuto fare le veci di Mosca in Svizzera per poi arrivare ad un secondo summit con i russi presenti. La posizione ufficiale cinese è sempre stata chiara su questo punto però: “Una conferenza di pace internazionale deve vedere la partecipazione paritaria di tutte le parti, discutendo tutte le varie proposte”. Se si vuole provare a fare la pace Mosca e Kiev devono sedersi allo stesso tavolo sostiene Pechino. Ora che ci avviciniamo al meeting svizzero del 15-16 giugno arriva la conferma, secondo Reuters, che nessuna delegazione cinese sarà presente alla conferenza sull’Ucraina.

Lo riferiscono all’agenzia quattro fonti informate delle discussioni. Le condizioni non ci sono visto che Mosca non è stata invitata. “La Cina ha informato attraverso canali diplomatici questa settimana che le condizioni che non sono state soddisfatte includono …

PECHINO - Un piccolo spiraglio pareva esserci ad aprile, quando venne in visita qui a Pechino il cancelliere tedesco Olaf Scholz, con la Cina che avrebbe potuto fare le veci di Mosca in Svizzera per poi arrivare ad un secondo summit con i russi presenti. La posizione ufficiale cinese è sempre stata chiara su questo punto però: “Una conferenza di pace internazionale deve vedere la partecipazione paritaria di tutte le parti, discutendo tutte le varie proposte”. Se si vuole provare a fare la pace Mosca e Kiev devono sedersi allo stesso tavolo sostiene Pechino. Ora che ci avviciniamo al meeting svizzero del 15-16 giugno arriva la conferma, secondo Reuters, che nessuna delegazione cinese sarà presente alla conferenza sull’Ucraina.

Lo riferiscono all’agenzia quattro fonti informate delle discussioni. Le condizioni non ci sono visto che Mosca non è stata invitata. “La Cina ha informato attraverso canali diplomatici questa settimana che le condizioni che non sono state soddisfatte includono il riconoscimento della conferenza sia da parte della Russia che dell'Ucraina, la partecipazione paritaria di tutte le parti e una discussione equa di tutte le proposte”, scrive l’agenzia citando una delle fonti.

“La Cina ha sempre insistito sul fatto che la conferenza internazionale di pace dovesse avere il riconoscimento sia della Russia che dell’Ucraina. Queste nostre richieste sono giuste e imparziali e non sono dirette contro nessuna parte”, per Pechino è “difficile partecipare” allo stato attuale delle cose, afferma la portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning. “C'è una chiara discrepanza tra gli accordi per la conferenza da un lato, e le richieste della Cina e le aspettative generali della comunità internazionale dall'altro, che rende difficile la partecipazione della Cina”, dice. Anche se aggiunge: “La Cina attribuisce grande importanza al fatto che la Svizzera ospiti il vertice. Dall’inizio dell’anno abbiamo lavorato con la Svizzera e con tutte le parti coinvolte”.

A gennaio l'Ucraina ha invitato il presidente cinese Xi Jinping a partecipare al vertice svizzero. Invito ripetuto nei giorni scorsi dal presidente Zelensky, esteso anche al leader statunitense Joe Biden.

“Il presidente Xi e io siamo d’accordo: Cina e Germania vogliono coordinarsi in modo intenso e positivo per promuovere l’organizzazione di una conferenza di alto livello in Svizzera e future conferenze internazionali sulla pace”, scriveva due mesi fa su X (l’ex Twitter) il cancelliere tedesco Scholz dopo l’incontro col segretario generale comunista cinese. Eccolo lo spiraglio: parole che sembravano confermare “che la Cina potrebbe fare le veci di Mosca in Svizzera e che il vertice di Burgenstock non sarà che un volano verso un secondo summit che veda la presenza russa”, come Repubblica scriveva ad aprile.

Durante la visita del presidente russo Vladimir Putin a Pechino agli inizi di maggio, Xi ha però ribadito la linea cinese: “supporto alla convocazione di una conferenza di pace internazionale riconosciuta da Russia e Ucraina al momento opportuno con pari partecipazione e discussione equa di tutte le opzioni. Soltanto con il coinvolgimento di tutte le parti si può spingere su una rapida soluzione politica della questione ucraina, e la Cina è pronta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo in questo senso”.

“Senza la Russia, discutere di questioni di sicurezza che ci riguardano è assolutamente inutile”, affermava il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov riferendosi alla conferenza prevista in Svizzera proprio mentre Putin era a Pechino. “Un approccio equilibrato da parte dei cinesi può dare dignità a qualsiasi conferenza, dal nostro punto di vista, ma non aumenterà l'efficacia di questo particolare evento”.

Su un possibile coinvolgimento cinese per una futura conferenza è tornato ieri anche il ministro degli Esteri russo Lavrov, secondo il quale la Cina potrebbe organizzare una conferenza di pace con la presenza di Russia e Ucraina, ha affermato in un’intervista all’agenzia russa Ria. "Condividiamo la posizione della Cina secondo cui è necessario affrontare in primo luogo le cause profonde del conflitto e tutelare gli interessi legali di tutte le parti”.

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