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Russia, a fuoco la dacia segreta di Putin negli Altaj, che fu il suo bunker nella pandemia. Si indaga sulle cause

Fonte: Canale Telegram "Sirena" 
Diffuse su Telegram le immagini di un incendio in una delle residenze non ufficiali del presidente russo. No comment dal Ministero delle Emergenze
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MOSCA - In una delle residenze non ufficiali di Vladimir Putin si è verificato un incendio. Le immagini della cosiddetta "dacia di Putin negli Altaj" sono state pubblicate dagli attivisti Amyr Aitashev e Aruna Arna.

Tra le fiamme che avvolgono interamente l'edificio si distinguono le sporgenze del tetto a pagoda. Anche altri elementi del filmato coincidono con le foto della residenza scattate in passato: il colore grigio della facciata, la disposizione degli edifici, gli spazi verdi e i rilievi montuosi alle spalle.

Gli autori del canale Telegram indipendente Sirena assicurano che le immagini non portano tracce di manomissione. L’incidente sarebbe avvenuto il 30 maggio, ma il Ministero delle Emergenze non ha ancora commentato.

Fonte: Canale Telegram "Sirena" 

Dell'esistenza di una dacia non ufficiale di Putin sugli Altaj si era già parlato nel 2011: all’epoca alcuni giornalisti, nell'am…

MOSCA - In una delle residenze non ufficiali di Vladimir Putin si è verificato un incendio. Le immagini della cosiddetta "dacia di Putin negli Altaj" sono state pubblicate dagli attivisti Amyr Aitashev e Aruna Arna.

Tra le fiamme che avvolgono interamente l'edificio si distinguono le sporgenze del tetto a pagoda. Anche altri elementi del filmato coincidono con le foto della residenza scattate in passato: il colore grigio della facciata, la disposizione degli edifici, gli spazi verdi e i rilievi montuosi alle spalle.

Gli autori del canale Telegram indipendente Sirena assicurano che le immagini non portano tracce di manomissione. L’incidente sarebbe avvenuto il 30 maggio, ma il Ministero delle Emergenze non ha ancora commentato.

Fonte: Canale Telegram "Sirena" 

Dell'esistenza di una dacia non ufficiale di Putin sugli Altaj si era già parlato nel 2011: all’epoca alcuni giornalisti, nell'ambito di un'indagine congiunta con Novaja Gazeta, tentarono di entrarvi. Nell’allontanare i reporter, il personale di sicurezza spiegò che la struttura era sottoposta a “vigilanza speciale” e destinata agli alti funzionari del Paese.

La versione coincide con quella fornita dalla holding statale Gazprom, proprietaria della struttura alberghiera Altajskoe podvore: il complesso di edifici è impiegato per “incontri con partner commerciali, per eventi aziendali e per l’accoglienza di ospiti stranieri”. Tuttavia, gli esponenti dell’opposizione locale hanno più volte segnalato la presenza non ufficiale di Putin nel “sanatorij”.

Nel periodo della pandemia di Covid, i residenti locali hanno dichiarato di aver visto l’elicottero del presidente volare ripetutamente sull’area intorno alla struttura. Nel 2022 The Daily Beast ha riferito anche della presenza sotto l’edificio di un enorme bunker, destinato al capo di Stato e al suo entourage.

La dacia si trova alla confluenza dei fiumi Ursul e Katun. In inverno c'è poca neve e già da marzo le temperature non scendono sotto lo zero. La struttura comprende un'apposita azienda agricola, con aree boschive recintate e un allevamento di cervi, al cui sangue viene attribuito un effetto curativo. Il sangue viene estratto attraverso il taglio delle corna ancora non ossificate che in primavera crescono molto rapidamente, anche di alcuni centimetri al giorno.

Nel 2022, in un articolo sulle condizioni di salute del presidente russo, il media Project ha scritto proprio della pratica dei bagni nel sangue di cervo, alla quale Putin sarebbe stato iniziato dall’amico Sergej Shoigu, l’ex ministro della Difesa.

Il terreno per la costruzione della struttura è stato acquisito da Gazpromneft da un ex allevamento. Per lavori, secondo i dati raccolti da Novaja Gazeta all’epoca del reportage, nel periodo 2009-2010 è stato speso circa un miliardo e mezzo di rubli di fondi della holding di Stato.

La costruzione della strada asfaltata è stata invece finanziata con denaro del bilancio federale, che è stato messo a disposizione, secondo il governo regionale, "per favorire l’accessibilità per i turisti a nuovi siti ricreativi sulle rive del Katun”.

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