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America, sui social esplode il movimento “No tip”: TikToker in rivolta contro la mancia obbligatoria

Con un video di 5 secondi Robert Calver ha lanciato un messaggio rivoluzionario: “Se ordino stando in piedi, nessuna mancia” ed è arrivato a un milione e 600mila interazioni
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NEW YORK – Un utente su TikTok ha postato un video di cinque secondi che potrebbe cambiare uno dei fondamenti della storia commerciale americana: la mancia da lasciare al momento del conto. Robert Calver era un tipo semi sconosciuto di Grand Rapids, Michigan, fino a quando una settimana fa non ha deciso di andare dritto al sodo e lanciare un messaggio rivoluzionario su una delle piattaforme social più popolari d'America: TikTok. Calver, capelli raccolti, pizzo e baffi, si è ripreso mentre era seduto in un fastfood, davanti a un vassoio con burger al formaggio cheddar, patate fritte e due piccoli contenitori con salsa, accompagnati da una soda nel classico bicchiere con cannuccia. Sul video ha stampato la scritta: “Nuova regola: se ordino stando in piedi, nessuna mancia”. Sottofondo, un brano hiphop. E ha lanciato il tutto sul social.

In poco tempo è passato dalle solite mille o duemila interazioni a più di un milione e 600 mila, con migliaia di persone che gli hanno scritto per dirgl…

NEW YORK – Un utente su TikTok ha postato un video di cinque secondi che potrebbe cambiare uno dei fondamenti della storia commerciale americana: la mancia da lasciare al momento del conto. Robert Calver era un tipo semi sconosciuto di Grand Rapids, Michigan, fino a quando una settimana fa non ha deciso di andare dritto al sodo e lanciare un messaggio rivoluzionario su una delle piattaforme social più popolari d'America: TikTok. Calver, capelli raccolti, pizzo e baffi, si è ripreso mentre era seduto in un fastfood, davanti a un vassoio con burger al formaggio cheddar, patate fritte e due piccoli contenitori con salsa, accompagnati da una soda nel classico bicchiere con cannuccia. Sul video ha stampato la scritta: “Nuova regola: se ordino stando in piedi, nessuna mancia”. Sottofondo, un brano hiphop. E ha lanciato il tutto sul social.

In poco tempo è passato dalle solite mille o duemila interazioni a più di un milione e 600 mila, con migliaia di persone che gli hanno scritto per dirgli grazie. Molti utenti hanno raccontato la loro esperienza personale: la “tip” chiesta anche per l’acquisto di un cornetto, anche dopo aver fatto la fila alla cassa per prendere una bottiglia di succo colorato. “Questa storia della mancia sta andando fuori controllo”, ha commentato Calver, che adesso conta su più di 270 mila follower e quasi dieci milioni di “like”sui suoi contenuti. Ha capito che il tema è caldo.

Dopo quello postato una settimana fa che ha dato il via al dibattito, il TikToker ha postato un altro video in cui intinge una patatina nel ketchup e indica un’altra “nuova regola": “Se devo pagare prima di avere il cibo, non lascio mance”. Anche in questo caso, un boom di contatti con più di 177 mila in poche ore. Calver non ha indicato i fast food dove è andato a mangiare, ma non ne aveva bisogno: il suo è un messaggio rivolto a tutta l’America, dove la ‘tip’ sta andando fuori controllo.

Ne avevano già parlato Mr Pink e Eddie nel dialogo iniziale del film “Le iene”, di Quentin Tarantino. “Non credi nelle mance?”, aveva chiesto Eddie, interpretato da Chris Penn. E Mr Pink-Steve Buscemi, dopo un paio di botta e risposte, aveva risposto: “No, perché la società mi dice di farlo. Cioè, la mancia la lascio se proprio la meritano. Se proprio si impegnano al massimo, lascio un piccolo extra. Ma lasciarla così solo perché si deve è una stro…. Voglio dire, non fanno nient’altro che il loro lavoro”. Il film è del ’92, molti registi si sono ispirati a Tarantino, ma nessuno che abbia riflettuto seriamente su quello che diceva Mr Pink.

Trent’anni dopo la situazione è esplosa: gli americani cominciano a essere stufi di dover lasciare il 20-30 per cento di mancia in automatico. Con i pagamenti elettronici, vengono chiesti con gli iPad le ‘tip’, le cui percentuali appaiono in automatico sullo schermo. Molti clienti accettano, altri lo fanno a malincuore, poi ci sono quelli che digitano imbarazzati qualcosa di incomprensibile, giusto per prendere tempo e far vedere che stanno dando qualcosa, quando in realtà finiscono per pigiare il comando ‘no tip’.

A New York una cena in pizzeria per due - pizza, birra e caffè - comprese le tasse costa sugli 85 dollari, a cui va aggiunta la mancia, che spesso varia dal 18 al 25 per cento e porta il conto anche a più di cento dollari. Oppure per una frugale cena in un ristorante messicano per quattro dal costo di 170 dollari, il totale lieviterà facilmente a oltre 200, perché bisogna contare il venti per cento di mancia, pari a 34 dollari. Trentaquattro dollari equivale a circa trentuno euro. In Italia una mancia di questo tipo non è comune, a New York lo è. Ma vale anche, in proporzione, se si acquista un gelato, una brioche, il pane, i massaggi cinesi e i profumi. Tip ovunque.

L’insofferenza degli americani - oltre a quella dei turisti, specie europei, soprattutto italiani, francesi e tedeschi - sta dilagando. Secondo un sondaggio realizzato da Talker Research, il 26 per cento dei circa 2 mila americani intervistati ha ammesso di lasciare la manca più di quanto in realtà vorrebbe. Secondo il Pew Research Center solo il sette per cento lo fa là dove non c’è il servizio al tavolo, tipo fast food o consegne a domicilio. I social sono diventati il megafono di questo malcontento. Un imprenditore di 23 anni, Christian Bonnier, aveva confessato su TikTok la sua indignazione per essere stato costretto a lasciare una mancia in un bar a Brickell, alla periferia di Miami. “La donna - ha raccontato - mi ha mostrato lo schermo del pad e invece di farmi cliccare sulla percentuale della mancia, mi ha comunicato che aveva caricato la tip già sul conto”. “Non fraintendermi - aveva aggiunto - io sono felice di lasciare la mancia per una cena con tre portare e un buon servizio, ma non per una tazza di caffè”.

Una blogger di Los Angeles, Minna Lee, ne ha discusso con i follower. “Prima che pensiate sia tirchia - ha spiegato - io lascio il 20, 25 per cento ovunque, ristorante, bar, salone di bellezza, parrucchiere e cose simili, ma la cultura del tablet con la mancia indicata sta andando fuori controllo”. Qualcuno ha raccontato di aver dovuto dare la mancia a un drive-in, a uno che lo aveva “servito per trenta secondi”. Le mance non vanno solo a chi le riceve, ma finiscono in una cassa comune e poi divise tra tutto il personale in base a percentuali legate al ruolo. Un capo sala prende più di un lavapiatti, ma tutti prendono qualcosa. Molti titolari di ristoranti e negozi pagano meno i loro dipendenti, scaricando sui clienti i costi. Quindi i 30-40 dollari per una cena normale coprono quel vuoto, ma di questo passo le cose potrebbero essere arrivate a un punto di saturazione. E quelli come Calver diventare i nuovi profeti del cambiamento.

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