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I repubblicani del Texas vogliono la pena di morte per le donne che abortiscono

La piattaforma proposta alla convention locale del Gop chiede di equiparare l’aborto all’omicidio, che nello stato è punito con pene fino a 99 anni di carcere ma può anche portare alla sentenza capitale
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New York - Il Texas vuole introdurre la pena di morte per le donne che abortiscono e per i medici che le aiuteranno. I delegati che hanno partecipato alla Convention statale repubblicana hanno approvato una piattaforma dall'indirizzo ultraconservatore. Il documento verrà sottoposto al voto dei legislatori, che controllano il congresso texano. Nelle cinquanta pagine del manifesto pro-vita, i sostenitori della linea dura invocano protezione per i bambini fin dal concepimento.

“Noi - scrivono - chiediamo una legge che vieti immediatamente l’aborto, proteggendo il diritto alla vita e che garantisca identica protezione attraverso la legge per tutti i bambini al momento del concepimento”. “L’aborto - aggiungono - viola la Costituzione degli Stati Uniti, negando a queste persone un’eguale protezione attraverso la legge”. La piattaforma equipara l’aborto a "omicidio”. In Texas è prevista la pena di morte o l’ergastolo per chi commette omicidio. La condanna si applica in quei casi che hanno a…

New York - Il Texas vuole introdurre la pena di morte per le donne che abortiscono e per i medici che le aiuteranno. I delegati che hanno partecipato alla Convention statale repubblicana hanno approvato una piattaforma dall'indirizzo ultraconservatore. Il documento verrà sottoposto al voto dei legislatori, che controllano il congresso texano. Nelle cinquanta pagine del manifesto pro-vita, i sostenitori della linea dura invocano protezione per i bambini fin dal concepimento.

“Noi - scrivono - chiediamo una legge che vieti immediatamente l’aborto, proteggendo il diritto alla vita e che garantisca identica protezione attraverso la legge per tutti i bambini al momento del concepimento”. “L’aborto - aggiungono - viola la Costituzione degli Stati Uniti, negando a queste persone un’eguale protezione attraverso la legge”. La piattaforma equipara l’aborto a "omicidio”. In Texas è prevista la pena di morte o l’ergastolo per chi commette omicidio. La condanna si applica in quei casi che hanno aggravanti come per i pluriomicida o se la vittima ha meno di sei anni.

Proprio il riferimento a quell'“eguale protezione” attraverso le leggi è un richiamo a considerare l’aborto come l’omicidio di una persona che ha meno di 6 anni. Il feto viene considerato un essere umano a tutti gli effetti. L’attuale legge texana prevede fino a un massimo di 99 anni di carcere sia per le donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza, sia per il personale medico che le assiste. Per le organizzazioni pro-vita quasi cento anni di carcere non erano abbastanza: vogliono la pena di morte.

Il Texas aveva già irrigidito le misure dopo la decisione della Corte Suprema di abolire nel 2022 il diritto federale all’aborto. Da allora il numero degli interventi è crollato, passando da 53 mila a 22 mila, ma non è chiaro quante donne abbiano deciso di mettersi in viaggio per sottoporsi a intervento in Stati più liberali. Il clima talebano attraversa molte zone d’America. Di recente anche South Carolina e Georgia, guidati dai conservatori, hanno cercato di far passare leggi che equiparano l’aborto all’omicidio. L’interruzione di gravidanza è vietata in quattordici Stati, mentre altri sette hanno posto nuove restrizioni.

Il mese scorso la Florida ha approvato una legge che la vieta dopo la sesta settimana, sostituendo il precedente divieto che scattava dopo quindici settimane. Ma molte donne non sanno di essere incinta dopo un mese e mezzo. La campagna di Joe Biden ha condannato il Texas, accusando Donald Trump di esserne il principale promotore. “Trump - hanno dichiarato - ha ripetutamente dato il suo sostegno a leggi che tracciano le gravidanze e controllano le decisioni delle donne. Ora i Repubblicani del Texas, che Donald Trump appoggia, hanno aperto la porta alla pena di morte per le pazienti che abortiscono”.

Rappresentanti di noprofit in difesa delle donne pensavano a una boutade, ma si sono dovuti ricredere: i Repubblicani vogliono andare fino in fondo con la loro crociata religiosa. La piattaforma ha chiesto anche leggi che impongano nelle scuole pubbliche l’insegnamento del Cristianesimo e della Bibbia e di definire le cure per l’affermazione di genere nei bambini un “abuso sui minori”.

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