“Le condizioni per la fine della guerra non sono cambiate. La distruzione di Hamas resta l’unica condizione”. Replica così il premier israeliano Benyamin Netanyahu alla proposta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per una "roadmap per un cessate il fuoco duraturo e il rilascio di tutti gli ostaggi". La nuova proposta è stata avanzata da Israele, ha spiegato il presidente Biden, e si compone di tre fasi. La prima durerebbe "sei settimane", con un "pieno e completo cessate il fuoco e il ritiro delle forze israeliane da tutte le aree popolate di Gaza". Inoltre, ci sarebbe il rilascio di "un certo numero di ostaggi, compresi donne, anziani e feriti" e la restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti, in cambio del "rilascio di centinaia di prigionieri palestinesi".
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Ben Gvir: "Se Netanyahu accetta un accordo per finire la guerra a Gaza senza che Hamas sia stato distrutto, faremo cadere il governo"
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha commentato così il piano di pace proposto venerdì dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden: "Se [il premier israeliano] Netanyahu accetta un accordo per finire la guerra a Gaza senza che Hamas sia stato distrutto, faremo cadere il governo"
Smotrich contro il piano di pace: “Non farò parte di un governo che accetti questo accordo”
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich si è schierato contro il piano di pace esposto venerdì dal presidente degli Stati Uniti Biden: “Ho chiarito a Netanyahu che non farò parte di un governo che accetti questo accordo”.
Iran, morto il generale Moradi della Forza Quds
La tv di Stato iraniana ha annunciato la morte di un ufficiale di alto rango della Guardia rivoluzionaria iraniana, il generale Vajihollah Moradi, “dopo una lunga malattia”. Moradi era uno dei comandanti della Forza Quds, l'ala estera dei Guardiani della rivoluzione che è stata guidata dal generale Qassem Soleimani (ucciso da un drone Usa a Baghdad nel 2020). La tv di Stato ha dichiarato che domenica si terrà una cerimonia funebre nella città settentrionale di Babolsar.
Tel Aviv, migliaia di israeliani in piazza per il Sì all’accordo di Biden
Migliaia di israeliani sono scesi in piazza a Tel Aviv per chiedere l'accettazione dell’accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi delineato venerdì dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Bandiere israeliane e statunitensi sono sventolate dalla folla, insieme a striscioni che esortano: "Portateli a casa!"
Israele, Gantz chiede che si riunisca il gabinetto di guerra
Il ministro israeliano del gabinetto di guerra Benny Gantz ha chiesto che il gabinetto di guerra si riunisca il prima possibile, alla luce del discorso del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in cui ha annunciato una proposta di accordo sugli ostaggi. Lo riporta The Times of Israel.
"Siamo profondamente grati al presidente e a tutti i nostri amici per il loro sostegno", afferma Gantz in una nota.
Netanyahu accetta l’invito del Congresso Usa
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato l’invito del Congresso statunitense. Sarà il primo leader straniero a parlare per la quarta volta alle due Camere del parlamento Usa.
Qatar, il primo ministro a Blinken: “I mediatori si augurano che tutte le parti reagiranno bene alla proposta di Biden”
In una telefonata al segretario di Stato Usa Antony Blinken, il primo ministro del Qatar Mohammed Al Thani ha detto che i mediatori sperano che tutte le parti reagiranno positivamente alla proposta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per arrivare al cessate il fuoco a Gaza.
Spagna: “Accettiamo proposta Biden su cessate il fuoco”
"Appoggiamo il cessate il fuoco immediato a Gaza, il rilascio di tutti gli ostaggi e l'aumento degli aiuti umanitari che portino ad una pace duratura in Medio Oriente, come proposto dal presidente degli Stati Uniti, con il sostegno del Qatar e dell'Egitto. Vogliamo un futuro di pace per Israele e Palestina". Lo ha scritto sul social X il ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Albares, dopo la proposta di accordo per il cessate il fuoco avanzata da Joe Biden.
Media: Casa Bianca informò in anticipo Gallant e Gantz del discorso di Biden
La Casa Bianca ha informato in anticipo il membro del gabinetto di guerra, Benny Gantz, ed il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, del discorso del presidente Joe Biden sulla crisi a Gaza, fornendo loro dettagli generali sul suo contenuto. Lo ha riferito un funzionario americano citato dal giornalista di Axios, Barak Ravid. Secondo il funzionario, la Casa Bianca è rimasta delusa dalla reazione iniziale di Gantz all'aggiornamento nonché dal fatto che non abbia pubblicato alcuna dichiarazione sul discorso. L'ufficio di Gantz e l'ufficio del ministro della Difesa non hanno commentato la notizia. L'aggiornamento inviato a Gantz è avvenuto contemporaneamente a quello inviato all'ufficio del primo ministro e all'ambasciatore israeliano a Washington, Mike Herzog.
Al Sisi: “Pericoloso che Israele prosegua le operazioni a Rafah”
Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi è tornato oggi a mettere in guardia dal grave pericolo derivante dal proseguimento delle operazioni militari israeliane a Rafah. Lo ha fatto incontrando il senatore Usa Lindsey Graham, leader della minoranza repubblicana della sottocommissione per gli stanziamenti per le operazioni estere del Senato degli Stati Uniti, alla presenza di Sameh Shoukry, ministro degli Esteri, e del capo dell'intelligence Abbas Kamel.
Sisi ha espresso "l'importanza di unire gli sforzi internazionali per porre fine alla guerra a Gaza per prevenire che abbia ripercussioni sia a livello umanitario sia sulla sicurezza", sottolineando "un peggioramento a livello umanitario per la popolazione della Striscia di Gaza, oltre che ripercussioni sulla sicurezza regionale". Il portavoce ufficiale della presidenza egiziana Ahmed Fahmy, ha affermato che il senatore Graham ha definito il partenariato Usa-Egitto "uno dei pilastri più importanti della stabilità regionale", apprezzando gli sforzi e la mediazione egiziana per contenere la situazione a Gaza e fornire assistenza umanitaria. Motivo della visita, chiesta dal senatore Graham - ha concluso il portavoce - era ascoltare la visione del presidente Sisi su come risolvere la crisi nella Striscia di Gaza.
Mezzaluna Rossa: “Resta chiuso il valico di Kerem Shalom”
L'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza dal valico di Kerem Shalom è interrotto per il secondo giorno consecutivo e da 48 ore non entra alcun genere di conforto via terra, nonostante la presenza di centinaia di camion pronti ad entrare. Lo riferisce il capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai Khaled Zayed. La fonte ha aggiunto di sperare che domani almeno una parte dei 500 camion pronti a dirigersi a Gaza possa farlo, "se Israele lo permetterà".
Nel frattempo - aggiunge - centinaia di tonnellate di vari aiuti umanitari, in particolare cibo e forniture mediche, sono stati danneggiati dal caldo.
Baerbock: “Se a Gaza è necessaria una forza di pace, è una nostra comune missione”
"Come abbiamo mostrato chiaramente in Ucraina che siamo schierati per la loro libertà e pace, credo che lo stesso si applichi anche in Medio Oriente". Così la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, ha suggerito che la Germania sarebbe disposta a partecipare ad una forza di protezione nella Striscia di Gaza. "Se noi ora abbiamo bisogno non solo della ricostruzione, ma anche di una forza internazionale di pace che garantisca di ottenere finalmente la pace in Medio Oriente, allora questa è anche la nostra comune missione", ha detto l'esponente Verde intervenendo oggi ad una conferenza del suo partito a Potsdam, sottolineando che un cessate il fuoco umanitario a Gaza ora è "non è una cosa impossibile" e che questo deve comprendere la fine degli attacchi di Hamas, il rilascio degli ostaggi e il ritiro israeliano da Gaza.
Delegazione palestinese al Cairo su futuro sfollati di Gaza
Una delegazione palestinese guidata da Ahmed Abu Houli, membro del Comitato Esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e capo del Dipartimento per gli Affari dei Rifugiati, è arrivata al Cairo per consultazioni circa la sorte degli sfollati a seguito della guerra a Gaza. La delegazione, proveniente da Ramallah - riferiscono fonti dell'aeroporto del Cairo - incontrerà durante la sua visita in Egitto un certo numero di alti funzionari egiziani e della Lega araba per esaminare il caso dei rifugiati palestinesi, in particolare quelli sfollati dalla Striscia di Gaza dopo la guerra israeliana e alla luce degli attacchi da parte di Israele contro le strutture e i dipendenti dell'Unrwa".
Sunak: “Se Hamas accetta proposta Usa, pronti a inondare Gaza di aiuti”
Il Regno Unito potrebbe "inondare Gaza con molti più aiuti" se Hamas accettasse l'accordo per un cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il primo ministro Rishi Sunak, definendo "una buona notizia" il piano in tre fasi annunciato dal presidente Joe Biden. "Spero che Hamas colga l'opportunità di concludere quest'accordo sul tavolo, che garantirà il rilascio degli ostaggi ed il ritorno dalle loro famiglie, così da poter inondare Gaza con molti più aiuti di quelli che abbiamo mandato", ha affermato Sunak durante un evento elettorale a Redcar, nel nord-est dell'Inghilterra, in vista delle elezioni del 4 luglio. Il primo ministro ha quindi auspicato che la pausa nei combattimenti - prevista dalla prima fase dell'accordo - possa diventare una "pace sostenibile e duratura, che è ciò che tutti noi vogliamo vedere".
Anp: “Valichi di Rafah siano posti sotto nostra responsabilità”
L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha chiesto che le vengano consegnati tutti i valichi di frontiera con la Striscia di Gaza sulla base degli accordi firmati, compreso l'Accordo sul movimento e l'accesso ai valichi del 2005. In una nota citata dall'agenzia di stampa Wafa, l'Anp ha spiegato che questo provvedimento "garantirebbe la fornitura costante di aiuti umanitari e forniture essenziali ai residenti di Gaza". L'Anp ha quindi ribadito la necessità urgente di "una cessazione completa e permanente dell'aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza e tutto il territorio palestinese, compresa Gerusalemme Est, capitale dello Stato di Palestina".
Lapid: “Netanyahu non può ignorare la proposta di Biden”
Il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, ha esortato il premier Benjamin Netanyahu a dare ascolto all'appello di Joe Biden per una tregua a Gaza in base alla quale Hamas libererebbe gli ostaggi. "Il governo israeliano non può ignorare l'importante discorso del presidente Biden. C'è un accordo sul tavolo e deve essere concluso", ha scritto Yair Lapid in un post su X. "Ricordo a Netanyahu che ha una nostra rete di sicurezza per l'accordo sugli ostaggi se Ben-Gvir e Smotrich lasciano il governo". L'accordo prevede un cessate il fuoco permanente e il ritiro israeliano da Gaza in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi e della ricostruzione a lungo termine della fascia costiera devastata. Sebbene i termini del nuovo accordo siano stati stabiliti da Biden, egli lo ha ripetutamente descritto come una proposta israeliana. Tuttavia, il Presidente degli Stati Uniti ha chiarito di essere consapevole che ci sarebbe stata una notevole resistenza da parte della destra israeliana, compresi i membri di estrema destra della coalizione di governo.
Media: impegno Egitto per i negoziati sulla proposta di pace americana
Una "fonte di alto livello" ha riferito alla testata egiziana al-Qahera News che sono in corso "intensi sforzi egiziani per tornare ai negoziati" per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza "alla luce della recente proposta americana". Domani, ha riferito la stessa fonte, e' in programma un incontro fra rappresentanti di Egitto, Usa e Israele sulla riapertura del passaggio di Rafah: l'Egitto considera "la parte israeliana responsabile delle conseguenze della chiusura e del peggioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia".
Domani al Cairo incontro su riapertura valico Rafah
Rappresentanti di Egitto, Israele e Stati Uniti si incontreranno domani al Cairo per discutere della riapertura del valico di Rafah. Lo riferisce la tv egiziana Al-Qahera.
Jihad islamica: “Posizione Usa cambiata, ma ancora sbilanciata verso Israele”
La Jihad islamica valuta "con sospetto" la proposta per il cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi presentata ieri da Joe Biden. Il gruppo ammette che "la posizione dell'amministrazione americana è cambiata", anche se resta "completamente sbilanciata verso l'entità sionista, coprendo i suoi crimini e partecipando all'aggressione". "Valuteremo ogni proposta in modo che assicuri la fine della guerra di genocidio contro il nostro popolo - dice ancora la Jihad - preservi i nostri diritti e interessi e rispetti le richieste della resistenza".
Hezbollah rivendica il lancio di missili contro base militare al nord
Hezbollah ha rivendicato il lancio di missili Burkan con testate pesanti contro una base militare che si trova accanto a Kiryat Shmona, nel nord d'Israele al confine con li Libano. Secondo le autorità locali, ci sono stati gravi danni nella zona alle infrastrutture, alle proprietà e ai veicoli. Nessun ferito, hanno aggiunto le forze armate che hanno reagito colpendo e distruggendo il lanciarazzi utilizzato per l'attacco.
Israele: un nostro drone colpito da un missile dal Libano
L'esercito israeliano ha fatto sapere che un missile terra-aria è stato lanciato poco fa dal Libano verso un drone dell'Idf che stava operando nello spazio aereo del Libano. Il drone - ha aggiunto il portavoce militare - è stato colpito ed è caduto in territorio libanese.
Fonti di Hamas: bene il piano di Biden, ma devono decidere Sinwar e Deif
I leader di Hamas all'estero hanno espresso sostegno alle proposte di Israele avanzate dal presidente Joe Biden, ma hanno sostenuto che la risposta definitiva sta a Yahya Sinwar e Mohammed Deif, capi della fazione islamica a Gaza. Lo ha riferito Haaretz secondo cui fonti interne di Hamas hanno affermato di essere in attesa di ricevere un documento ufficiale dal Qatar. Sono Sinwar e Deif, capo delle Brigate Qassam, ala militare di Hamas - hanno spiegato - che devono attuare i dettagli dell'accordo, compreso il rilascio degli ostaggi. Sempre secondo Haaretz, la Jihad islamica - altro gruppo che ha in mano ostaggi israeliani - ha fatto sapere che sta esaminando lo schema presentato da Biden ma di guardarlo con "sospetto" visto che ha il favore del governo israeli
Borrell: “Respingere le accuse di Netanyahu di antisemitismo di alcuni Paesi Ue”
"Le accuse di antisemitismo che il governo Netanyahu lancia contro alcuni Stati membri dell'Ue che hanno deciso di riconoscere lo Stato palestinese, oppure contro la Corte penale internazionale e il suo procuratore, o contro la sentenza della Corte internazionale di giustizia, devono essere completamente respinte". Lo ha detto l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, intervenendo al forum sulla sicurezza Shangri-La Dialogue a Singapore. "Uno dei modi per dimostrare che siamo davvero legati al rispetto del diritto internazionale è esercitare ogni pressione su Israele affinché rispetti la sentenza della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale", è tornato a ribadire Borrell, chiedendo di esercitare "pressioni a livello internazionale" sul governo di Netanyahu "per fermare l'operazione militare a Gaza, per un cessate il fuoco, per il rilascio degli ostaggi e per avviare il processo politico" verso la soluzione a due Stati.
Ambasciata Israele a Mosca: “Auspichiamo il rilascio degli ostaggi russi”
Israele si aspetta che il cittadino russo Alexander Trufanov, apparso in un video diffuso venerdì dall'ala militare del gruppo radicale della Jihad islamica palestinese, Saraya al-Quds, e altri due ostaggi russi detenuti da Hamas vengano rilasciati. Lo ha dichiarato alla Tass la vice ambasciatrice israeliana in Russia Yulia Rachinsky-Spivakov. "Speriamo vivamente che Alexander Trufanov e tutti gli altri ostaggi vengano aggiunti alla lista degli ostaggi liberati", ha detto la diplomatica.
Macron: “Guerra deve finire, sostegno a proposta Usa”
"La guerra a Gaza deve finire. Sosteniamo la proposta di accordo globale degli Stati Uniti. Così come lavoriamo con i nostri partner nella regione per la pace e la sicurezza per tutti". Così su X il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando l'impegno per "il rilascio degli ostaggi, un cessate il fuoco duraturo per lavorare per la pace e portare avanti la soluzione dei due Stati".
Hamas: il bilancio delle vittime sale a 36.379
Il bilancio delle vittime delle operazioni israeliane a Gaza è salito a 36.379. Lo rende noto il ministero della Sanitàdi Gaza gestito da Hamas.
Iran: “Affrontiamo i crimini di Israele con tutte le nostre forze”
"L'Iran continuerà a usare tutte le sue capacità per affrontare i crimini dell'apartheid e del barbaro regime di Israele": lo scrive su X il segretario dell'Alto Consiglio iraniano per i diritti umani, Kazem Gharibabadi. "Aumenteremo il costo di queste misure per il regime - aggiunge -. I falsi tutori dei diritti umani potrebbero essere in grado di chiudere un occhio sui crimini israeliani, ma la vigile coscienza del mondo non permetterà che i crimini continuino".
Tajani: “Le fughe in avanti sulla Palestina non servono a raggiungere la pace”
"Le fughe in avanti non servono a raggiungere la pace" in Medio Oriente. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al convegno dei Giovani Imprenditori, facendo riferimento al riconoscimento dello Stato della Palestina da Spagna, Irlanda e Norvegia.
Netanyahu: “Le condizioni per la fine della guerra non sono cambiate”
"Le condizioni di Israele per porre fine alla guerra non sono cambiate: la distruzione delle capacità militari e di governo di Hamas, la liberazione di tutti gli ostaggi e la garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele". Lo ha scritto su X il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu. Israele "continuerà a insistere che queste condizioni siano soddisfatte prima che venga messo in atto un cessate il fuoco permanente - aggiunge - l'idea che Israele accetterà un cessate il fuoco permanente prima che queste condizioni siano soddisfatte" non è contemplata.
Israele: tre operativi di Hamas uccisi nel centro di Gaza
Sono tre i comandanti di Hamas uccisi dall'esercito di Israele in operazioni nel centro della Striscia, in collaborazione con i servizi di sicurezza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo in un raid a Nuseirat è stato eliminato "Mansur Aadel Mansur Kashalan, responsabile di aver diretto attacchi nel territorio israeliani, soprattutto in Cisgiordania". "Questo operativo - ha spiegato - ha condotto e diretto gli attacchi in coordinamento con le altre organizzazioni terroristiche a Gaza e all'estero". In un'altra operazione "è stato ucciso anche Walid Abed Abu Dalal responsabile dei Campi profughi della Striscia". "Era un operativo - ha aggiunto la stessa fonte - dell'ala militare di Hamas ed ha servito come capo del dipartimento tecnologico delle Forze interne di sicurezza di Hamas" che si occupano di controspionaggio. Ucciso anche "Tareq Darwish, altro operativo di Hamas nella difesa aerea del Battaglione Nuseirat".
L’Indonesia: pronti a inviare peacekeeper per attuare la tregua
L'Indonesia è disposta a inviare truppe di pace per far rispettare un cessate il fuoco a Gaza. Lo ha affermato il presidente eletto, Prabowo Subianto, intervenendo allo Shangri-La Dialogue, la principale conferenza asiatica sulla sicurezza. Per il leader di Giacarta, la proposta del presidente americano Joe Biden per un cessate il fuoco a Gaza è stato un passo nella giusta direzione. Prabowo si è anche detto disposto ad accettare mille palestinesi feriti per le cure.
Allarmi in azione nel Nord di Israele
Le sirene di allarme stanno risuonando nel nord di Israele al confine con il Libano. Lo ha detto il portavoce militare. Non si ferma lo scontro con gli Hezbollah: solo ieri sera, secondo l'esercito, sono stati 15 i razzi lanciati dal sud del Libano contro il Nord di Israele dopo una giornata di tensione. I media hanno riferito di tre israeliani feriti leggermente dai frammenti dei razzi degli Hezbollah intercettati dal sistema di difesa Iron Dome.
Caccia israeliani colpiscono obiettivi di Hezbollah nel Sud del Libano
Caccia israeliani hanno attaccato durante la notte "importanti obiettivi di Hezbollah nelle zone di Qana, Hmaileh e Aadloun" nel sud del Libano in risposta ai missili e droni lanciati ieri dal Paese. Sono stati colpite piattaforme di lancio, così come infrastrutture del gruppo sciita filo-Iran, un posto di osservazione ed edifici militari.
Aipac sostiene proposta Israele, "Congresso la appoggi"
L'Aipac, l'influente lobby ebraica in America, ha espresso appoggio per l'ultima proposta israeliana di cessate il fuoco. "Il presidente Biden ha abbracciato con forza l'offerta di Israele e ha chiarito che spetta ad Hamas accettare l'accordo quadro che restituirebbe tutti gli ostaggi e porrebbe fine alla guerra", si legge in una dichiarazione. Nella nota si esortano "tutti i membri del Congresso" a "sostenere con forza l'ultimo sforzo del governo israeliano". "Gli Stati Uniti - si aggiunge - dovrebbero insistere affinché la comunità internazionale aumenti inequivocabilmente la pressione su Hamas perché accetti i termini".
Usa: “Houti lanciano missili e droni nel Mar Rosso, nessun danno”
Il Central Command delle forze armate degli Stati Uniti ha reso che i ribelli Houti hanno lanciato un drone dallo Yemen, che è finito nel Mar Rosso senza causare feriti o danni. Inoltre le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (USCENTCOM) hanno distrutto con successo un drone sul Golfo di Aden e altri tre droni sul Mar Rosso sempre lanciati da aree controllate dagli Houti nello Yemen. Infine due missili balistici anti-nave (ASBM) sono stati lanciati dalle aree controllate dagli Houti dello Yemen nel Golfo di Aden. Anche in questo caso non ci sono stati feriti o danni.
Idf: quindici missili lanciati sul Nord di Israele
Le forze di difesa israeliane hanno affermato che quindici razzi sono stati lanciati dal Libano nel nord di Israele. Lo riporta il sito israeliano Haaretz. Secondo l'esercito, nove razzi sono stati lanciati contro l'area del kibbutz Gaaton, di cui sette sono caduti in aree aperte. Sono stati rilevati anche sei lanci di razzi nell'area di Pekiin, tutti intercettati dai sistemi di difesa aerea israeliani.
Blinken: “Abbiamo possibilità di porre fine a guerra a Gaza”
"Abbiamo la possibilità di porre fine alla guerra a Gaza, riportare a casa gli ostaggi e alleviare le sofferenze del popolo palestinese con l'accordo di cessate il fuoco che è sul tavolo. Oggi ho parlato con diversi miei omologhi nella regione per sottolineare che Hamas dovrebbe accettare l'accordo". Lo ha scritto sui social il segretario di Stato americano Antony Blinken.
Blinken sente ministri Esteri saudita, turco e giordano
Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha avuto dei colloqui telefonici distinti con i ministri degli Esteri dell'Arabia Saudita, Turchia e Giordania per discutere una proposta di accordo per il cessate il fuoco in cambio di ostaggi, volta a porre fine alla guerra tra Israele e Hamas a Gaza. Lo riporta The Times of Israel citando fonti del Dipartimento di Stato Usa. Nelle telefonate dal suo aereo di ritorno da una riunione della NATO a Praga, Blinken "ha sottolineato che Hamas dovrebbe accettare l'accordo senza indugio", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.
Von der Leyen: “Proposta in 3 fasi è realistica, ora va sostenuta”
"Sono pienamente d'accordo con il presidente Biden sul fatto che l'ultima proposta rappresenta un'opportunità significativa per porre fine alla guerra e alle sofferenze dei civili a Gaza. Questo approccio in tre fasi è equilibrato e realistico. Ora ha bisogno del sostegno di tutte le parti". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Hamas: “Positivo discorso Biden”
Hamas si dice pronta ad "impegnarsi in modo positivo e costruttivo con qualsiasi proposta" basata su "un cessate il fuoco permanente". "Hamas considera positivamente le osservazioni contenute nel discorso odierno del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il suo appello per un cessate il fuoco permanente, il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza, la ricostruzione e lo scambio di prigionieri", si legge in una nota.
Obama appoggia la roadmap per il cessate il fuoco, 'salva vite’
Barack Obama sostiene la roadmap presentata da Israele per un cessate il fuoco. "Può salvare vite" e offrire sicurezza sia a Israele sia ai palestinesi, afferma l'ex presidente definendo la proposta "realistica". "Un cessate il fuoco da solo non allenterà il dolore degli israeliani o dei palestinesi. Ma può mettere fine al bagno di sangue in corso - aggiunge Obama -. Può salvare vite e gettare le fondamenta per quella che sarà una strada lunga e difficile per un futuro in cui Israele è al sicuro e in pace con i vicini e i palestinesi hanno finalmente la sicurezza, la libertà e l'autodeterminazione che vogliono da tempo".