Condanna di Trump, milizie in rivolta: “Guerra civile”. Sui social torna l’incubo 6 gennaio
di Massimo BasileNEW YORK — Ventiquattr’ore dopo la storica condanna penale di Donald Trump, non c’è deserto più popolato dei social americani: cani sciolti, account anonimi, gruppi fantasma, ma anche persone isolate che mettono il proprio volto e dicono «imbracciamo le armi» e «armiamoci di machete», «appendiamoli». Scrivono: «Vogliono una fottuta Guerra Civile? L’avranno». Il ring di Truth, Telegram, Facebook è diventato confine del caos. Le piattaforme di destra Gateway Pundit, Gab e PatriotsWin in poche ore hanno fatto da megafono alle minacce. L’esercito trumpiano sembra pronto a passare all’azione.
Su Truth, il social del tycoon, un utente scrive: «Avranno quello che cercavano: la guerra». «Ci sono soltanto due scelte a novembre – sentenzia un altro – Trump o guerra civile. Spero nel primo ma mi preparo per il secondo».
Il gruppo della milizia di destra dei Proud Boys New Jersey su Telegram commenta: «Quella condanna fatta da sudic…
NEW YORK — Ventiquattr’ore dopo la storica condanna penale di Donald Trump, non c’è deserto più popolato dei social americani: cani sciolti, account anonimi, gruppi fantasma, ma anche persone isolate che mettono il proprio volto e dicono «imbracciamo le armi» e «armiamoci di machete», «appendiamoli». Scrivono: «Vogliono una fottuta Guerra Civile? L’avranno». Il ring di Truth, Telegram, Facebook è diventato confine del caos. Le piattaforme di destra Gateway Pundit, Gab e PatriotsWin in poche ore hanno fatto da megafono alle minacce. L’esercito trumpiano sembra pronto a passare all’azione.
Su Truth, il social del tycoon, un utente scrive: «Avranno quello che cercavano: la guerra». «Ci sono soltanto due scelte a novembre – sentenzia un altro – Trump o guerra civile. Spero nel primo ma mi preparo per il secondo».
Il gruppo della milizia di destra dei Proud Boys New Jersey su Telegram commenta: «Quella condanna fatta da sudici finirà per far schizzare i numeri di Donald». Ovunque l’illusione di scappare dalla propria vita digitando dieci parole di fuoco. «Ho giusto i soldi per comprare un’arma – dichiara uno – e questo mi basta».
Affiora nei social anche un revival religioso: tra post in cui l’ex presidente appare in preghiera, o con la mano di Gesù Cristo posata sulla sua spalla, l’account God & Country chiama a raccolta le truppe: «Trump non corre contro Biden, corre contro i Clinton, gli Obama, la Cnn, l’Nbc, Abc, Soros, l’Antifa, è Trump contro Satana». «O siete con noi o contro di noi», sintetizza akaProboss. Un altro va oltre: «Dove ci dobbiamo incontrare per riprenderci il Paese? Il deep state ha superato la linea rossa e credo che da oggi dobbiamo usare il Secondo Emendamento». Il riferimento è a quello che riconosce il diritto a portare le armi e a formare una milizia regolare per proteggere l’America dai tiranni. «Il troppo è troppo – aggiunge un utente su Truth – Muoviamo il culo, usciamo a combattere». «È tempo per il Secondo emendamento», scrive su Facebook anche uno dei tanti italoamericani trumpiani, Joe Maneri.
Il rischio è che nelle prossime settimane molti possano diventare capri espiatori. Il primo della lista è il giudice del processo, Juan Merchan, definito dall’ex presidente un «satana». Su Gab, piattaforma dove vendono armi e cappellini con scritto “Fuck Biden”, c’è chi scrive: «È il momento di trovare dove vive il giudice». E un altro: «Ho sentito raccontare cose brutte che possono succedere ai giudici mentre camminano lungo i vialetti». Su PatriotsWin cercano sicari: «Qualcuno che a New York non ha niente da perdere si occupi di Merchan. Lo faccia con qualche illegale e possibilmente armato di machete».
Nella lista nera anche i dodici giurati che hanno pronunciato il verdetto di condanna. «Spero – scrive Bao Wulff – che muoiano in modo orribile». Il bersaglio è chiunque sia Democratico: «È arrivato il momento – si legge su Gateway Pundit – di uccidere qualche sinistroide». Sognano di colpire anche New York, la città liberal sede del processo. «È un cesso marxista – commenta jcd_007 – Questo processo spettacolo ci ricorda quanto questa città faccia schifo».
X, l’ex Twitter, non è immune da questo flusso di messaggi violenti. ShitOfPiece non usa giri di parole: «Se non avete un fucile, dovete prenderne uno, e anche le munizioni». E un altro, poco sotto: «Ne avrete bisogno prima di quanto pensiate». Qualcuno teme rivolte da parte della polizia, tra cui molti sono schierati con Trump, e ricorda quanto successo di recente all’ex poliziotto Michael Fanone, rimasto quasi ucciso durante l’insurrezione del 6 gennaio. Dopo aver definito l’ex presidente un «autoritario», la sera stessa gli agenti, armati fino ai denti, hanno finto un’irruzione a casa della madre del poliziotto, una donna di 75 anni, in Virginia. La donna, in pigiama, ha temuto di essere uccisa. «Vi avevo detto due anni fa che le cose sarebbero peggiorate – avverte su X Jack Hopkins, conduttore di podcast, conservatore ma antitrumpiano – Credetemi quando vi dico che non abbiamo visto ancora niente».
Intanto la campagna di Donald Trump annuncia di aver raggiunto 53 milioni di dollari in donazioni nelle 24 ore successive al verdetto e parla di una raccolta record realizzata grazie ai piccoli donatori.