Ucraina, missili russi vicino ai confini Nato, si alzano in volo i jet polacchi. Tajani: “Basta un errore per scatenare la guerra”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — Nella notte di ieri la Russia di Vladimir Putin per l’ennesima volta ha bombardato pesantemente l’Ucraina, in cinque regioni e in alcune circostanze vicino ai confini Nato. Tanto che la Polonia ha fatto decollare i caccia suoi e degli alleati per «garantire la sicurezza dello spazio aereo».
Dopo che anche Germania e Stati Uniti hanno autorizzato Kiev a colpire in Russia, Mosca ha rivendicato di aver attaccato impianti energetici ucraini e «gli arsenali per lo stoccaggio delle armi occidentali». Secondo l’agenzia di stato russa Ria Novosti, sarebbe stato colpito anche l’aeroporto militare di Stry, nella regione occidentale di Leopoli, destinato a ricevere gli F-16 della Nato. L’Ucraina risponde di aver abbattuto 35 missili da crociera e 46 droni russi. E il deputato di Kiev Oleksiy Goncharenko su X: «Le mie fonti mi hanno informato che il primo gruppo di istruttori francesi è già in viaggio verso l’Ucraina».
Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, «l’obiettivo princip…
LONDRA — Nella notte di ieri la Russia di Vladimir Putin per l’ennesima volta ha bombardato pesantemente l’Ucraina, in cinque regioni e in alcune circostanze vicino ai confini Nato. Tanto che la Polonia ha fatto decollare i caccia suoi e degli alleati per «garantire la sicurezza dello spazio aereo».
Dopo che anche Germania e Stati Uniti hanno autorizzato Kiev a colpire in Russia, Mosca ha rivendicato di aver attaccato impianti energetici ucraini e «gli arsenali per lo stoccaggio delle armi occidentali». Secondo l’agenzia di stato russa Ria Novosti, sarebbe stato colpito anche l’aeroporto militare di Stry, nella regione occidentale di Leopoli, destinato a ricevere gli F-16 della Nato. L’Ucraina risponde di aver abbattuto 35 missili da crociera e 46 droni russi. E il deputato di Kiev Oleksiy Goncharenko su X: «Le mie fonti mi hanno informato che il primo gruppo di istruttori francesi è già in viaggio verso l’Ucraina».
Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, «l’obiettivo principale della Russia è quello di normalizzare il terrore, sfruttando la nostra mancanza di difesa aerea. Per questo abbiamo bisogno di ulteriori Patriot e bisogna accelerare ed espandere la fornitura di F-16».
Zelensky è giunto a Singapore per partecipare al forum sulla sicurezza “Shangri-La Dialogue”, dove incontrerà anche il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin per «discutere la possibilità di espandere la geografia degli attacchi ucraini con armi Usa in Russia». Sinora gli Stati Uniti hanno autorizzato solo ai territori russi immediatamente vicini al confine, in particolare a Kharkiv. Intanto è certo che Zelensky sarà anche al G7 in programma dal 13 al 15 giugno in Puglia, come ha annunciato la premier italiana Giorgia Meloni.
«L’Italia mantiene ferma la sua posizione contraria all’invio di truppe in Ucraina e all’uso delle armi occidentali per attaccare il territorio russo», ha ribadito ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, «perché attaccare in Russia con le armi italiane è vietato dall’articolo 11 della Costituzione e i rischi di una Terza guerra mondiale aumentano se non si fa attenzione: basta un piccolo errore. Ma il sostegno all’Ucraina resta incondizionato», ha precisato il vicepremier, «l’Italia sta per inviare un altro pacchetto di aiuti e armi per la difesa dell’Ucraina. È questione di settimane».
Quello in cantiere è il nono pacchetto di aiuti militari italiani per Kiev, del quale però non si conosce il contenuto: il nostro Paese ha in dotazione cinque batterie di sistemi anti missili Samp-T più una per l’addestramento, e il governo ne ha già fornita una a Kiev lo scorso anno, in collaborazione con la Francia. Durissimo il commento del premier ungherese Viktor Orban: «L’Europa sta correndo verso la guerra come un treno guidato da un macchinista pazzo».