Regno Unito, il ritorno a sorpresa di Nigel Farage: “Mi candido anche io”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Nigel Farage è uno squalo politico sempre attratto dal sangue dei suoi avversari. Per questo, il re della Brexit oggi ha clamorosamente annunciato il suo ritorno a tempo pieno nella politica britannica. Sarà leader a tutti gli effetti del partito di cui era già il padre putativo, quel “Reform UK” che secondo i sondaggi viaggia al 10% dei consensi, dissanguando a destra il partito conservatore del primo ministro Rishi Sunak.
Ma Farage si candiderà anche nel circoscrizione di Clacton, in Essex, una delle aree dove la Brexit ha riscosso più consensi nel referendum del 2016, e dove in passato ha ottenuto ottimi risultati locali con il suo ex partito di destra radicale, l'Ukip. Per un obiettivo che sinora ha steccato per ben sette volte nella sua carriera: diventare deputato del parlamento di Westminster.
Farage ha deciso di candidarsi dopo aver dichiarato esattamente e insistentemente il contrario solo qualche giorno fa: “Farò invece campagna in America, per far eleggere Donald T…
LONDRA - Nigel Farage è uno squalo politico sempre attratto dal sangue dei suoi avversari. Per questo, il re della Brexit oggi ha clamorosamente annunciato il suo ritorno a tempo pieno nella politica britannica. Sarà leader a tutti gli effetti del partito di cui era già il padre putativo, quel “Reform UK” che secondo i sondaggi viaggia al 10% dei consensi, dissanguando a destra il partito conservatore del primo ministro Rishi Sunak.
Ma Farage si candiderà anche nel circoscrizione di Clacton, in Essex, una delle aree dove la Brexit ha riscosso più consensi nel referendum del 2016, e dove in passato ha ottenuto ottimi risultati locali con il suo ex partito di destra radicale, l'Ukip. Per un obiettivo che sinora ha steccato per ben sette volte nella sua carriera: diventare deputato del parlamento di Westminster.
Farage ha deciso di candidarsi dopo aver dichiarato esattamente e insistentemente il contrario solo qualche giorno fa: “Farò invece campagna in America, per far eleggere Donald Trump, perché quelle statunitensi sono elezioni più importanti”, aveva annunciato la settimana scorsa. Ora ha cambiato idea. E questa è una notizia potenzialmente ferale per Sunak e per i tories.
Il primo ministro infatti aveva deciso a sorpresa di anticipare le elezioni al 4 luglio prossimo, tra molte critiche, anche per prendere Farage in contropiede e non dargli tempo per candidarsi. Invece, questa deleteria mossa di Sunak del voto estivo non solo ha generato incredibili disagi e malumori nel partito, perché nessuno ne era a conoscenza, a parte il cerchio magico del leader. Ma ora si è rivelata assolutamente inutile anche per disinnescare Farage.
Ora, infatti, il 60enne leader populista potrebbe essere la mazzata finale per i conservatori. Che, causa Farage e la sua narrativa soprattutto sull’immigrazione, ha creato un’emorragia di voti al fianco destro dei tories. A questo punto, se la rimonta di Sunak era già alquanto improbabile, ora è praticamente quasi impossibile. Perché, già nelle settimane scorse, Farage aveva individuato il suo obiettivo non nel leader del Labour, Sir Keir Starmer, bensì proprio in Sunak. Perché, secondo lui, il “partito conservatore ha tradito gli elettori su Brexit e immigrazione. E saremo noi di Reform, e non i tories, la vera opposizione in Parlamento contro Starmer, che ha praticamente già vinto le elezioni”.
A questo punto, Farage spera addirittura di scalzare i conservatori ed essere “la vera opposizione”, come ci ha detto qualche giorno fa dopo un comizio, facendo rischiare ai tory l’estinzione politica. Ma in un sistema elettorale uninominale secco come quello britannico, il risultato più probabile è quello di risucchiare voti ai conservatori, ottenere pochi seggi e in pratica favorire soprattutto Starmer e il Labour.
Difatti, secondo un ultimo sondaggio YouGov “MRP” (cioè basato su una proiezione sulle singole circoscrizioni ascoltando oltre 50mila cittadini aventi diritto al voto) realizzato ancora prima dell’annuncio odierno di Farage, il Labour otterrebbe addirittura 422 seggi e i Tories solo 140. Per una maggioranza di 194 seggi e per quella che sarebbe un trionfo ancora superiore a quello di Tony Blair nel 1997 contro John Major. Ancora una volta, dopo la Brexit, Farage può decidere la storia del Regno Unito.