Gardi Sugdub, evacuazione per gli indigeni: l’emergenza clima rischia di spazzare via le isole caraibiche. E l’Ap le paragona all’Italia
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Cosa lega Gardi Sugdub a Venezia? Quale pericolo esistenziale, per essere più chiari, minaccia la loro sopravvivenza? Circa trecento famiglie dell’etnia Guna, che abitano questa minuscola isola nel Mar dei Caraibi, stanno per diventare i primi cittadini dello Stato di Panama costretti all’evacuazione per l’innalzamento delle acque provocato dai cambiamenti climatici. Messa così, è una notizia che potrebbe lasciarci indifferenti. Drammatica quanto volete, ma troppo distante per farci perdere il sonno. Fino a quando uno legge il reportage appena pubblicato dall’Associated Press, in cui il destino di Gardi Sugdub viene direttamente assimilato a quello delle comunità costiere di Messico e Nuova Zelanda. E sì, anche a Venezia, che rischia di fare la stessa fine. Allora se ci aggiungi che l’Italia ha un patrimonio complessivo di oltre 800 isole, di cui un’ottantina abitate, e circa 7.500 chilometri di coste, capisci perché sta venendo pure per noi il momento di svegliarci.
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NEW YORK - Cosa lega Gardi Sugdub a Venezia? Quale pericolo esistenziale, per essere più chiari, minaccia la loro sopravvivenza? Circa trecento famiglie dell’etnia Guna, che abitano questa minuscola isola nel Mar dei Caraibi, stanno per diventare i primi cittadini dello Stato di Panama costretti all’evacuazione per l’innalzamento delle acque provocato dai cambiamenti climatici. Messa così, è una notizia che potrebbe lasciarci indifferenti. Drammatica quanto volete, ma troppo distante per farci perdere il sonno. Fino a quando uno legge il reportage appena pubblicato dall’Associated Press, in cui il destino di Gardi Sugdub viene direttamente assimilato a quello delle comunità costiere di Messico e Nuova Zelanda. E sì, anche a Venezia, che rischia di fare la stessa fine. Allora se ci aggiungi che l’Italia ha un patrimonio complessivo di oltre 800 isole, di cui un’ottantina abitate, e circa 7.500 chilometri di coste, capisci perché sta venendo pure per noi il momento di svegliarci.
Gardi Sugdub fa parte dell’arcipelago di San Blas, un paradiso tropicale davanti a Panama, noto soprattutto ai turisti che hanno la fortuna passare le vacanze ai Caraibi, pioggia a parte. E’ una delle circa 50 isole popolate in questa regione, dove da diversi secoli i Guna vivono di pesca, commerci, e più di recente visitatori stranieri. E’ lunga appena 366 metri e larga 137, grosso modo tre campi da calcio, e le foto riprese dall’alto mostrano un insieme di casupole con piccoli moli protesi nell’acqua. Il problema è che si trova appena mezzo metro sopra il livello del mare e quindi viene facilmente sommersa, un po’ quando arrivano le ondate spinte dai venti, ma ora soprattutto a causa del fatto che l’acqua si sta alzando a causa del riscaldamento globale.
Gli abitanti hanno cercato di salvare le loro case e il loro sistema di vita costruendo argini, non sofisticati come il Mose di Venezia, ma comunque basati sulla speranza che piazzare massi e coralli davanti al mare lo avrebbe tenuto abbastanza lontano da sopravvivere. Non ha funzionato, perché date le dimensioni del fenomeno legato ai cambiamenti climatici, è un po’ come provare a svuotare l’oceano con un cucchiaio. Quindi i capi della comunità hanno deciso che bisognava considerare l’evacuazione, che in base alle analisi del governo locale sarà il destino di almeno 63 comunità lungo le coste del paese.
Steven Paton, direttore del programma dello Smithsonian Institution per il monitoraggio di Panama, ha detto all’AP che lo spostamento "è una conseguenza dell’innalzamento del livello dei mari dovuto ai cambiamenti climatici. Le isole sono in media solo mezzo metro sopra tale livello, e quindi con il suo innalzamento, prima o poi i Guna saranno costretti ad andare via. Di sicuro entro la fine del secolo, ma probabilmente prima". Quindi Paton ha aggiunto: "Tutte le coste del mondo stanno subendo questo effetto, a velocità differenti". Da qui il paragone dell’Associated Press con Messico, Nuova Zelanda e Italia, che ci piaccia o no.
Non è una questione di inclinazione politica, ma una forza della natura inarrestabile, a meno che gli esseri umani non cerchino di fare il possibile per limitare le loro attività che secondo il consenso generale degli scienziati contribuiscono ad accelerarla.
Panama stima che dovrà trasferire circa 38.000 persone al prezzo di 1,2 miliardi di dollari. Nel caso di Gardi Sugdub sta già costruendo il villaggio di Nuovo Carti nell’entroterra, costato 12 milioni di dollari, a circa due chilometri di distanza dal porto che oggi collega l’isola con la terraferma. L’evacuazione non è obbligatoria e alcune famiglie hanno scelto di restare fino a quando sarà possibile. Ma c’è un limite a quanto può fare la volontà degli esseri umani per resistere alle forze della natura, soprattutto se non si prendono sul serio le iniziative necessarie per modellarla e contenerla.