Trump rischia il carcere e avverte: sarà sommossa
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliStormy Daniels e Donald Trump
(reuters)New York — Se mi mandano in prigione, l’America rischia una sommossa. Non ha usato esattamente queste parole, ma l’avvertimento lanciato ieri da Donald Trump attraverso l’intervista con la tv amica Fox è chiaro. La sua vendetta poi sarà «il successo», o essere rieletto presidente, perché così potrà cambiare il sistema giudiziario a piacimento.
La prima a rompere il silenzio ieri era stata Stormy Daniels, che parlando col tabloid britannico Mirror ha detto che il suo ex amante «dovrebbe essere condannato al carcere, e a qualche tipo di servizio per la comunità, lavorando a favore dei meno fortunati. Oppure fare il punching bag volontario in un ricovero le donne». Quindi la pornostar all’origine del processo di Manhattan ha lanciato questo avvertimento: «Lui è completamente e assolutamente fuori contatto c…
New York — Se mi mandano in prigione, l’America rischia una sommossa. Non ha usato esattamente queste parole, ma l’avvertimento lanciato ieri da Donald Trump attraverso l’intervista con la tv amica Fox è chiaro. La sua vendetta poi sarà «il successo», o essere rieletto presidente, perché così potrà cambiare il sistema giudiziario a piacimento.
La prima a rompere il silenzio ieri era stata Stormy Daniels, che parlando col tabloid britannico Mirror ha detto che il suo ex amante «dovrebbe essere condannato al carcere, e a qualche tipo di servizio per la comunità, lavorando a favore dei meno fortunati. Oppure fare il punching bag volontario in un ricovero le donne». Quindi la pornostar all’origine del processo di Manhattan ha lanciato questo avvertimento: «Lui è completamente e assolutamente fuori contatto con la realtà».
Auguri quindi agli americani, se il 5 novembre decideranno di rimandarlo alla Casa Bianca. Lei suggerisce di valutare bene la punizione, perché Donald è come un bambino «e non so bene quale sentenza comprenderebbe. Con certi figli funziona se togli loro gli apparecchi elettronici, con altri se neghi il dolce a cena. Non so cosa andrebbe bene con lui». Stormy invece dà per scontato che lei dovrà fare i conti con quanto è successo «per il resto della mia vita», perché la sua incolumità personale sarà sempre a rischio.
Questo problema però non riguarda solo lei, almeno a giudicare da come ha parlato Trump nell’intervista concessa alla trasmissione Fox & Friends. Alla domanda se teme di finire in prigione, ha risposto così: «Per me sarebbe ok. Potrebbe accadere. Non ho chiesto ai miei avvocati di pregare per altro». E si capisce il motivo, perché la sua strategia elettorale ora consiste nel presentarsi come la vittima di un complotto politico, perseguitato attraverso il sistema giudiziario per farlo fuori. La sua speranza è che gli elettori rispondano premiandolo alle urne, e in questo quadro finire in prigione o agli arresti domiciliari potrebbe motivarli ancora di più. Compreso l’ordine di non parlare del caso: «Chissà, forse mi stanno facendo un grande favore».
Se però finirà dietro alle sbarre, non può garantire la stabilità dell’America: «Non so se il pubblico lo accetterebbe, non sono sicuro. Sarebbe dura da digerire per la gente. Ad un certo momento c’è un punto di rottura». Quindi ha accusato Biden di essere la vera minaccia alla democrazia, perché sta usando la giustizia come arma politica. Ma la sua vendetta sarà «il successo», perché se verrà rieletto potrà cambiare il sistema come vuole. Infatti ha già in mente un paio di nomi come segretario alla Giustizia, che Trump in passato ha già detto di voler usare per processare Biden e perseguire i suoi avversari.
Parlando sempre con la Fox, lo Speaker della Camera Johnson ha detto che «il caos non è un valore dei conservatori. Dobbiamo combattere e lo faremo con tutto il nostro arsenale. Ma nel rispetto della legge». Il problema è che lui stesso ha sollecitato a intervenire la Corte Suprema, che ha una super maggioranza conservatrice contestata da metà del Paese, perché Trump l’ha creata nominando tre giudici con un discutibile stratagemma procedurale inventato dal leader del Senato McConnell.
Per superare la disputa senza violenze potrebbe essere utile che un altro dei tre processi in cui Donald è incriminato arrivasse al giudizio prima delle elezioni, ma è assai difficile. Quindi la soluzione finale, come ha ammesso anche Joe Biden, sarà il voto.