Il presidente Usa Joe Biden ha detto in una intervista a Time (realizzata prima che venisse presentata la proposta di pace attualmente al centro delle trattative) che “è credibile che il premier israeliano Benjamyn Netanyahu prolunghi la guerra a Gaza per motivi politici”. Gli Stati Uniti hanno annunciato un piano per una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu a sostegno della proposta di cessate il fuoco a Gaza. Attesa per la presa di posizione finale di Hamas e Israele.
Intanto si scalda il fronte Nord. Secondo un media libanese vicino a Hezbollah, il Regno Unito avrebbe avvertito Beirut di una possibile offensiva israeliana su larga scala a metà giugno. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir, in visita vicino al confine con il Libano, ha auspicato la guerra e la distruzione di Hezbollah. Questa sera il gabinetto di guerra israeliano si riunisce su questi temi.
Domani a Doha incontro Qatar-Egitto-Usa per il negoziato sulla tregua
Domani a Doha una delegazione del Qatar, una degli Stati Uniti (integrata dal direttore della Cia William Burns) e una dell’Egitto si incontreranno nel tentativo di rilanciare i negoziati sulla tregua tra Israele e Hamas a Gaza. Lo hanno riferito la Tv di stato egiziana e il canale televisivo Al-Qahera News citando fonti.
La Slovenia riconosce lo Stato di Palestina
Il Parlamento sloveno ha approvato il riconoscimento dello Stato di Palestina. Lo Stato balcanico segue Spagna, Irlanda e Norvegia.
Biden, Netanyahu sta cercando di risolvere problemi
"Netanyahu sta cercando di risolvere problemi seri". Lo ha detto Joe Biden rispondendo ai giornalisti della Casa Bianca che gli chiedevano se il premier israeliano stesse facendo giochi politici, come era sembrato ritenere lo stesso presidente in un'intervista al Time.
Il direttore della Cia in viaggio verso il Qatar per la ripresa dei negoziati
Il direttore della Cia, Bill Burns, sta viaggiando in queste ore verso Doha, mentre il consigliere del presidente Biden per il Medio Oriente, Brett McGurk, si sta dirigendo al Cairo nel tentativo di favorire un'intesa sul cessate il fuoco e sul rilascio degli ostaggi. Lo ha riferito il portale di notizie Axios.
Hamas: “Accordo impossibile se Israele non accetta il cessate il fuoco permanente e il ritiro da Gaza”
Il funzionario di Hamas Osama Hamdan ha dichiarato: “Abbiamo detto ai mediatori che se Israele non accetta chiaramente il cessate il fuoco permanente e il ritiro completo da Gaza, non possiamo dire sì all’accordo”
Capo Idf, 'esercito pronto per una guerra in Libano'
"Ci stiamo avvicinando al punto in cui devono essere prese decisioni. L'esercito è pronto per una guerra in Libano". Lo ha detto, citato dai media, il capo di stato maggiore dell'Idf Herzi Halevi in visita al fronte Nord. "Attacchiamo qui da otto mesi e Hezbollah - ha aggiunto - sta pagando un prezzo molto, molto alto".
Gaza, l’Idf annuncia una nuova operazione militare contro Hamas nel campo profughi di Bureji
L’esercito israeliano (Idf) ha annunciato l’inizio di un’operazione contro Hamas nel campo profughi di Bureji, nel centro della Striscia di Gaza. L’Idf era già entrata nell’area a gennaio.
La Casa Bianca: “Hamas non ha ancora risposto alla proposta israeliana sugli ostaggi”
“Hamas non ha ancora risposto alla proposta israeliana sugli ostaggi”. Lo rende noto la Casa Bianca.
World Central Kitchen riprende le attività a Gaza
Due mesi dopo l’attacco aereo israeliano in cui furono uccisi sette dei suoi lavoratori, l’organizzazione World central kitchen (Wck) ha ripreso a pieno regime le operazioni umanitarie a Gaza.
Secondo quanto riferito da John Torpey, responsabile per il Medio Oriente di Wck, 68 cucine comunitarie sono ora pienamente operative e la speranza è di crearne altre quattro nel fine settimana. Dalla riapertura l'organizzazione ha fornito più di 3,5 milioni di pasti a Gaza. Le attività sono concentrate nelle aree di Khan Yunis e Deir al Balah, mentre sono state "evacuate praticamente tutte le cucine comunitarie" da Rafah, assediata dalle truppe israeliane.
Biden a Time: “Ciò su cui io e Netanyahu siamo più in disaccordo è il dopoguerra. Ci devono essere due Stati”
Nell’intervista a Time, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden dichiara che la questione su cui è maggiore il disaccordo tra lui e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è il dopoguerra a Gaza. “Cosa succederà? Rientreranno le forze israeliane? Ho parlato con gli egiziani, i sauditi, i giordani, gli emiratini… la loro risposta è che se finisce così non può funzionare. Ci devono essere due Stati, una transizione verso la soluzione dei due Stati. Questo è il tema su cui sono maggiormente in disaccordo con Netanyahu”, ha detto Biden. L’intervista è stata realizzata il 28 maggio, prima che il presidente Usa presentasse il piano di pace al centro delle trattative di questi giorni.
Biden a Time: “Netanyahu è pronto a fare di tutto pur di riportare a casa gli ostaggi”
Nell’intervista concessa a Time, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden dice che il primo ministro israeliano Bibi Nentanyahu “è pronto a fare di tutto per riportare a casa gli ostaggi”. Dalla trascrizione dell’intervista emerge anche la risposta completa alla domanda sulla possibilità che il premier israeliano prolunghi la guerra per motivi di sopravvivenza politica: “Non commento. Certo è ragionevole arrivare a quella conclusione”. L’intervista è stata realizzata il 28 maggio, prima che il presidente Usa presentasse il piano di pace al centro delle trattative di questi giorni.
"Nell'ultima settimana meno attacchi degli Houti", secondo il ministro greco del Trasporto marittimo
Il ministro greco del Trasporto marittimo Christos Stylianides ha detto che nell'ultima settimana gli attacchi dei guerriglieri yemeniti Houti sono "diminuiti sensibilmente sia di numero sia di intensità". Secondo lui è merito delle operazioni navali "Aspides" (dell'Unione Europea) e "Prosperity Guardian" (coordinata dagli Usa).
Israele ha ucciso un agente operativo di Hezbollah nel Sud del Libano
L’esercito israeliano ha annunciato l’uccisione di un agente operativo di Hezbollah in un attacco con drone a Naqoura, nel Sud del Libano.
Macron chiede ad Hamas di accettare il cessate il fuoco
Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto ad Hamas di accettare la proposta di cessate il fuoco con Israele presentata venerdì dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Svelata l’identità del bambino palestinese decapitato a Rafah
Il bambino palestinese morto durante il bombardamento israeliano a Rafah e ritrovato decapitato è stato identificato: si chiamava Ahmed al-Najjar e aveva un anno e mezzo.
Ben-Gvir visita il confine con il Libano: "Il compito dell'Idf è distruggere Hezbollah. Guerra!"
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha visitato la città settentrionale di Kiryat Shmona, vicino al confine con il Libano. "Il compito dell'Idf è distruggere Hezbollah", ha affermato Ben-Gvir, aggiungendo che è inaccettabile che "la nostra terra sia sotto il fuoco...che le persone qui stiano evacuando" mentre "in Libano c'è la calma". "Tutte le roccaforti di Hezbollah dovrebbero essere bruciate, dovrebbero essere distrutte. Guerra!", ha concluso.
In una precedente intervista alla radio militare, Ben-Gvir aveva espresso concetti simili. "Se mi lasciassero essere responsabile degli aerei, dei razzi, di tutto ciò che sta accadendo nel Nord, Hezbollah capirebbe qual è la risposta di Israele", ha affermato. "Non può essere che loro distruggano una parte del nostro Paese e non rispondiamo".
Hezbollah: “Pronti alla guerra totale con Israele”
Il numero due di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, ha dichiarato che il gruppo libanese ha deciso di non espandere la portata delle sue operazioni ma è pronto a farlo qualora ne fosse costretto. Parlando con al Jazeera, Qassem ha detto che "Hezbollah è pronto per la battaglia e che non permetterà a Israele di ottenere alcuna vittoria". "Qualsiasi espansione israeliana della guerra al Libano si scontrerà con devastazione, distruzione e sfollamento in Israele - ha aggiunto - Se Israele vuole combattere una guerra totale, siamo pronti".
Hamas: “Non siamo noi ad ostacolare l’accordo”
Un alto funzionario di Hamas Sami Abu Zuhri ha criticato le pressioni dell'Occidente affinché il movimento terroristico accetti la proposta americana di cessate il fuoco a Gaza "come se fosse Hamas a ostacolare l'accordo". Lo riporta il Times of Israel. Citando i media legati ad Hamas, Abu Zuhri afferma che Israele non è seriamente intenzionato a raggiungere un accordo a Gaza e sta ancora manovrando sotto la copertura degli Stati Uniti "nonostante la Casa Bianca sappia che il problema riguarda (Israele)".
Biden: credibile che Netanyahu allunghi la guerra per motivi politici
"Ci sono tutte le ragioni" per credere che il premier israeliano Benjamin Netanyahu stia prolungando la guerra a Gaza, rifiutando accordi per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi, per le proprie ragioni politiche. A dirlo è stato il presidente americano Joe Biden in un'intervista al magazine Time effettuata il 28 maggio, prima che venisse presentato il piano di pace.
Israele, il partito religioso Shas si schiera a favore del piano di pace
Il partito religioso Shas - che è nel governo di Benyamin Netanyahu - si è schierato per l'intesa sulla roadmap che riporti a casa gli ostaggi israeliani. "È stato deciso di sostenere pienamente la proposta - ha fatto sapere Shas - che comprende misure di vasta portata per il ritorno dei rapiti e l'osservanza dei precetti per il riscatto dei prigionieri". "Sosteniamo la proposta e rafforziamo il premier e il Gabinetto di Guerra affinché resistano a tutte le pressioni, portino l'accordo a una conclusione e salvino la vita di molti dei i nostri fratelli e sorelle che sono nella difficoltà e in cattività".
Israele: “43 dei 120 ostaggi sono morti”
Un terzo degli ostaggi israeliani ancora in mano di Hamas a Gaza è morto, ovvero 43 su 120. La stima è contenuta in un conteggio effettuato dal governo israeliano che è stato riferito da media internazionali ripresi dal Jerusalem Post. Il dato - è stato spiegato - si basa su varie fonti, tra cui informazioni di intelligence, telecamere a circuito chiuso o video e analisi forensi. La liberazione dei 120 ostaggi, compresi i corpi dei 43 stimati morti fa parte dello schema di intesa fra Hamas e Israele, rilanciato dal presidente Biden. Il 7 ottobre furono rapiti nei kibbutz circa 250 persone, una parte è stata rilasciata a novembre.
Media vicino a Hezbollah: “Il Regno Unito ha avvertito Beirut che Israele lancerà un offensiva a metà giugno”
Il Regno Unito ha avvertito il Libano che Israele lancerà un'offensiva su larga scala a metà giugno, di cui non si conoscono né l'entità, né la durata, e ha consigliato a Beirut di "prendere le disposizioni necessarie per la guerra". È quanto riporta la testata libanese al-Akhbar, vicina al gruppo Hezbollah. Nei giorni scorsi diplomatici di vari Paesi hanno avvertito i funzionari libanesi di un'imminente escalation da parte dell'esercito israeliano e hanno sottolineato che la minaccia è seria, aggiunge al-Akhbar.
Il ministro degli Esteri iraniano in Libano: “No al piano di pace Usa”
Il nuovo ministro degli Esteri dell'Iran, Ali Bagheri Bakri, si è recato a Beirut per incontrare il Segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah. Lo rende noto il movimento sciita libanese, mentre nel corso di una conferenza stampa all'ambasciata di Teheran a Beirut Bakri ha respinto il piano messo a punto dall'Amministrazione Biden per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Rivolgendosi a Israele, il capo dalla diplomazia iraniana ha messo in guarda dal lanciare una guerra totale contro il Libano che è "la culla della resistenza". "Se gli americani fossero onesti, allora invece di proporre piani per il cessate il fuoco dovrebbero compiere un passo concreto, ovvero porre fine a tutti gli aiuti all'entità israeliana", ha detto Bakri, come riporta il sito di Naharnet.
Fonti libanesi: “Una delegazione israeliana è in arrivo al Cairo”
Secondo fonti egiziane citate dal quotidiano libanese al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, una delegazione israeliana dovrebbe arrivare al Cairo nelle prossime ore per rendere nota la posizione di Israele sull'ultima proposta di cessate il fuoco con l'accordo per la liberazione degli ostaggi. Le stesse fonti sostengono che l'accordo potrebbe entrare in vigore all'inizio della prossima settimana, alla luce delle pressioni americane su Israele e degli sforzi diplomatici regionali.
L’Unrwa: “A Gaza non c’è acqua sufficiente”
A Gaza non c'è sufficiente acqua. Lo ha scritto Unrwa su X, aggiungendo che Israele dovrebbe garantire l'accesso nella Striscia del carburante, in modo che gli impianti di desalinizzazione possano funzionare e fornire acqua alle persone. "La sopravvivenza è una lotta. Famiglie e bambini camminano per lunghe distanze al caldo per cercare l'acqua. Le persone hanno bisogno dell'acqua per vivere. Le autorità israeliane devono garantirne l'accesso adesso", ha affermato l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.
Hamas: “Dall’inizio della guerra 36.550 morti e 82.959 feriti”
Dall'inizio della guerra sono morti a Gaza almeno in 36.550 e 82.959 sono rimasti feriti. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, precisando che nelle ultime 24 ore almeno in 71 hanno perso la vita.
L’appello Onu: “500 palestinesi uccisi, stop alle violenze in Cisgiordania”
L'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Turk, ha chiesto a Israele di mettere fine alle violenze in Cisgiordania che dal 7 ottobre a oggi hanno provocato la morte di oltre 500 palestinesi. "Come se i tragici eventi avvenuti in Israele e poi a Gaza negli ultimi otto mesi non fossero sufficienti, anche la popolazione della Cisgiordania occupata è sottoposta giorno dopo giorno a spargimenti di sangue senza precedenti", ha affermato. "E' incomprensibile che così tante vite siano state prese in modo così sfrenato".
Dal massacro del 7 ottobre, le truppe israeliane hanno arrestato circa 4.000 palestinesi in tutta la Cisgiordania, tra cui più di 1.700 affiliati ad Hamas. Secondo il ministero della Sanità dell'Autorità nazionale palestinese, sono stati uccisi più di 510 palestinesi, la stragrande maggioranza durante i raid per arrestarli.
La Sanità di Gaza: “11 persone morte nel corso di un raid israeliano a Deir al-Balah”
Almeno undici persone sono morte nei raid condotti la scorsa notte dalle forze israeliane nel centro della Striscia di Gaza. Lo riferiscono i funzionari sanitari dell'enclave palestinese. In un attacco contro il campo profughi di Bureij è stata colpita una casa provocando la morte di due genitori e della loro giovane figlia. Un secondo raid ha distrutto un veicolo della polizia di Hamas a Deir al-Balah: otto le vittime. Un giornalista dell'Associated Press ha contato i corpi arrivati martedì all'ospedale Al-Aqsa Martyrs di Deir al-Balah e ha confermato i dettagli con i registri dell'ospedale.
Ben Gvir: “Domani a Monte Tempio per ribadire che è nostro”
In vista della controversa Marcia delle Bandiere nella Giornata di Gerusalemme domani, il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha alzato i toni, sostenendo che i manifestanti marceranno fino al Monte del Tempio, la Spianata delle Moschee per i fedeli islamici, in contrasto con quanto stabilito dalla polizia. "Ogni anno dicono che non è il momento, non è opportuno. Al contrario, quando ci si piega a loro, si ottiene il 7 ottobre. Domani marceremo verso la Porta di Damasco e andremo al Monte del Tempio, nonostante loro", ha affermato il leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, in un'intervista alla radio dell'esercito. "Dobbiamo colpirli dove è più importante per loro, e andare a dire che il Monte del Tempio e Gerusalemme sono nostri. Se pensiamo a noi stessi come i padroni di casa, i nostri nemici ci rispetteranno".
L’ufficio di Netanyahu: “Il 13 giugno non potrà essere al Congresso Usa”
L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha negato di poter essere presente il 13 giugno a Washington per tenere un discorso davanti al Congresso Usa, come riportato dai media americani. Lo si apprende dai media israeliani. L'ufficio di Netanyahu ha detto a questi media israeliani che la data del suo discorso al Congresso non è stata "decisa" ma non sarebbe il 13 giugno perchè interferisce con le feste ebraiche.
Ben Gvir: “Marceremo per dire che Gerusalemme è nostra”
"Il Monte del Tempio (Spianta delle Moschee, ndr) e Gerusalemme sono nostri. Dobbiamo colpirli dove è più importante per loro". Lo ha detto il leader della destra radicale - e ministro della sicurezza nazionale - Itamar Ben Gvir alla vigilia del 'Jerusalem Day', la festa con cui Israele celebra la riunificazione della città nella Guerra dei 6 giorni del 1967. In questa occasione si svolgerà una 'Marcia delle Bandiere' dalla Porta di Damasco della Città Vecchia dove comincia il quartiere arabo. "Marceremo verso la Porta di Damasco e - ha detto alla Radio militare - andremo al Monte del Tempio nonostante loro".
Usa, proposta di legge dei repubblicani per punire la Corte penale internazionale
I repubblicani americani hanno presentato una proposta di legge per 'punire' la Corte penale internazionale, il cui procuratore capo, Karim Khan, è 'colpevole' di aver chiesto l'arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Yoav Gallant. La commissione regolamenti della Camera dei rappresentanti ha approvato con 9 voti a favore e tre contrari il testo, che il Gop spera adesso possa passare anche in aula già in settimana. Ma il provvedimento - che prevede sanzioni contro i giudici della Corte - difficilmente passerà al Senato, dove i democratici hanno la maggioranza, scrive il sito "The Hill".
La Casa Bianca nei giorni scorsi aveva fatto sapere, che, pur contestando la decisione della Cpi, "l'amministrazione si oppone all'imposizione di sanzioni contro la Corte, il suo personale, i suoi giudici e chiunque collabori al suo lavoro: ci sono maniere più efficaci per difendere Israele, preservare le posizioni degli Stati Uniti sulla Cpi e promuovere la giustizia internazionale".
Blinken sente ministro Marocco, 'Hamas accetti accordo'
Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato ieri con il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita della "proposta sul tavolo per raggiungere un cessate il fuoco duraturo" nella Striscia di Gaza e "garantire il rilascio di tutti gli ostaggi" israeliani ancora nelle mani di Hamas. Lo rende noto il portavoce di Blinken, Matthew Miller. Il segretario di Stato americano "ha sottolineato che la proposta apporterebbe grandi benefici sia ai palestinesi che agli israeliani - si legge in un comunicato Usa -, consentirebbe un aumento dell'assistenza umanitaria, il ritorno degli sfollati nelle aree di tutta" la Striscia di Gaza e "l'inizio degli sforzi di ricostruzione internazionale". Blinken ha "ribadito che Hamas dovrebbe accettare la proposta senza ulteriori indugi", viene sottolineato. Il segretario di Stato americano "ha espresso la sua gratitudine al re Mohammed VI per i contributi umanitari del Marocco" nell'enclave palestinese "e ha sottolineato l'importanza di sostenere" la proposta Usa "come mezzo per costruire una regione del Medio Oriente più integrata, pacifica e stabile", afferma Miller aggiungendo che Blinken e Bourita hanno concordato sull'importanza di "continuare a coordinarsi strettamente per promuovere la pace e la sicurezza".
Razzi da Libano hanno causato incendi in nord Israele
I vigili del fuoco e i servizi di soccorso israeliani affermano che oltre 30 squadre di vigili del fuoco stanno attualmente combattendo gli incendi che infuriano nel nord, a seguito degli attacchi di razzi e droni dal Libano.
Una dichiarazione dei vigili del fuoco sottolinea che non esiste attualmente alcuna minaccia per la vita o le case, aggiungendo che si sta "lavorando duramente per proteggere le comunità e le proprietà".
I vigili del fuoco affermano che gli incendi hanno infuriato nel nord di Israele per oltre 13 ore, rilevando l'ondata di caldo estremo che attualmente ricopre l'area.
Usa chiedono sostegno a Consiglio Sicurezza Onu per piano su Gaza
Gli Stati Uniti cercano il sostegno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il piano in tre fasi per Gaza, annunciato dal presidente Joe Biden, che inizierà con un cessate il fuoco di sei settimane e il rilascio di alcuni ostaggi.
L'ambasciatrice statunitense Linda Thomas-Greenfield ha affermato che gli Stati Uniti hanno distribuito una bozza di risoluzione agli altri 14 membri del Consiglio che sosterrebbero la proposta. "Numerosi leader e governi, anche nella regione, hanno approvato questo piano e chiediamo al Consiglio di Sicurezza di unirsi a loro nel chiedere l'attuazione di questo accordo senza indugio e senza ulteriori condizioni", ha affermato in una nota. La breve bozza di risoluzione, ottenuta dall'Associated Press, accoglierebbe favorevolmente l'accordo del 31 maggio annunciato da Biden e inviterebbe Hamas "ad accettarlo pienamente e ad attuarne i termini senza indugi e senza condizioni". Hamas ha affermato di considerare la proposta "positivamente". La risoluzione proposta non fa menzione dell'accettazione dell'accordo da parte di Israele.
Cisgiordania, media: tre i morti nel raid di Israele a Nablus
E' salito a tre palestinesi morti e diversi altri feriti il bilancio dell'operazione lanciata ieri dell'esercito israeliano a Nablus, nel nord della Cisgiordania.
Lo rendono noto le autorità locali, citate dall'agenzia di stampa Wafa.