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In Russia un concorso di vignette contro Macron ispirato dalle frasi di Salvini

Manifesto affisso nei giorni scorsi davanti all’ambasciata francese a Mosca: “Francesi, non ripetete gli errori dei vostri antenati che combatterono contro la Russia” 

 
Il vicepremier italiano aveva criticato la proposta del presidente francese di inviare soldati in Ucraina. La rivista del ministero degli Esteri pubblicherà in copertina la caricatura più efficace
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Quando Matteo Salvini parla, Mosca ascolta. Di più, prende ispirazione. C’è una frase in particolare del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e vicepremier italiano che ha colpito i vertici russi. L’ha detta lunedì a un comizio a Bari in vista delle parlamentari europee commentando la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di inviare uomini in Ucraina. «A Macron dico: vai tu in Ucraina a combattere, mettiti l’elmetto e non rompere le palle agli italiani».

La frase, edulcorata nella traduzione in russo, è stata subito citata da diversi media filogovernativi russi, come Rt e Moskovskij Komsomolets. La rivista del ministero degli Esteri russo, Mezhdunarodnaja Zhizn (letteralmente, “Vita Internazionale”) o The International Affairs, è …

Quando Matteo Salvini parla, Mosca ascolta. Di più, prende ispirazione. C’è una frase in particolare del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e vicepremier italiano che ha colpito i vertici russi. L’ha detta lunedì a un comizio a Bari in vista delle parlamentari europee commentando la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di inviare uomini in Ucraina. «A Macron dico: vai tu in Ucraina a combattere, mettiti l’elmetto e non rompere le palle agli italiani».

La frase, edulcorata nella traduzione in russo, è stata subito citata da diversi media filogovernativi russi, come Rt e Moskovskij Komsomolets. La rivista del ministero degli Esteri russo, Mezhdunarodnaja Zhizn (letteralmente, “Vita Internazionale”) o The International Affairs, è andata oltre: ha indetto un concorso di caricature ispirate alle parole del segretario della Lega. Scadenza: il 17 giugno. Premio: la pubblicazione sulla copertina del prossimo numero.

(ansa)

Se l’iniziativa di Mezhdunarodnaja Zhizn è inedita, non è però la prima volta che le invettive di Salvini vengono citate dalla stampa russa, così come le prese di distanza di altri esponenti del governo italiano dalle proposte degli alleati Nato di autorizzare Kiev a usare le armi occidentali per colpire il territorio russo o inviare, appunto, uomini in Ucraina.

Ieri il tg serale Vesti del canale Rossija 1 ha mandato in onda un lungo reportage dall’Italia che in realtà smorzava gli entusiasmi. Commentando le parole del segretario della Lega, la corrispondente Asja Emelijanova osservava che i discorsi fatti in campagna elettorale «vanno tutti divisi per 10». E ha poi mandato in onda una clip di Alessandro Orsini che sosteneva che il ministro della Difesa Guido Crosetto starebbe già addestrando i soldati da mandare in Ucraina. Niente illusioni. Ma le divisioni all’interno dell’Alleanza Atlantica non passano inosservate.

Una settimana fa l’agenzia di stampa Ria Novosti aveva ad esempio segnalato che Salvini aveva definito il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg un «gentiluomo pericoloso», perché sosteneva la necessità di consentire a Kiev di attaccare il territorio russo con le armi Nato. Esternazioni in linea con la retorica del Cremlino: il presidente russo Vladimir Putin aveva ironizzato su una “demenza” di Stoltenberg commentando la stessa proposta.

Mentre nei giorni scorsi, davanti all’ambasciata francese a Mosca, sono apparsi dei poster con la foto in bianco e nero di Edgar Puaud, comandante della divisione Charlemagne delle SS che fu ucciso dai sovietici nel 1945, e l’invito ai «soldati francesi» ad arrendersi alle forze russe: «Non ripetete gli errori dei vostri antenati, il loro destino è noto».

(ansa)

Mosca, però, non si limita a battute e provocazioni. Continua a lanciare minacce. Ieri il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha detto che, se mai Parigi inviasse istruttori in Ucraina, «nessuno potrà considerarsi immune dagli attacchi». Mentre a Mosca si è tenuto il forum “Deterrenza nucleare in un mondo policentrico”. Due interventi sono stati ripresi dalla stampa.

Quello di Aleksej Arbatov, il capo del Centro per la Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Economia mondiale e relazioni internazionali, che sottolineava la necessità di negoziare limiti sull’uso delle armi nucleari tattiche con gli Usa.
E quello di Dmitrij Trenin, professore presso la Higher School of Economics di Mosca, che ha detto che bisognerebbe rivedere la dottrina nucleare russa per consentire l’uso di armi atomiche anche per rispondere a semplici «minacce contro gli interessi vitali del Paese», e non solo contro la sua stessa esistenza.

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